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Eroica Fenice

Simona Molinari

Simona Molinari: dal Teatro Augusteo parte Sbalzi d’Amore Tour

L’incipit del nuovo tour di Simona Molinari è a Napoli, più precisamente, al Teatro Augusteo, un teatro che, a detta della cantante, l’ha sempre colpita profondamente, poiché ogni qual volta passeggiava per via Toledo, lo ammirava con aria sognante, desiderando un giorno di poterci cantare. Oggi, 22 maggio 2019, quel sogno è diventato realtà. Dopo aver viaggiato per dieci anni, portando la sua musica in tutto il mondo, dal Blue Note di New York al Teatro Estrada di Mosca, cavalcando i palchi di Toronto, Rio, Parigi, Pechino; dopo aver duettato con Peter Cincotti, Ornella Vanoni, Danny Diaz, Gilberto Gil, protagonisti di canzoni dei precedenti album dell’artista; dopo la breve parentesi cinematografica, con il film di Walter Veltroni “C’è tempo”; dopo tutto questo Simona è sul palco, inaugurando nella sua città natale, Sbalzi d’amore Tour.

Simona Molinari al Teatro Augusteo, un sogno che si avvera

Luci spente in sala, un pianoforte, un basso, una batteria, un sax e un clarinetto sono il complesso strumentale che si trova sul palco. Tutto prende forma, all’arrivo del maestro Claudio Filippini, che sedutosi al piano, dà il LA per il primo brano: In Cerca di Te, riproposto dalla cantante aquilana d’adozione per la prima volta nel 2011 e contenuto nell’album Tua. Tra gli applausi e quel filo d’emozione per i nuovi inizi, Simona Molinari avvia la narrazione di una storia, che si protrae per tutto il concerto. A metà tra un’autobiografia e un romanzo di finzione, si cuce il racconto che vede protagonista Simona ed il suo rapporto con l’amore. Prima di proseguire infatti, Simona si diverte a spiegare il suo primo amore, il suo primo incontro con la musica, avvenuto intorno agli 8 anni, quando sentì Mr. Paganini di Ella Fitzgerald e decise di imitare le acrobazie vocali che la cantante statunitense aveva registrato in quel brano. Oggi lo ripropone in una versione sofisticata, che permette di mostrare l’abilità nell’improvvisazione jazz e tutto lo studio che da bambina fino ad ora ha compiuto, per arrivare ad essere la cantante che è. Continua divertita tra i ricordi, parlando di arte, riproponendo così una versione in cinese della Carmen, già intuibile dalle note di basso che sostentavano il suo chiacchierare. La Molinari arriva poi a raccontare come sia stato necessario non solo porre le fondamenta del suo amore per la musica, ma anche voler costruire un progetto discografico, scrivendo canzoni, cercando una band, un produttore che la supportasse, ma sopratutto un pubblico a cui arrivasse ogni singola nota: così si rannoda alla prima esibizione di Sanremo, cantando Egocentrica affiancata da Fabrizio Bosso alla tromba, il primo ospite della serata. “Così come ci sono gli standard americani, ci sono anche gli standard napoletani”: esordisce Simona Molinari ed attacca con Anema e Core.

Salutato Fabrizio Bosso, continua il fil rouge della serata, stavolta dall’amore per la musica, si passa all’amore per un uomo, una digressione sulla vita sentimentale che termina sulle note di Sorprendimi ed ancor ritorna nella strofa parlata di Amore a Prima Vista, brano della Molinari registrato con Ornella Vanoni, presente nell’album Croce e Delizia del 2010. Canta leggera su Back to Black di Amy Winehouse, in una versione jazzata che passa inosservata; riprende la scena poi, senza bisogno di ulteriori parole Lettera, brano dalla delicatezza sconvolgente, che attraverso un testo delicato e per nulla banale, descrive la fine di un amore, l’attimo prima di andare via.

Sotto uno strumentale continua il viaggio sentimentale di Simona Molinari, che stavolta inquadra tutto ciò che viene confuso con l’amore: gelosie, possessioni, mancanze, paure, sentimenti che rendono l’amore tossico, che finiscono per non far innamorare più di niente. Sentenzia poi la Molinari “è lì che si muore veramente”. Come fosse un monologo teatrale, buio ed è subito Inevitabilmente.

La risalita si appresta a vedersi: prelude Natural Woman una piccola citazione “basta trovare la persona che ti voglia per quello che sei e sappia aspettare il momento in cui ti disarmi, perché è l’amore che disarma”. Così si apre il conosciutissimo brano di Aretha Franklin e dal pubblico spunta anche Serena Brancale, che energicamente invade la sala e poi il palco. Simona lascia il testimone alla seconda ospite della serata e Serena incanta tutto il pubblico solo grazie alla sua voce, infatti attraverso una loop station, Serena Brancale ripropone Futura di Lucio Dalla, servendosi solo ed esclusivamente della sua voce, intrecciando dentro questo brano altri stralci di canzoni di Dalla come L’anno che verrà e La sera dei Miracoli. Sono via tutti i musicisti, seduto al piano c’è Raphael Gualazzi, che improvvisa un blues aspettando il cambio d’abito di Simona Molinari. È il momento di Georgia on My Mind, dove Simona e Raphael incrociano le loro voci, insieme alla tromba di Fabrizio Bosso. Si continua con uno “standard napoletano” Maruzzella, concludendo la performance del terzo ospite della serata con Follia d’amore, brano di Gualazzi portato in auge ed in una versione che veste benissimo.

Simona adesso gioca con il pubblico: prima chiede cosa non debba mai mancare in una coppia e dopo aver risposto “IL RITMO” esplode in Dr. Jekyll and Mr Hyde, prosegue con When you’re smiling di Louis Armstrong, e subito dopo con Come Sabbia. Sulle note di Forse, brano del 2011 del disco Tua, Simona Molinari chiede un botta e risposta del pubblico, rendendo famigliare l’atmosfera e divertendo la sala, concludendo il tutto con il conosciuto brano La Felicità e presentando i musicisti, che hanno il proprio momento di gloria in un breve assolo: al piano il maestro Claudio Filippini, al basso Fabrizio PierLeoni, alla batteria Fabio Colella e al clarinetto/sax Gian Piero Lo Piccolo (parte della Mosca Jazz Band). In molti si alzano in piedi, gli applausi sono tanti, c’è tanto rispetto per quest’arte e si concretizza il piacere del pubblico attraverso un ultimo brano Lu Pisci Spada di Modugno. Tra brani di successo della cantante, standard statunitensi e napoletani, qualche pezzo a cui Simona ha attaccato il cuore, si conclude la prima tappa di Sbalzi d’Amore Tour, che riconferma la musica di Simona Molinari una musica sofisticata, per orecchie allenate, con un pubblico di nicchia mediamente over 30.

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