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Eroica Fenice

MURI di Peppe Ferraro al PAN

Al PAN, il Palazzo delle Arti di Napoli, fino al 28 febbraio è in mostra MURI di Peppe Ferraro; una mostra curata da Luca Palerrmo ed organizzata da Arterrima Contemporary House di Caserta su iniziativa della Seconda Università di Napoli.

MURI che trasudano la storia di una società ormai impressa solo nei ricordi di chi l’ha vissuta e di chi la sente raccontare; MURI che riportano i segni dei caratteri di un’identità. Un racconto definito con abile maestria da Peppe Ferraro che con le sue opere riporta all’attenzione la nostra storia. Durante la presentazione del volume che accompagna la mostra, Peppe Ferraro non è al tavolo con chi sta parlando delle sue opere ma è tra il pubblico ad ascoltare umilmente i racconti di chi ha reso possibile e realizzabile il suo progetto.

“Io non ho fatto questo muro, lo hanno fatto gli altri con la loro fatica”.

Da Napoli si spera parta un lungo e profiquo percorso internazionale, da un muro smontato, ritrovato dall’artista, la luce di un percorso pregresso, il pensiero sui muri infatti non è nuovo per Peppe Ferraro.

Una storia fatta di intrecci di amicizie e conoscenze ha portato alla realizzazione delle opere della mostra MURI al PAN

Durante la presentazione del catalogo MURI, Antonello Ricciardi, direttore di Arterrima, racconta di quel giorno in cui andò allo studio di Peppe Ferraro e vide scoprire sotto un telo il muro ritrovato dall’artista, su come fu difficile renderlo matrice delle opere che sono ora in esposizione e su come solo dopo essere entrati in contatto con la Fonderia Nolana Del Giudice fu possibile la realizzazione dei primi MURI.

Un pensiero quindi che va ben oltre l’idea. Peppe Ferraro ha lavorato da sempre per un’arte dedita al sociale, l’artista è stato infatti impegnato fin dal principio del suo percorso con il collettivo Linea Continua Terra di Lavoro per raccontare con le loro opere la storia che si stava vivendo nell’Italia degli anni ’70.

Forse la sua storia personale, forse l’esaurimento della voglia di dedicare la sua arte esclusivamente al sociale, ha portato Peppe Ferraro a ricondurre il suo lavoro verso il territorio al quale appartiene.

Come ha detto lo stesso artista, MURI è l’esposizione di chi ha permesso con il proprio duro lavoro la realizzazione delle opere, chi con il suo sudore ha reso possibile il racconto della storia scritta nei segni di un passato che lo ha visto, anche se in parte protagonista in quanto lavoratore nei campi di canapa.

Alluminio, resine, addizioni e sottrazioni di materia, il nero profondo, i colori saturi e vividi, innesti materici, completano il calco di quei MURI che si fanno palinsesto

Un’esposizione dedita alla ricerca dell’identità dell’uomo, per ritrovarci legati alla nostra terra, per ricordare le nostre radici. Peppe Ferraro ha voluto trasmettere la storia con il nero delle notti illuminate dalla luna, un tentativo d’impossessarsi della bellezza con alcuni punti di colore, senza mai dimenticarsi del rispetto nei confronti di chi realmente fece quel muro, per recuperare i fili della memoria.