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Eroica Fenice

Al MANN: Woman before a glass - intorno a Peggy Guggenheim

Al MANN: Woman before a glass – intorno a Peggy Guggenheim

Il 22 Aprile, è andato in scena nella sala Teatro del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, lo spettacolo dal titolo Woman before a glass: intorno a Peggy Guggenheim di Lanie Robertson.

Traduzione Gloria Bianchi, costumi Stemal Entertainment Srl, regia Giles Smith, produzione Laboratori Permanenti.

Una performance per un solo attore, Caterina Casini, divisa in quatto quadri che, con un linguaggio disinvolto e trasgressivo, racconta alcuni momenti degli ultimi anni della gallerista Guggenheim.

Caterina Casini si cala perfettamente nella parte, le espressioni del viso e la gestualità della gallerista sono portate sulla scena in modo magistrale. L’ attrice di teatro stupisce tutti i presenti in sala come avrebbe fatto Peggy.

Caterina, è l’alter ego della donna che ha cambiato la storia dell’ arte moderna. In scena l’attrice in un monologo senza pause racconta gli anni d’oro e i momenti drammatici della vita dell Guggenheim.

Caterina Casini: unica come Peggy Guggenheim!

Una vita al limite la sua, fatta di mariti e amanti le cui opere, oggi, occupano le bianche pareti di Palazzo Venier dei Leoni a Venezia dove la gallerista raccolse la sua straordinaria collezione.

Caterina Casini, in un monologo spettacolare, ripercorre i momenti drammatici della guerra, la fuga di Peggy dalla Francia per le persecuzioni naziste, durante la quale nascose tele e sculture tra i patti e le vettovaglie di cucina.

La vita di una donna coraggiosa analizzata e raccontata nei suoi momenti di forza e di depressione.

Il rapporto conflittuale con la figlia, morta suicida; i rapporti d’affari con le più importanti gallerie e i musei del mondo, i suoi rimpianti e le nostalgie di un movimentato passato.

La difficoltà di accettare una bellezza che sfiorisce e di metabolizzare la crisi di una raccolta d arte moderna che ha trovato la sua legittima ubicazione verso lo scivolare lento della fine dei giorni della donna. La scenografia è stata curata da Stefano Macaione – segnalato dall’ Accademia di Belle Arti di Firenze.

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