Centri antiviolenza a Napoli: guida con indirizzi e contatti

Le interessanti iniziative dei centri antiviolenza napoletani

Nel comune di Napoli sono operativi i centri antiviolenza (CAV), sportelli gratuiti per sostenere le donne vittime di violenza e tutelare la loro salute psicologica e fisica. Questi centri offrono un luogo sicuro dove chiedere aiuto e iniziare un percorso di rinascita.

Riepilogo contatti Centri Antiviolenza Napoli

Municipalità Indirizzo Telefono
Mun. 1 (Chiaia) Vico S. Maria a Cappella Vecchia, 31 081.7954157
Mun. 3 (Stella) Via Lieti a Capodimonte, 97 081.7952458
Mun. 5 (Vomero) Via Morghen, 84 081.7952763
Mun. 7 (Miano) P.tta del Casale, 6/7 081.7952864
Mun. 9 (Soccavo) Via P. P. Carola, 1 081.7951957

Numero di emergenza nazionale: il 1522

Prima di elencare i centri sul territorio, è fondamentale conoscere il numero nazionale antiviolenza e stalking.

Il numero da chiamare è il 1522.

È un servizio pubblico promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il numero è gratuito, attivo 24 ore su 24 e accessibile da tutta Italia, sia da rete fissa che mobile. Le operatrici specializzate offrono ascolto e sostegno in diverse lingue e possono indirizzare verso i servizi socio-sanitari e le forze dell’ordine più vicine.

Centri antiviolenza a Napoli: indirizzi e contatti nelle Municipalità

A Napoli, il Comune ha attivato diversi sportelli sul territorio per essere il più vicino possibile alle cittadine. Qui trovi i contatti diretti.

Nota: gli orari di apertura possono variare. Si consiglia di telefonare per fissare un appuntamento.

Come funziona un centro antiviolenza e quali servizi offre

I centri antiviolenza aiutano in forma gratuita e anonima le donne vittime di ogni tipo di violenza (fisica, psicologica, economica, sessuale, stalking). Ecco i principali servizi offerti:

  • Ascolto telefonico: il primo contatto per accogliere la richiesta di aiuto.
  • Sostegno psicologico: percorsi individuali e di gruppo per elaborare il trauma e rafforzare l’autostima.
  • Consulenza e sostegno legale: avvocatesse specializzate forniscono informazioni su separazione, divorzio, denunce e assistenza legale.
  • Orientamento ai servizi territoriali: supporto per interagire con servizi sociali, sanitari e forze dell’ordine.
  • Orientamento alla formazione e al lavoro: aiuto per costruire un percorso di indipendenza economica.
  • Mediazione linguistico-culturale: per supportare le donne straniere.
  • Ospitalità in case rifugio: per le donne e i loro figli che necessitano di un alloggio sicuro.

All’interno di queste strutture, un team di figure professionali qualificate (psicologhe, avvocatesse, assistenti sociali) accoglie le donne e le guida verso la piena consapevolezza dei propri diritti.

Una breve storia dei centri antiviolenza in Italia

I centri antiviolenza nascono in Italia tra gli anni Sessanta e Settanta, all’interno dei movimenti femministi. In quel periodo le donne vittime di violenza trovavano rifugio in case condivise con altre donne, dando vita alle prime case rifugio. La prima Casa delle donne con un’organizzazione strutturata nasce a Bologna nel 1989. Nel 1996 a Ravenna viene formalizzata la Rete Nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re, per dare maggiore visibilità e forza istituzionale a queste importanti realtà.

L’impegno del Comune di Napoli: “Non sono caduta dalle scale”

Lo slogan “Non sono caduta dalle scale” è stato scelto dal Comune di Napoli per inaugurare l’attivazione dei centri sul territorio. Emanuela Ferrante, assessora alle pari opportunità, ha dichiarato: «Alle mie concittadine dico: non abbiate paura di venire nei nostri centri. Non abbiate paura di denunciare. Sappiate che aspettiamo solo di accogliervi!». A questo si aggiungono iniziative periodiche come “Marzo Donna”, con gazebo itineranti per informare la cittadinanza sulle attività dei CAV.

L’importanza di sensibilizzare sulla disparità di genere

Purtroppo, sull’universo femminile gravano ancora molti pregiudizi di stampo patriarcale: dall’idea che le donne siano il sesso debole alla disparità salariale. Il femminicidio è la punta di un iceberg fatto di violenza quotidiana. Per questo è importante che la società si impegni a sensibilizzare sulle problematiche della disparità di genere, affinché uomini e donne raggiungano effettivamente uguali diritti e opportunità.

Immagine di copertina: Comune di Napoli

Articolo aggiornato il: 06 Gennaio 2026

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