Canzoni di Tina Turner: le 6 che consacrarono la leggenda

Canzoni di Tina Turner: le 5 che consacrarono la leggenda

Una delle voci più potenti mai esistite, la prima donna nera sulla copertina di Rolling Stone e una performer dalla grinta inarrestabile: Tina Turner, la regina del rock, è stata un’icona di forza e talento. La sua capacità di dominare il palco, anche a 60 anni, è leggendaria. Oltre ai celebri singoli come The Best e What’s Love Got to Do with It, la sua carriera è costellata di brani che raccontano una storia di lotta, liberazione e trionfo. Ripercorriamo l’ascesa della diva attraverso 6 canzoni che l’hanno consacrata.

Le canzoni iconiche di tina turner: tabella riassuntiva

Canzone Impatto sulla sua carriera
River deep, mountain high Il primo grande successo con ike turner che ne rivelò la potenza vocale.
Proud mary La sua performance-simbolo, un mix esplosivo di soul, rock e funk.
Let’s stay together Il singolo della rinascita, che segnò il suo trionfale ritorno da solista.
What’s love got to do with it La sua unica numero 1 in usa, vincitrice di 3 grammy awards.
The best L’inno generazionale che l’ha consacrata come icona globale.

Le canzoni che hanno scritto la leggenda

1. River deep, mountain high (1966)

La carriera di Tina inizia al fianco del controverso Ike Turner. Nonostante la loro relazione fosse segnata da abusi, il loro sodalizio artistico produsse brani memorabili. River Deep, Mountain High fu il primo singolo del duo a scalare le classifiche in Europa, mostrando al mondo l’incredibile talento e la voce potente di Tina. Prodotto dal leggendario Phil Spector con la sua tecnica del “Wall of Sound”, il brano mette in parallelo l’amore totalizzante con la grandezza della natura.

 

2. Proud mary (1971)

Se c’è una canzone che incarna l’energia esplosiva di Ike & Tina Turner, è la loro cover di Proud Mary dei Creedence Clearwater Revival. La loro versione, introdotta dalla celebre frase “nice and easy… but we never do anything nice and easy”, parte lenta per poi esplodere in un finale rock-funk travolgente. Questa performance divenne il loro marchio di fabbrica dal vivo e valse al duo un Grammy Award, consolidando la reputazione di Tina come una delle più grandi performer di tutti i tempi.

3. Let’s stay together (1983)

Dopo la fuga da Ike, Tina attraversò un periodo difficile. All’inizio degli anni ’80, era considerata fuori moda. Questo singolo, una cover sensuale e moderna dell’omonimo brano di Al Green, segnò il suo incredibile e inaspettato ritorno. La canzone divenne un successo planetario e aprì la strada all’album che avrebbe definito la sua carriera da solista: Private Dancer.

4. What’s love got to do with it (1984)

Tratto dall’album multi-platino Private Dancer, questo brano è il più grande successo commerciale di Tina Turner. Nonostante inizialmente non amasse la canzone, la sua interpretazione la trasformò in un inno di indipendenza emotiva, facendola diventare la sua unica hit al numero 1 della Billboard Hot 100 e facendole vincere tre Grammy Awards, tra cui “Registrazione dell’Anno”.

5. We don’t need another hero (1985)

Cavalcando l’onda del successo, Tina recitò nel blockbuster Mad Max – Oltre la sfera del tuono, interpretando la carismatica Aunty Entity. Ne cantò anche il tema principale, una potente power ballad che scalò le classifiche di tutto il mondo. La canzone, con il suo coro di bambini e un assolo di sassofono iconico, catturò perfettamente lo spirito degli anni ’80.

6. The best (1989)

Originariamente una canzone di Bonnie Tyler, nella versione di Tina Turner (Simply) The Best è diventata un inno globale di amore e celebrazione. Con la sua energia contagiosa, un ritornello indimenticabile e un potente assolo di sassofono, questo brano ha consacrato definitivamente Tina Turner come un’icona amata da intere generazioni, una leggenda la cui musica è stata celebrata anche dalla Rock & Roll Hall of Fame.

«La felicità vera e duratura viene da uno spirito irremovibile e fiducioso, che può brillare sempre, nonostante tutto.» − Tina Turner

Fonte immagine: Wikimedia Commons

Articolo aggiornato il: 13/09/2025

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