Heathers: il musical | Recensione

Heathers: il musical | Recensione

Heathers: il musical è una dark comedy di Kevin Murphy e Laurence O’Keefe basato sull’omonimo film del 1988 di Daniel Waters. Comincia con una prima produzione a Los Angeles nel 2013, spostandosi poi all’Off Broadway nel 2014 e West End di Londra nel 2018.

Di cosa parla Heathers?

La storia del musical Heathers ha luogo nel 1989, nel liceo Westerberg, e ha come protagonista la diciassettenne Veronica Sawyer, che nel film del 1988 è interpretata da Winona Ryder. La ragazza è vittima della crudele gerarchia sociale della scuola, con ruoli e stereotipi estremamente tipici del genere cinematografico adolescenziale, dove regnano per popolarità le Heathers, un gruppo di ragazze belle e ricche chiamate tutte Heather, che rappresentano il classico trio di ragazze bulle, presente anche nell’iconico film Mean Girls.  Le ragazze prendono sotto la propria ala Veronica, per sfruttare le sue capacità di contraffazione di calligrafie, promettendole di farla diventare popolare e bella, con la canzone Beautiful. Entra in scena il carismatico Jason Dean, conosciuto anche come JD, un ragazzo strano e asociale, che porta una pistola a scuola e odia tutti gli altri adolescenti.

I due intraprenderanno una strana e complessa relazione, basata sulla condivisione dei loro problemi e insicurezze, che vengono affrontate nell’arco di molte canzoni, come ad esempio Seventeen. Veronica, però, non riesce a sopportare tutti gli scherzi crudeli che le tre ragazze fanno alle altre persone e cerca di ribellarsi, venendo minacciata dalle Heathers di morte sociale, cioè di rovinare la sua reputazione e popolarità a scuola.  JD convince quindi la ragazza a dare ad una delle Heather una tazza con della candeggina, uccidendola e inscenando il suo suicidio. Questa tragedia da vita a una catena di caos e disperazione che pervade la scuola, portando le altre ragazze a contemplare il suicidio e diffondendo un’ondata di depressione in tutto l’istituto. Veronica, dopo aver visto JD uccidere altre due persone e cercare di convincerla a uccidere con lui, decide di lasciarlo e inscenare il suo stesso suicidio per sfuggirgli. Il ragazzo confessa in Meant To Be Yours di avere un piano per piazzare una bomba a scuola e tentare di farlo sembrare un suicidio di massa, ma Veronica riesce a fermarlo e a portare la bomba lontano da tutti, nel campo da football. Qui hanno una conversazione con la canzone I Am Damaged, nella quale JD decide di sacrificarsi per salvare la ragazza, allontanandola e dichiarando il suo amore, facendo poi esplodere la bomba. Veronica torna all’interno della scuola dopo aver visto il ragazzo saltare in aria, facendo finta di nulla e raggruppando le ragazze rimaste, abbracciandole e creando un nuovo gruppo, uno di ragazze normali, non più preoccupate della loro posizione sociale, ma solo di godersi la loro gioventù.

I temi trattati

Il musical è considerato una dark comedy, divertente ma drammatico, a tratti horror, che porta sul palco i problemi dell’adolescenza, enfatizzando le situazioni per sottolineare la tragicità e la serietà di questo tipo di dinamiche. Mostra in modo crudo e realistico le lotte e le difficoltà della salute mentale, in particolare degli adolescenti, che sono nell’età più fragile e influenzabile. Inoltre, sottolinea i pericoli del bullismo e delle torture psicologiche, tra giovani ma anche da parte degli adulti, e le conseguenze come la violenza e il suicidio.  Affronta anche un grande e importante problema caratteristico degli Stati Uniti: l’utilizzo delle armi e la violenza nelle scuole, conosciute come School-Shootings, un problema contemporaneo e serio nel paese che terrorizza genitori e ragazzi ogni giorno.  

Heathers il musical, ma anche il film, è caratterizzato dal dark humor, che ride delle tragedie cercando di trasmettere un messaggio, in questo caso quello di essere buoni gli uni con gli altri e di godersi la propria adolescenza. E spesso raccontare drammi e lezioni di vita in chiave umoristica garantisce una diffusione del messaggio più efficace rispetto a banali spot per adolescenti o monotoni sermoni scolastici. 

Fonte immagine: Spotify

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