JUMP il nuovo comeback delle BlackPink: bop o flop?

Foto promozionale delle BlackPink

Le Blackpink, gruppo k-pop femminile di fama internazionale nato nel 2016 sotto la casa discografica YG Entertainment, ha rilasciato agli inizi di luglio il suo nuovo singolo JUMP (뛰어).

Il brano, tanto atteso dai fan, segna l’inizio di una nuova era per il gruppo: dopo quasi 3 anni di pausa in favore del perseguimento della carriera da soliste per Jennie, Jisoo, Rosé e Lisa, finalmente i quattro volti tanto amati appaiono di nuovo insieme. La grande risonanza mediatica che ha permesso al video di ottenere 189 milioni di visualizzazioni su YouTube è stata accompagnata da non poche critiche.

Jump: non tutti i fan “saltano” di gioia

Tra chi sottolinea l’ormai inesistente chimica tra le colleghe e chi non apprezza gli arrangiamenti musicali, ciò che ha suscitato maggiore scalpore è stato il video musicale vero e proprio. Diretto da Dave Meyers (rinomato regista di videoclip, ha prodotto video musicali per artisti come Jay-Z, Kendrick Lamar e Ariana Grande), il video si avvale, secondo alcune speculazioni, di un connubio di CGI e Intelligenza Artificiale, quest’ultima adoperata soprattutto nella realizzazione di sfondi per le riprese panoramiche.

L’opinione pubblica nei confronti dell’AI è da sempre dilaniata: tra sostenitori e detrattori, chi si schiera contro ne accusa non solo l’imprecisione e la sciatteria delle immagini create, ma la scelta di ricorrere ad una macchina computerizzata, a sfavore invece della manodopera umana.

In seguito alle numerose critiche e accuse da parte di alcuni fan, le Blackpink hanno rilasciato il behind the scenes del video musicale per mettere a tacere le voci sull’uso dell’Intelligenza Artificiale. Ciò nonostante, non è bastato a fermare il risentimento e a convincere interamente alcune Blinks (nome del fandom delle Blackpink), che continuano a sostenere come alcuni frame del video mostrino chiaramente sfondi sfumati e non definiti, impossibili da essere il frutto di sola CGI.

L’inizio di una nuova era?

Al di là che sia vero o meno il rumour riguardante JUMP, questa polemica fa sorgere un problema più grande: in un’era in cui l’AI sta guadagnando sempre più popolarità e progresso, è giusto sfruttarne il potenziale o vi è il rischio di perdere la componente umana che rende un’opera d’arte originale?

Da un lato, sicuramente usufruire di un computer che, grazie a pochi input, riesce in brevissimo tempo a realizzare ciò che all’essere umano richiede il doppio dello sforzo, è una risorsa utilissima che permette di dedicarsi a vari incarichi contemporaneamente, piuttosto che focalizzarsi su uno solo. Ma dall’altro, poiché una macchina si limita a eseguire degli ordini e manca di inventiva, non potrà mai competere con la creatività e la fantasia umana. Oltretutto sorge un altro dilemma etico: proprio perché l’AI non può inventare ma solo attingere da informazioni (visive, scritte, uditive) già presenti in rete, tutto ciò che viene creato diventa frutto di un’elaborazione o, per meglio dire, di una rielaborazione, andando molto spesso a scapito di piccoli e grandi artisti (basti pensare alle numerose immagini create con lo stile di Hayao Miyazaki, che attingono dal regista senza dare i crediti).

E dunque, uno strumento che tanto danneggia l’arte e gli artisti merita di essere utilizzato per ottimizzare i tempi e permettere di diventare mainstream nel breve termine?

Forse JUMP segna l’inizio di una nuova fase artistica, che nel breve termine potrà pure funzionare, ma a lungo andare cosa lascerà, cosa trasmetterà, visto che viene privata della sua essenza?

Fonte immagini: Wikimedia Commons. 

Fotografo: PUBG Mobile / BLACKPINK – Licenza CC BY-SA 4.0

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