Discografia dei Police: la lista completa

The Police: la discografia completa

The Police sono stati una band formatasi a Londra nel 1977, composta da Sting (voce e bassista), Andy Summers (chitarrista) e Stewart Copeland (batterista). È stata una band che ha fatto la storia e ha segnato fortemente la musica tra la fine degli anni settanta e la prima metà degli anni ottanta, prima che di fatto, si sciogliesse la band. Ascoltando la discografia dei Police si può sentire chiaramente lo sviluppo del genere new wave (musica pop rock) con influenze dal punk rock, jazz e reggae. I Police hanno vinto 6 Grammy Awards e sono entrati nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2003.

The Police: discografia essenziale in sintesi

Anno Album Hit principale
1978 Outlandos d’Amour Roxanne
1979 Reggatta de Blanc Message in a Bottle
1980 Zenyattà Mondatta Don’t Stand So Close to Me
1981 Ghost in the Machine Every Little Thing She Does Is Magic
1983 Synchronicity Every Breath You Take

Discografia dei Police

La discografia dei Police è composta da soli cinque album in studio e da sei raccolte musicali. I dischi sono considerati tutti essenziali poiché si può sentire l’evoluzione della band e della loro musica.

Outlandos d’Amour (1978)

È l’album di debutto dove si notano le loro radici punk unite al sound reggae. Nonostante sia il loro primo album e le sonorità sono più “sporche”, si intuisce già l’abilità brillante di Sting e la qualità tecnica dei musicisti. In questo album sono presenti canzoni famose come:

  • Roxanne, una ballata reggae-rock dove si parla di un amore per una prostituta francese. Un classico che è entrato nella Grammy Hall of Fame per la melodia e per la parte cantata;
  • Can’t Stand Losing You un brano più punk, ma con un testo molto triste: un ragazzo sta pensando di suicidarsi per un amore non corrisposto.

Reggatta de Blanc (1979)

Con il successo riscosso dal primo album e in particolare con la canzone Roxanne, a solo un anno di distanza si cimentano a produrre e pubblicarne uno nuovo. È un disco in cui si nota già una sicurezza maggiore e un suono sempre più “pulito”; inoltre, si specializzano nel genere in cui si sono rivelati dei maestri: il reggae. Si discostano dal quello originario della Giamaica e ne creano uno che viene definito “dei bianchi”, tant’è che il titolo dell’album è un francese storpiato che sta a significare proprio reggae dei bianchi
Anche questo album, probabilmente il loro secondo più di successo, contiene molti brani famosi:

  • Message in a Bottle è una canzone iconica che affronta il tema della solitudine universale. È caratterizzata dal riff della chitarra di Summers;
  • Walking On The Moon si percepisce il suono del basso di Sting che è la chiave della canzone insieme al groove (una serie ritmica che si ripete a ogni battuta) di Copeland;
  • Reggatta de Blanc una traccia interamente strumentale, che ha subito fatto conquistare un Grammy ai Police.

Zenyattà Mondatta (1980)

È il loro terzo album in studio, nonostante sia stato definito da Rolling Stonesone of the band’s finest work” è stato registrato in un periodo intenso del tour. Sono presenti influenze più sul pop però l’impronta reggae rimane. Vi sono hit famose come:

  • Don’t Stand So Close to Me, un brano famosissimo che ha scalato diverse classifiche, ma dal testo controverso dato che parla di un insegnante e di una studentessa e della relazione sessuale tra i due;
  • De Do Do Do, De Da Da Da, l’obiettivo di una canzone con un titolo apparentemente infantile è quello di non giudicare il semplice come banale, poiché da un titolo del genere è uscito un brano con un testo molto profondo.

Ghost in the Machine (1981)

Nel disco sono presenti canzoni che incorporano elementi di jazz e suoni particolari ottenuti tramite il sintetizzatore. È un disco intermedio e rappresenta un periodo di transizione tra la fase reggae-rock e la fase più pop, caratterizzato dall’uso di flauti. I testi diventano sempre più maturi ispirati a concetti spirituali e filosofici. Contiene brani chiave come:

  • Every Little Thing She Does Is Magic, una traccia pop con una bellissima sinfonia di un pianoforte.

Synchronicity (1983)

È loro album più famoso e che ha avuto più successo a livello commerciale, ed è anche l’ultimo album insieme, infatti è stato composto in un periodo molto teso della band. Con questo album hanno raggiunto l’apice del loro successo, ma è anche quello che contiene un sound più pop ma con influenze progressive e di art-rock. Esplorano temi mitologici, di amori ossessivi e psicologicamente profondi. Contiene hit che tutt’ora si sentono, come:

  • Every Breath You Take la loro hit più clamorosa, vincitrice di numerosi premi. Scritta in un periodo buio di Sting (da poco divorziato) una canzone che doveva essere dolce si è trasformata sotto gli occhi ignari del cantante in un brano dal protagonista ossessivo;
  • King of Pain è un brano introspettivo sulla sofferenza e sull’autocommiserazione;
  • Wrapped Around Your Finger è un bellissimo brano con riferimenti alla mitologia classica;
  • Synchronicity II è un bellissimo pezzo rock e il terzo singolo dell’album. Ha preso ispirazione dalla filosofia di Carl Jungl’avvenimento casuale di due o più eventi dove vi è qualcosa di più profondo e intrinseco della semplice coincidenza”.

In conclusione, I Police sono una band da scoprire perché rientrano sicuramente tra le più significative e innovative del loro tempo, riuscendo a farsi strada in un periodo musicale dove vi erano già grandi nomi a dominare l’industria musicale. In soli sei anni di attività sono riusciti a lasciare un’impronta profonda nella storia della musica, con classici che ancora oggi si ascoltano e con album sperimentali che hanno influenzato generazioni di musicisti a venire, anche band pop-rock come i Coldplay o gli U2.

 

Fonti: pagina ufficiale Youtube, The Police.

Articolo aggiornato il: 19 Gennaio 2026

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