In uscita mercoledì 21 gennaio è il nuovo album di Mauro Mariano Biagio Fusioni Contrappuntistiche: L’incontro tra Musica da Camera e Jazz, realizzato con il contributo di NUOVO IMAIE. Un dialogo tra la tradizione della Musica da Camera e l’espressività caratteristica del Jazz, l’album non cerca di fondere perfettamente questi due mondi, bensì si basa proprio sulle loro diversità e su quanto queste ultime possano essere in perfetta armonia.
Fusioni Contrappuntistiche: conosciamo Mauro Mariano Biagio
Mauro Mariano Biagio è un chitarrista e compositore nolano, il quale pone come soggetto dei propri brani il suo territorio di origine. Nola, infatti, funge da protagonista silenziosa, in grado di far convivere tradizioni musicali diverse: dal rigore della Musica da Camera alle avanguardie del Jazz. Diventa infatti questo l’obbiettivo del compositore: utilizzare il linguaggio del contrappunto per unire due mondi apparentemente inconciliabili.

Mauro, il 21 gennaio sarà disponibile su tutte le piattaforme il tuo disco Fusioni Contrappuntistiche: L’incontro tra Musica da Camera e Jazz. Cosa provi all’idea dell’uscita dell’album?
Provo una sensazione di attesa più che di euforia. È un disco molto pensato, nato lentamente, quindi l’uscita è come lasciarlo andare. Mi interessa vedere come verrà ascoltato, più che come verrà accolto.
Fusioni Contrappuntistiche: L’incontro tra Musica da Camera e Jazz è un album all’interno del quale tu tenti di superare una vera e propria sfida: unire la disciplina della musica da Camera con l’espressività del Jazz. È stato difficile per te unire questi due mondi? E per quale motivazione hai scelto proprio questi stili contrapposti?
Sì, è stata una sfida, soprattutto sul piano dell’equilibrio. La difficoltà non era unire due mondi, ma evitare che uno prevalesse sull’altro. Ho scelto questi linguaggi perché fanno parte entrambi del mio percorso: la scrittura rigorosa e la libertà improvvisativa convivono naturalmente nel mio modo di pensare la musica.
Sappiamo che tu sei anzitutto un chitarrista ed un compositore. Da dove deriva la tua passione verso il mondo della musica?
La passione nasce molto presto, dall’ascolto e dalla curiosità. Prima ancora dello strumento, mi ha sempre colpito il modo in cui la musica crea relazioni, dialoghi, tensioni. La chitarra è arrivata come mezzo, non come fine.

Per conciliare questi due mondi, vi è la necessità dell’uso del cosiddetto “linguaggio del contrappunto”. Come lo spiegheresti?
Il contrappunto è, in sostanza, l’arte di far convivere più voci indipendenti che hanno senso sia da sole sia insieme. Applicato al jazz, diventa uno strumento per organizzare il dialogo tra gli strumenti senza togliere spazio all’improvvisazione.
C’è un testo in particolare con il quale senti maggiore connessione?
Sicuramente i testi classici che si studiano in conservatorio hanno avuto un peso enorme nella mia formazione. In seguito ho approfondito l’armonia contemporanea con testi come Contemporary Harmony di Ludmila Ulehla e l’Armonia del XX secolo di Vincent Persichetti. Per quanto riguarda il copntrappunto rigoroso mi mancano quelle classiche letterature tipo il Dubois ma mi ha tanto formato la composizione polifonica di Owen Swindale che copre il periodo nel rinascimento ,essenziale ma illuminate.
Profilo Instagram di Mauro Mariano Biagio: https://www.instagram.com/mariano_biagio_mauro?igsh=MTFia2hzdDF2czl1Ng==
Fonte Immagini nel testo e in evidenza: mauromariano.it

