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Eroica Fenice

Kanye West: il pazzo lo rifece, e noi lo seguimmo di nuovo

Kanye West: il pazzo lo rifece, e noi lo seguimmo di nuovo

Mania di grandezza in pillole: Kanye West

Rapper, producer,musicista, regista, stilista, ora anche politico, in sintesi: Kanye West e la sua megalomania, un amore che dura da vent’anni.

La sua storia è quella di un uomo che si è sempre sentito differente, o meglio superiore, agli esseri appartenenti alla sua stessa specie, i comuni mortali. Qualsiasi attività intrapresa nella sua vita è divenuto poi un manifesto di megalomania ed è per questo che il suo personaggio è ormai da sempre al centro di discussioni di qualsiasi ambito, quest’anno come non mai dato che per non farsi mancare nulla il buon Kanye si è addirittura candidato come nuovo presidente degli Stati Uniti alle elezioni del 2020, appoggiato da un certo Elon Musk.

A volte quando si parla di quest’uomo sembra quasi che le luci dei riflettori penetrino il suo corpo e fluiscano direttamente nel suo sangue sottoforma di una droga potentissima che invece di consumarlo tende ad accrescerne il volume, aumentandone esponenzialmente la superficie esposta, col rischio di poter cadere sotto il proprio peso.

Negli ultimi anni di Kanye West si è parlato tantissimo, ma quasi mai facendo riferimento all’unico settore nel quale il suo ego è direttamente proporzionale ad i risultati ottenuti: quello musicale. Per questo motivo oggi, a 10 anni esatti dalla pubblicazione di My Beautiful Dark Twisted Fantasy è doveroso tornare a porre il focus su una produzione artistica che ha cambiato le sorti dell’hip hop e non solo.

Il disco è il quinto della sua discografia, e viene pubblicato quando è ormai già diventato leggenda, serviva solo la definitiva conferma del fatto che quello che si stava costruendo andava ben oltre “l’ottimo disco hip-hop”, con il quinto si vuole fare la storia della musica, ed in effetti è andata così.

Per fare una breve ricapitolazione di quello che era successo prima: Kanye West nacque come straordinario produttore, i suoi primi lavori risalgono al 1996. Nel 2001 avvenne la svolta, parte in cerca di fortuna per l’East Coast, e lì incontrerà Jay-Z , il quale deciderà di scritturarlo per la sua Roc-A-Fella-Records e gli permetterà di lavorare come producer per il suo The Blueprint.

Dopo lo straordinario successo di quest’ultimo ha la possibilità di pubblicare con la sua nuova casa discografica il suo primo lavoro solista nel 2004, The College Dropout, al quale seguirà, nel 2005, Late Registration. Entrambi i dischi lo renderanno la nuova meteora dell’hip-hop internazionale. Kanye West però è come una fiamma destinata irreversibilmente a propagarsi, e quindi ecco che nel 2007 arriva Graduation, un album destinato a fare la storia.

La data di uscita è la stessa di Curtis, quello che doveva essere il nuovo lavoro di un’altra leggenda, 50 Cent. Lui stesso decise di sfidare apertamente Kanye sostenendo che lo avrebbe disintegrato nelle vendite. Il giorno d’uscita West quasi lo doppiò, la “vittoria” fu talmente netta che molti critici lo considerarono come un momento storico per il rap statunitense, si stava passando definitivamente da un’egemonia del gangsta rap ad una corrente nuova e che tendeva a spaziare molto di più nelle tematiche affrontate all’interno dei testi. Questo risultò ancor più evidente con il quarto disco di West 808s & Heartbreak dove la profondità dei temi faceva completamente da rottura rispetto al rap mainstream che dominava le classifiche.

Riguardo il lavoro di produzione poi si apre una vera e propria voragine tra West e il resto del mondo, e quindi arriviamo al 2010 e a My Beautiful Dark Twisted Fantasy.

My Beautiful Dark Twisted Fantasy: Kanye West dopo dieci anni

Per il disco sono stati spesi più di 3 milioni di dollari dalla sua casa discografica. L’idea è stata dall’inizio quella di creare un qualcosa di mastodontico, gigantesco, eterno.

Le collaborazione dell’album hanno visto personaggi come Eminem, Drake, Rihanna, Nicki Minaj, Lil Wayne, Elton John, Bon Iver, Kid Cudi, Beyoncè, Mos Def e Alicia Keys, insomma sin dall’inizio il tentativo di creare qualcosa di epocale era chiarissimo.

Il disco è semplicemente perfetto, non a caso è stato inserito nella lista dei 500 migliori album di sempre dalla rivista Rolling Stone.

È un sunto di tutte le innovazioni che Kanye West era riuscito a portare al mondo rap nei suoi precedenti lavori. I testi trattano tematiche sia provocatorie che profonde, perché Kanye West è pazzo, sì,  ma è anche perfettamente consapevole di esserlo, ed è perfettamente conscio che spesso il suo essere costantemente sopra le righe sia stato causa di enormi problemi per lui che ha sofferto più volte di disturbi psichiatrici, di depressione e al quale è stato anche diagnosticato un disturbo bipolare.

L’introduzione affidata a “Dark Fantasy” è quasi epica, con Nicki Minaj ad introdurre quelli che sono i temi che verranno sviluppati nel disco, il tutto seguito da una successiva produzione hip hop meravigliosa.

Segue un travolgente riff elettrico in “Gorgeous” e la famosissima “POWER” entrambe fortemente influenzate da sonorità anni ’70, perché da ora in poi Kanye West dimostrerà di poter rappare letteralmente su tutto, da una tradizionale base hip hop ad una elettronica più spinta, fino ad arrivare ad arrangiamenti soul, hard rock, blues, progressive o addirittura classici.

POWER” vede nel ritornello l’urlo di Greg Lake che cantava la sua “21st Century Schizoid Man” nel 1969, il tutto si muove in modo perfettamente armonico e costruisce un unicum musicale che solo uno come Kanye West sarebbe stato capace di creare.

Dopo questo revival anni ’70 ecco che si torna ancora più indietro perché arriva l’intro di “All Of The Lights”.

Un insieme di archi e un travolgente piano conducono l’ascoltatore verso un altro mondo, impossibile ricordarsi che si sta ascoltando un disco rap, poi inizia il brano, ecco che partono dei fiati, e poi la magia.

Improvvisamente incomincia una hit che ti si incolla in testa dopo il primo ascolto, con una spettacolare Rihanna che si muove nelle complesse ma mostruosamente efficaci traiettorie sonore dipinte da quel pazzo che l’ha chiamata a cantare nel suo disco. Se non è un genio qualcuno capace di creare al contempo una cosa tanto complessa quanto popolare allora bisognerebbe rivalutare decenni di critica musicale, andando a scomodare personaggi del calibro dei Beatles, o potremmo guardare anche a casa nostra, pensando a qualcuno come Franco Battiato.

Con “Monster” subentrano delle sonorità quasi tribali, una ulteriore dimostrazione che ogni brano di questo disco è un micromondo a sè. Ci si sposta invece su ritmi più soul invece con “So Appalled, Devil In A New Dress” e “Runaway”.

Ritorna il revival anni ’70 con “Hell Of A Life” dove compaiono addirittura le campionature di “Iron Man” dei Black Sabbath, segue un altro classico della discografia di West, “Blame Game” con John Legend, usando la campionatura al piano di Aphex Twin.

Lost In The World” si interfaccia con sonorità indie grazie anche al contributo di un gigante del genere come Bon Iver, il brano vede un complesso concatenarsi di ritmiche differenti che si intrecciano mediante delle spettacolari successioni di cori, inutile dirvi che anche in questo caso il rap di Kanye West riesce a dominare il brano facendo sembrare tutto semplice ed immediato, quando di semplice ed immediato non c’è nulla.

Il tutto termina con la consueta critica sociale di “Who Will Survive In America”.

Il disco fu particolarmente significativo in particolare per il mastodontico lavoro di produzione, ma la verità è che venne fatto quello che Kanye West ha sempre fatto dall’inizio della sua carriera: rivoluzionare il panorama musicale statunitense e dettare legge per quello che sarebbe stato quello italiano ed europeo. Perché, si, purtroppo di fronte a tutto questo il nostro rap si è trovato indietro anni luce e quindi non ha potuto far altro che adattarsi.

Nel 2011 (quindi subito dopo la pubblicazione del disco) in Italia un giovane Corrado Grilli, in arte Mecna, pubblica il suo primo brano di successo, “31/07”, la base utilizzata è quella di Aphex Twin, ovvero la stessa di “Blame Game” di West.

Sempre quell’anno un monumento del rap italiano, Bassi Maestro, pubblica “Tutti A Casa”, disco all’interno del quale è presente un brano realizzato con Mondo Marcio, “Runaway”, il titolo vi ricorda qualcosa?

La produzione del disco di West ha visto un utilizzo massiccio di strumentali anche di matrice rock, in Italia la coesistenze dei generi ha avuto un’unica declinazione, ed è quella dell’hardcore. Ecco quindi che forse il più importante esponente del genere decide dopo anni di tornare in scena, proprio nel 2011. Kaos One infatti dopo quasi 5 anni di silenzio pubblica “Post Scripta” e lo stesso anno arriva il disco d’esordio di un giovane rapper dalla fortissima influenza hardcore che pubblica “The Island Chainsaw Massacre”, si tratta di Salmo.

L’altro elemento innovativo presente nel disco ma che l’Italia non aveva ancora mai sperimentato era quello legato alla coesistenza di suoni classici all’interno di un brano rap mainstream, vedi “All Of The Lights”, ma per questo il belpaese deve ancora aspettare le prime partecipazioni al festival di Sanremo di Rocco Hunt e Clementino per vedere un qualcosa di simile (su livelli di produzione però anni luce distanti). Nel 2011 infatti le uniche partecipazioni al festival da parte di rapper erano state quella di Mikimix (che sarebbe poi diventato Caparezza) nel 1997 e di Frankie HI-NRG nel 2008, entrambe cadute nel dimenticatoio.

La capacità di Kanye West di anticipare musicalmente tutto quello che verrà in seguito a volte risulta quasi impressionante, potrà sembrare esagerato, ma vi faccio vedere che non è così.

Andiamo un poco avanti negli anni, perché no, arriviamo ai giorni nostri, nel Novembre 2020, a 20 anni dagli inizi di quello che era il producer di Jay-Z.

Gli ultimi due lavori sono Ye del 2018 e Jesus Is King del 2019, album che trattano principalmente del disturbo bipolare di West e della sua incrollabile spiritualità.

Se si ascoltano entrambi i dischi e si confrontano con la musica emergente contemporanea ecco che si comprende come West abbia gettato le basi del minimalismo musicale oggi tanto utilizzato in ambito di produzione.

Basti ascoltare il disco che è stato considerato più di rottura nel panorama pop italiano, quello di Tha Supreme, per comprendere quanto Kanye West ci sia dentro.

Perennemente un passo avanti, tranne quando non parla di musica. Lì forse è meglio non ascoltarlo.

Immagine: roughtrade.com

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