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Eroica Fenice

Psychopathic Romantics

Intervista agli Psychopathic Romantics

Psychopathic Romantics è un gruppo che nasce a Caserta nel 2005 e formato dal cantautore Mario aka ‘Dust’, Vincenzo (basso), Augusto e Filippo (chitarra). 

Eroica Fenice ha intervistato gli Psychopathic Romantics

Come nasce il vostro gruppo?

Ogni volta che ci fanno questa domanda (fortunatamente non più tanto spesso) ci tocca fare i conti col tempo che passa e ci troviamo a scavare nel nostro ormai decennale passato; facciamo un po’ come quelle coppie che si guardano e si dicono “Uà! Ma stiamo insieme da tutto sto tempo?!”, e poi sono combattute se proseguire il discorso con un “Effettivamente, ma chi ti sopporta più” o con un “Però.. ma chi ci ammazza a noi”…
Nel ringraziarvi per averci costretto anche stavolta a scambiarci affetto e male parole, vi raccontiamo che Psychopathic Romantics è un progetto nato nel 2005 a Caserta, in Campania, con tre album all’attivo.
Gli ideatori sono Mario aka ‘Dust’ (voce, batteria e chitarra acustica), cantautore italo-americano che si è ristabilito in Italia dopo quasi 20 anni vissuti nel North-East degli Stati Uniti, autore di gran parte dei pezzi della band, tutti scritti e cantati in inglese, e Vincenzo. I due si conoscono casualmente in un piccolo club del beneventano dove Vincenzo si sta esibendo con la sua vecchia cover band, allora priva di batterista. Questo è il motivo che spinge Dust ad avvicinarlo e a proporsi proprio per riempire quella mancanza. Dopo qualche tempo, nel 2005 appunto, i due lasciano la band per mettere su un progetto inedito, partendo dall’arrangiamento di alcuni brani che nel frattempo Dust aveva scritto. A completare la line-up arrivano Augusto (collega universitario di Vincenzo) e Filippo (che risponde ad un annuncio). Entrambi suonano la chitarra elettrica, ma negli anni si sono ritrovati a suonare anche mandolino, bouzouki, harmonium, toypiano, glockenspiel, organo e percussioni. Dopo i primi due album, Dust lascia la batteria per dedicarsi completamente alla chitarra acustica e alla voce.

Psychopathic Romantics: perché questo nome?

Ci era sembrato fin da subito un nome intrigante, anche se forse un po’ troppo intricato. All’inizio fu una trovata per cercare di sintetizzare ai promoter e ai gestori dei club che tipo di musica gli stavamo proponendo (non avevamo ancora demo al seguito!), poi l’abbiamo conservato, perché rispecchiava un po’ quelle stridenti contraddizioni che ci sono in noi quattro singolarmente, nel gruppo ma anche, in generale, in tutti noi.

Quali sono gli artisti a cui vi ispirate maggiormente?

Le caratteristiche della voce di Dust ci inducono a rivolgerci a quegli artisti il cui timbro risulta caldo e profondo, e allo stesso tempo ruvido e segnato dal fumo. Parliamo (con tutto il rispetto per loro) di artisti come Tom Waits e Mark Lanegan, o come Nick Cave e Johnny Cash (del quale abbiamo registrato una nostra versione della celebre Folsom Prison Blues, pubblicata sul nostro ultimo album ‘Bread and Circuses’). Inoltre, poiché ci piace non essere mai uguali a noi stessi, anzi ci piace confrontarci con diversi generi sempre con lo stesso entusiasmo e senza racchiuderci tra fastidiosi paletti, ci piacciono molto quegli artisti che hanno fatto di questa attitudine il loro marchio di fabbrica: su tutti, sicuramente Beck e The Flaming LipsCi piacciono anche le sonorità acide come quelle che caratterizzano Modest Mouse, Noir Desir, Ulan Bator (il cui leader Amaury Cambuzat ha partecipato con un piccolo cameo al nostro brano ‘H.ash’, sempre sull’ultimo disco), solo per citarne qualcuno, e cerchiamo di trovarne nella nostra produzione un buon compromesso con sonorità più mediterranee.  Apprezziamo molto anche la nascente scena underground cantautoriale locale, così come quella rap, molto genuina e dagli sviluppi interessanti (anche in tal senso c’è stata una bella collaborazione col rapper napoletano Rob Shamantide della Ganjafarm Cru sul nostro brano ‘Up and Down’, sempre su ‘Bread and Circuses’). Insomma vediamo nascere e svilupparsi attorno a noi molti progetti interessanti, speriamo solo che questo Paese lo meriti.

I titoli dei vostri tre album che significato hanno?

Il primo, “Altered Education”, vuole individuare una sorta di percorso di correzione imposto a chi proprio non riesce ad adeguarsi al sentire e all’agire comune, proprio come i bambini ribelli cui a scuola viene assegnato un percorso di educazione speciale.
Il secondo, “Pretty Prizes”, ha a che fare con le piccole ‘sorpresine’ quotidiane di cui, nel bene e nel male, è disseminata la vita.
L’ultimo è uscito nel 2015, si chiama “Bread and Circuses” (da ascoltare e scaricare gratis qui: https://freakhouserecords.bandcamp.com/), prende spunto da una vecchissima teoria, eppure sempre valida: ‘pane e circo’ è la celebre strategia del consenso basata sul principio che per tener soggiogato un popolo senza grossi affanni basta che questo abbia giusto un po’ di pane in tavola e una buona dose di distrazioni e intrattenimento.

Prossimi eventi?

Il 2015 è stato un anno pieno di concerti e soddisfazioni e con la fine dell’anno è cominciata per noi una piccola pausa che ci sta consentendo di lavorare su nuovo materiale, di organizzare di certo nuovi tour, stavolta eventualmente esplorando nuove possibilità (estero?!). Basta seguirci per non perdersi tutte le novità: https://www.facebook.com/Psychopathic-Romantics-17940677975/.

Ph. di Eliano Imperato