Il 18 febbraio 2026, nell’elegante cornice dell’Hotel Angiolieri, affacciato sul mare di Vico Equense, si è tenuto l’evento “A cena con l’identità”, serata inaugurale del ciclo di incontri “Intrecci”: un progetto che nasce dall’idea di mettere in dialogo visioni diverse della ristorazione, intrecciando mani, storie, tecniche e sensibilità gastronomiche in un confronto diretto tra resident chef e ospiti d’eccezione.
Menù e abbinamenti dell’evento “A cena con l’identità”
| Portata | Descrizione | Vino Casa Setaro |
|---|---|---|
| Cubo Croccante | Cacio e pepe | Pietrafumante (Metodo Classico) |
| Rinforzo contemporaneo | Baccalà, cavolfiore e scarola | Pietrafumante (Metodo Classico) |
| Ciabatta Mare e Terra | Carbone vegetale e alici del Cantabrico | Munazei Bianco (Lacryma Christi) |
| Pere e gorgonzola | Pizza in pala ai multicereali | Aryete (Vesuvio Caprettone DOC) |
| Partenopeo | Padellino con genovese di salsiccia | Fuocoallegro (Piedirosso del Vesuvio) |
Indice dei contenuti
Protagonista dell’appuntamento è stato Carmine Pellone, anima di Fonderì Pizza Glamour e recentemente insignito del prestigioso Premio “Pizza dell’Identità”, invitato da Saporì pizza e qualcos’altro a confrontarsi in una cena a quattro mani. Ad accoglierlo, il resident pizzaiolo Fernando Speranza, interprete di una visione contemporanea saldamente ancorata alla tradizione, e lo chef Fabrizio De Simone, guida gastronomica de L’Accanto, ristorante interno all’Hotel Angiolieri e segnalato dalla Guida MICHELIN.
L’incontro tra questi professionisti, provenienti da percorsi differenti ma accomunati da una forte identità territoriale, ha dato vita a una serata costruita sull’equilibrio: equilibrio tra tecnica e memoria, tra ricerca e radici, tra creatività individuale e lavoro condiviso. Ad accompagnare il percorso gastronomico, i vini di Casa Setaro, presentati con la presenza e il contributo diretto di Massimo Setaro, che ha selezionato quattro etichette in abbinamento alle portate della serata.

Il senso di “Intrecci”: dialogo tra pizza e cucina contemporanea
Il progetto “Intrecci” nasce con l’obiettivo di ampliare lo sguardo sulla pizza e sulla cucina contemporanea, trasformando ogni serata in un’occasione di confronto concreto. Non si tratta di semplici collaborazioni estemporanee, ma di un percorso pensato per mettere in relazione esperienze diverse, lasciando che siano impasti, ingredienti e abbinamenti a raccontare le identità dei protagonisti.
Il primo intreccio della serata del 18 febbraio è stato quello tra Fernando Speranza e Carmine Pellone: due traiettorie professionali differenti, due approcci alla pizza che si incontrano senza sovrapporsi, cercando un punto di equilibrio tra classicità e innovazione. L’uno radicato nella continuità del territorio, l’altro riconosciuto per una ricerca che ha saputo valorizzare la nozione stessa di “identità” come cifra distintiva.
Il secondo intreccio ha riguardato il vino. Nonostante la già ricca cantina di Saporì, Massimo Setaro ha scelto di costruire un percorso dedicato, selezionando quattro etichette capaci di dialogare in maniera precisa con ciascuna portata. Gli abbinamenti sono stati pensati in modo speculare, affinché ogni vino trovasse nel piatto una corrispondenza gustativa e ogni piatto fosse valorizzato nella propria struttura aromatica.
Il menù della serata: ricerca sugli impasti e radici campane
Ad aprire il percorso è stato il Cubo Croccante cacio e pepe, antipasto dalla struttura compatta e dal gusto deciso, accompagnato dallo Spumante metodo classico di Caprettone “Pietrafumante”. La scelta del metodo classico si è rivelata funzionale a bilanciare la componente grassa del fritto e a valorizzare la sapidità del ripieno, introducendo il palato alla progressione successiva.
È seguita la proposta denominata “Rinforzo contemporaneo”, pizza napoletana con vellutata di cavolfiore, fior di latte delle colline vicane, baccalà cotto a bassa temperatura, scarola saltata alla napoletana, crema di pappacelle e cavolfiore croccante. Una rilettura attuale dell’insalata di rinforzo, piatto simbolo della tradizione partenopea, qui reinterpretato attraverso una costruzione più stratificata e una gestione attenta delle consistenze. Anche in questo caso l’abbinamento è rimasto sul “Pietrafumante”, a sottolineare la continuità gustativa tra antipasto e prima portata.
La “Ciabatta Mare e Terra” ha introdotto un ulteriore cambio di registro: impasto al carbone vegetale, mozzarella di bufala, pomodoro San Marzano DOP semidry, alici del Cantabrico, zest di limone e origano. L’abbinamento con il Lacryma Christi del Vesuvio DOC “Munazei Bianco” ha costruito un dialogo coerente con i profili mediterranei del piatto, valorizzando freschezza e componente sapida. Una proposta che, pur nella sua apparente semplicità, ha evidenziato un lavoro preciso sull’equilibrio tra acidità e grassezza.
Il percorso è proseguito con “Pere e gorgonzola”, pizza in pala ai multicereali con fior di latte delle colline vicane, gorgonzola, pere marinate agli agrumi, zenzero, noci e miele di castagno. Un abbinamento classico riletto in chiave contemporanea, in cui la componente dolce dialoga con la nota pungente del formaggio e con la struttura più rustica dell’impasto. In accompagnamento, il Vesuvio Caprettone DOC “Aryete”, scelto per sostenere la complessità aromatica del piatto.
Chiusura salata affidata a “Partenopeo”, omaggio dichiarato alla tradizione napoletana: padellino fritto e ripassato in forno con genovese di salsiccia, provola delle colline vicane, cime di friarielli a crudo, chips di patate e fonduta di Provolone del Monaco DOP. Una costruzione stratificata, in cui la tecnica del doppio passaggio di cottura contribuisce a definire consistenza e profondità gustativa. L’abbinamento con il Piedirosso del Vesuvio “Fuocoallegro” ha sostenuto la struttura del piatto senza sovrastarla.
A concludere la serata, un pasticciotto crema e amarena, dolce coerente con il filo conduttore identitario dell’intero percorso, capace di riportare l’attenzione su una dimensione più tradizionale e rassicurante.
Elemento trasversale dell’intera cena è stata la ricerca sugli impasti. Dal padellino fritto e ripassato in forno del “Partenopeo” alla pala ai multicereali di “Pere e gorgonzola”, fino alla ciabatta al carbone vegetale, ogni proposta ha evidenziato uno studio attento delle idratazioni, dei tempi di maturazione e delle rese in cottura. Non semplice esercizio tecnico, ma scelta strutturale che ha contribuito a definire l’identità di ciascun piatto.
Lo scopo dell’evento e la funzione culturale della ristorazione
Con “Intrecci”, Saporì e L’Accanto avviano un percorso di confronto stabile tra professionisti della ristorazione, trasformando la cena in un laboratorio di dialogo gastronomico. L’evento del 18 febbraio non si è limitato a presentare un menù condiviso, ma ha messo in scena un metodo: lavorare sull’identità senza irrigidirla, aprendo spazi di contaminazione controllata.
“A cena con l’identità”, ospitato presso l’Hotel Angiolieri, mostra come la ristorazione contemporanea stia assumendo una funzione sempre più culturale. Non semplice esperienza conviviale, ma occasione di riflessione sul rapporto tra territorio, tecnica e innovazione. In questa prospettiva, l’identità non si configura come rivendicazione nostalgica, ma come materia viva da reinterpretare attraverso confronto, studio e collaborazione.
Se questo primo appuntamento è indicativo della direzione intrapresa, il ciclo “Intrecci” lascia intravedere una linea precisa: fare della pizza e della cucina campana contemporanea un terreno di ricerca condivisa, capace di dialogare con il territorio senza rimanerne prigioniera.
Sede, orari e contatti di Saporì pizza e qualcos’altro
SAPORÌ PIZZA E QUALCOS’ALTRO
Via Santa Maria vecchia 2, 80069
Seiano di Vico Equense (NA)
Telefono: +39 0818028341
Email: [email protected]

