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Ciak Irpinia

Ciak Irpinia 2019 – i vini irpini scendono in passerella

Ciak Irpinia apre le porte alla sua terza edizione

Le eccellenze del vino irpino si riuniscono ad Atripalda, in provincia di Avellino, il giorno sabato 18 maggio 2019 nella terza edizione di “Ciak Irpinia”, evento di settore gestito dal Consorzio di Tutela Vini d’Irpinia con il patrocinio del Comune di Atripalda, della Provincia di Avellino e del Gal Irpina-Sannio.
L’appuntamento, svoltosi nll’Ex Dogana dei Grani di Atripalda, è stato aperto non solo all’intera filiera vitivinicola, ma anche ad appassionati e wine lover, i cui accrediti hanno raggiunto i 300 iscritti.

Passione & Strategia 

La giornata è stata ricca di appuntamenti. Un meeting introduttivo e  interessante ha visto la presenza in cattedra del Sindaco di Atripalda Giuseppe Spagnuolo, del Professore Piero Mastroberardino rappresentante dell’azienda vinicola Mastroberardino, l’endorser del consorzio di tutela Maurizio Petrarca, l’amministratrice ed enologa della Tenuta Cavalier Pepe Milena Pepe, ed in ultimo ma non per importanza il Professore ordinario di enologia presso il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II Luigi Moio.

Ciak Irpinia dà un idea di cosa sia il consorzio di tutela: si tratta di un soggetto animato da una pluralità di persone della filiera del vino irpino, formato oggi da 530 soci.
Esso rappresenta l’80% del vinificato in Irpinia, e ogni anno, ogni mese si aggiungono sempre nuove imprese.
All’evento è legata una degustazione da parte degli ospiti, i cui campioni d’assaggio sono stati selezionati accuratamente da una commissione tecnica territoriale di enologi irpini, presieduta dal Professore Moio. Sarà lui a sottolineare l’importanza dei “retroscena” tecnici che condurranno il prodotto, attraverso la qualità, a diventare passione.
Durante la conferenza il professore ha introdotto le annate presenti all’evento, spiegando l’importanza del clima, del territorio e della lavorazione dell’uva.
Rivolgendo in primis l’attenzione ai vini bianchi, ha sottolineato l’interessante disponibilità idrica nell’anno 2018: l’annata ha avuto una primavera piovosa (aprile/ottobre quasi 500ml di acqua) insieme ad un altrettanta instabilità in autunno (850 ml) causata dell’escursione termica, evento positivo per le piante e i frutti. Mentre il 2017 è stata un annata maggiormente asciutta.
Ciò che favorisce la terra irpina è il blocco appenninico delle perturbazioni mediterranee: grazie alla protezione della catena montuosa si generano copiose piogge. Dunque il consorzio è favorito da una posizione strategica nel territorio italiano.
Ha sottolineato poi la differenza fra bianco e rosso: il clima piovoso favorisce qualità ai vini bianchi più acidi, ma non è lo stesso per i rossi, la cui qualità è prevista da un clima mite. Questo perché l’importanza nei vini rossi risiede nella buccia, e la pioggia causa il dilavamento del chicco con possibili danni sulla superficie. Dunque non esiste un’ottima annata per entrambe le categorie contemporaneamente.
Dalle spiegazioni accennate si evince lo studio al di là della passione e l’esperienza dei tecnici per legare i clienti al consumo di un buon prodotto.

Aziende vinicole di spicco

La degustazione ha lasciato un impronta qualitativa molto forte, e con un parere personale, elenco le cinque aziende i cui vini mi hanno maggiormente colpito:

 

 

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