Manuel Castro: il suo è un Tempu d’Amuri

Approfondiamo più da vicino questo nuovo brano di Manuel Castro. Parliamo di “Tempu d’Amuri”, nuovo singolo per il cantante e cantautore catanese che pubblica con la RadiciMusic di Firenze questa che da molte parti è stata definita una “preghiera laica” o una denuncia, a seconda da quale lato la si voglia leggere. Il tempo umano di oggi, le sue violenze, la sua ancora primitiva convivenza con le meravigliose diversità. Bellissimo anche il video a corredo di questa canzone assai ispirata ai suoni del mondo, fossatiana direbbe qualcuno. Catania, come la nostra Napoli: terra di mare e di approdo, terra di confine e palcoscenico naturale dove fa congiungere le tante facce colorate di questa vita.

Bentrovato sulle nostre pagine Manuel. “Napoli” come “Catania”. Porti di mare. Per prima cosa ti chiedo: il tuo rivolgerti spesso “al mondo” è anche figlio di questa “geografia” sociale che le queste città portano con sé nel loro DNA?
Grazie a voi per lo spazio dedicatomi. Sicuramente vivere a sud ti permette di guardare il mondo da molteplici punti di vista. Vivere a sud significa scontrarsi con realtà e quotidianità molto spesso dure che se sapute attraversare permettono anche alti gradi di elevazione. Come racconta una storia zen più il calice è scavato dalla sofferenza più potrà essere ricolmo di felicità da assaporare. Oggi questo mondo è profondamente scavato dalla sofferenza e credo sia arrivato il momento di poter assaporare sorsi di serenità.

Vedi molta della nostra storia musica che passa inevitabilmente dai “neri d’America”, dai soldati, dalla contaminazione durante la guerra. In Sicilia invece? Che contaminazioni senti di aver raccolto? La Turchia forse più di altre…
La Sicilia è crocevia, è al centro del Mediterraneo, qui tutto arriva e tutto parte. Le contaminazioni sono molteplici e millenarie è hanno forgiato nel bene e nel male il pensiero e il modo di vivere dei siciliani. Le influenze da me raccolte sicuramente sono quelle arabe, africane e forse anche quelle più ancestrali ma sempre attuali dell’antica Grecia con la sua filosofia e il suo modo di guardare al mondo.

“Tempu d’Amuri” è una bellissima canzone. Quando il pop incontra non solo l’Italia e le nostre abitudini ma anche tanto altro ancora. Secondo te l’uomo che fotografi dentro questo brano è “uguale” e vive gli stessi problemi ovunque si vada a spasso per questo mondo?
Grazie per l’apprezzamento. Oggi purtroppo i problemi sono globali, ci hanno inculcato il mito della globalizzazione come simbolo di progresso e adesso ci ritroviamo tutti invischiati in un mondo in cui facciamo fatica ad identificarci perché sradicato dalle tradizioni, dalle diversità, dalle unicità dei popoli. Si parla tanto di tolleranza ma alla fine si cerca di cancellare tutto ciò che è diverso uniformandolo e in questo vortice è compreso anche il pensiero. Questo è uno dei più grandi pericoli che stiamo vivendo perché è l’anticamera della distopia.

Cos’è per te l’amore e cosa per te l’amore declinato nel tempo che stiamo vivendo?
L’amore è ciò che ci fa andare oltre, ciò che ci fa gettare il cuore oltre l’ostacolo. In questo momento hanno sostituito l’amore con la paura e l’uomo, come l’intero universo, senza amore si ammala. Abbiamo necessità di ricominciare a vivere con una nuova consapevolezza, regalarci sorrisi, abbracciarci e mettere da parte gli egoismi. Siamo tutti passeggeri di questa grande nave chiamata Terra e non possiamo più permetterci di viaggiare in solitaria perché è da questa indifferenza che nasce l’infelicità e la sofferenza. Bisogna guardare il mondo con occhi nuovi.

“Tempu d’Amuri” sarà anche un disco prima o poi?
Il nuovo disco è in lavorazione, “Tempu d’amuri” ha fatto da apripista, sarà un album intimo che si espande verso l’esterno e che attraverso i suoi brani racconterà e disegnerà aspetti di vita personali e universali.

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