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Eroica Fenice

Sunset Live@Nitsch

Sunset [email protected]: Sollo&Gnut in apertura

Sollo&Gnut in trio e L’orso ‘nnammurato sono i protagonisti della prima serata del Sunset [email protected], tenutasi domenica 2 giugno.

Alessio Sollo. Napoletano nato nel quartiere di Bagnoli ai tempi dell’Italsider. Musicista e cantante di estrazione punk da sempre, scopre da qualche anno la vocazione alla poesia, sia in vernacolo che in italiano.

Claudio Domestico (in arte, Gnut). Cantautore napoletano, chitarrista, produttore e compositore di colonne sonore. Spazia dal folk inglese al blues, dalla musica napoletana alle melodie africane del Mali.

Insieme formano i SolDo, e si tratta del nome di una vera e propria fratellanza umana e artistica.

Ad accompagnarli Michele Signore al violino, mandolino e mandoloncello.

Sunset [email protected], il via alla IV Edizione

La Salita Pontecorvo. Una passeggiata tra vicoli, chiese, palazzi e meravigliosi scorci. Un cielo che si colora di tonalità pastello. Il Museo Nitsch. Buona musica. È di questi elementi che qualcuno ha deciso di arricchire il momento più evocativo della giornata del 2 giugno, quello del tramonto.
Una volta giunti sul terrazzo del Museo, lo sguardo è portato ad addentrarsi tra i palazzi e le stradine di un panorama napoletano spettacolare. Si riesce quasi a immaginare di sentire il vociare dei bambini che giocano nei quartieri, di captare l’odore del caffè dei bar del centro storico o il profumo del ragù fatto in casa, e di gustare la poesia di un “cuoppo” fritto, il cui profumo esala da botteghe, taverne e piccole bancarelle.
Se a tutto questo ci aggiungiamo i suggestivi accordi di “Ciaccarella” (è questo il nome che Claudio Domestico ha detto di aver dato alla sua chitarra!) uniti alle voci dei due musicisti e a un po’ di vino, la sensazione che si prova è quella di diventare un tutt’uno con la folle armonia di sapori, voci, mare, palazzi antichi e chiese, che rende questa città magica e pazza di energia.
Dopo la prima pioggerella, l’impasto di emozioni culmina presto in sette colori disposti in cielo, ad arco luminoso. È in quest’atmosfera incredibile che, inizialmente, Sollo e Gnut hanno modo di suonare le prime tre canzoni della scaletta. Illuminati da ben sette colori. Il rosso, l’arancione, il giallo, il verde, il blu, il violetto, l’indaco. Sette colori in piena coerenza con le sette note della loro musica suggestiva, espansa dal terrazzo.

Sollo&Gnut in trio: uno spettacolo di musica e parole

Riprende a piovere e la magia si trasferisce, per forza di cose, all’interno del Museo. Un laboratorio aperto, affascinante tanto quanto inquietante, in perfetta coerenza con la misterica identità della città di Napoli, intrisa di peccato, speranza e redenzione.
Ci si lascia nuovamente trasportare dalle note de L’orso ‘nnammurato di Sollo&Gnut, accennate poco prima fuori sul terrazzo, e dal ping-pong di canzoni di un artista prima e dell’altro dopo.
Tutti a gambe incrociate, seduti sul pavimento ad ascoltarli. Tutti al cospetto delle opere di Nitsch, il messaggero di un pensiero che traduce il dramma umano in gioia di vivere ed esultanza, concetto strettamente connesso al volto labirintico della città di Napoli e alla sua esuberanza.

Un concerto poetico è ciò che ne viene fuori. Prende forma dall’umiltà e dalla grinta di questi due grandi amici, prima che colleghi. Si materializza nella dolce timidezza di Gnut e nella vulcanica e romantica personalità di Sollo, per farci ritrovare tutti aggrovigliati in un reticolo di ritmo, note e parole semplici e delicate, che parlano d’amore e trasudano passione. Una passione per la musica genuina e scevra da ogni cinismo, che accomuna e non divide, che bagna una terra riarsa di acqua fresca, buona da bere.

Gli ottoni, i fiati, le percussioni e le campane, che poco prima parevano suonare al cospetto della violenza di cui è imbevuto il Museo Nitsch, del sangue e dei corpi nudi crocifissi esposti nella sua mostra, si lasciano sovrastare dalle carezzevoli melodie di Sollo&Gnut, portando a compimento per la platea un vero e proprio processo di liberazione da qualsiasi frustrazione anestetizzata, passando dai più bassi istinti di ognuno per giungere, infine, alla catarsi.

La morte e la vita s’incontrano al Sunset [email protected] In un clima così seducente e coinvolgente, una lacrima è quel che resta dinanzi al piccolo miracolo musicale di Sollo&Gnut.

Una lacrima di commozione, e un sorriso scombinato.

Immagine: Chiara D’Auria

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