Monte Faito: tra storia e curiosità

Monte Faito

Il Monte Faito, il gigante affacciato sul mare: meta di sportivi, religiosi e curiosi.

Per tutti gli abitanti della Penisola Sorrentina, la montagna ha un solo nome: Faito.

È un monte alto 1400 metri, il punto più alto della catena dei Monti Lattari, il suo territorio è diviso tra i comuni di Castellammare di Stabia e quello di Vico Equense. Infatti è possibile accedervi da entrambi i versanti, percorrendo la “spettacolare” stradina di Quisisana, che con la sua folta vegetazione regala panorami da cartolina.

Scheda tecnica e curiosità del Monte Faito

Caratteristica Dettaglio
Altezza massima 1400 metri (vetta del Molare)
Comuni di appartenenza Castellammare di Stabia, Vico Equense
Risorse storiche Legname per cantieri navali, produzione di ghiaccio
Anno inaugurazione funivia 1952
Luoghi di interesse Santuario di San Michele, il Belvedere, il Molare

Storia e risorse naturali del Monte Faito

In antichità il Faito prese il nome di Monte Tauro, grazie alla salubrità del clima e alla ricchezza dei boschi, che hanno sempre fornito una notevole quantità di legna. Utilizzando questa risorsa, nel 1783, Ferdinando IV di Borbone realizzò a Castellammare il primo cantiere navale del Mediterraneo, utilizzando il legno del Faito per la costruzione della sua nuova flotta.

Sempre sotto il regno dei Borbone, le foreste venivano utilizzate anche per la produzione di ghiaccio: venivano scavati dei fossati e riempiti di neve e fogliame in un vero e proprio frigorifero naturale. Il ghiaccio prodotto in questo modo veniva utilizzato in estate per tenere al fresco cibi e bevande.

Turismo e strutture: la funivia e il villaggio

Fu solo dopo la Seconda Guerra Mondiale che il Faito venne considerata una località turistica. Nel 1952 venne inaugurata la funivia che in solo 8 minuti collegava la cima del monte al centro abitato di Castellammare. Attualmente è ancora attivo, nel Villaggio, un complesso sportivo dotato di:

  • campi da tennis;
  • campo da volley;
  • piscina;
  • ristoranti, aree picnic, bar e hotel.

Il santuario di San Michele e la tradizione religiosa

Il Faito è anche meta di gruppi religiosi, poiché si dice secondo tradizione, che i santi Catello e Antonino si ritirarono sul Faito per raccogliersi in preghiera. Proprio sulla cima del monte ai due apparve in sogno l’Arcangelo Michele che ordinò di costruire una cappella votiva. Nel 1950, al posto della costruzione votiva attribuita tradizionalmente ai due santi venne eretto il Santuario di San Michele Arcangelo.

Escursioni e panorami: dal Belvedere al Molare

Una delle caratteristiche più belle del Faito è senza dubbio la sua vicinanza al mare diventando di per sé meta ambita per gli appassionati di scatti fotografici mozzafiato. Uno dei posti sicuramente più affascinanti è certamente il “Belvedere“: uno strapiombo che dà sulla collina di Pozzano e che ci apre le porte del golfo.

Anche gli sportivi possono godere del Faito grazie al sentiero che porta al “Molare” chiamato così per la sua particolare forma e con i suoi numerosi metri costituisce la vetta più alta dell’intero sistema montuoso. Il percorso ha inizio al santuario di San Michele, per poi inerpicarsi tra sentieri e vallate lungo il crinale che dà sulla costiera sorrentina. Il passo non è agevolissimo, e in alcuni casi privo di barriere, ma lo spettacolo che si ha all’arrivo è davvero stupefacente.

Tra bellezza e mistero: gli eventi di cronaca

Oltre ad essere meta di sportivi, esteti e famiglie, nel corso del tempo il Faito è stato scenario di alcuni eventi blasfemi che farebbe pensare proprio ad un’assidua frequentazione di gruppi satanisti. Nel 2014 ad esempio, pochi giorni prima di Natale, la statua della Madonna del Monte, custodita da più di quaranta anni in una nicchia apposita, sparì per poi essere ritrovata giorni dopo in un dirupo, distrutta in mille pezzi.

Il 2 Novembre dello stesso anno, la croce posta in cima al Monte venne trovata capovolta. Tra le strade che collegano il mare al Monte furono trovati numerosi cani e gatti impiccati o decapitati, e resti di messe nere come lumini o croci capovolte. Episodi non ancora cessati, poiché, secondo alcune testimonianze dei residenti, durante la notte si possono scorgere da lontano strani falò misteriosi.

Ciò nonostante il gigante che affaccia sul mare resta uno dei posti più belli della costiera sorrentina, tra sport, selfie e misteriosi avvenimenti.

Immagine by: Anila amataj [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)]

Articolo aggiornato il: 12 Gennaio 2026

Altri articoli da non perdere
Ville Vesuviane: le 5 più belle
Ville Vesuviane

Tra le centinaia di bellezze che l'area metropolitana di Napoli offre, un posto d'onore spetta alle magnifiche ville vesuviane del Scopri di più

Spa in Campania: 5 dove rigenerarsi
Spa in Campania: 5 dove rigenerarsi

La Campania, con la sua affascinante bellezza e una storia termale ricca, si presenta come un vero e proprio rifugio Scopri di più

Natale a Napoli (2024): 5 eventi da non perdere tra città e provincia
Natale a Napoli

Natale a Napoli (2024), ecco ben cinque eventi previsti per le festività da non perdere sia in città che nel Scopri di più

Nutella Ice Cream: Nutella cambia forma e diventa gelato, la nuova rivoluzionaria idea di casa Ferrero
Nutella Ice Cream: Nutella cambia forma e diventa gelato, la nuova rivoluzionaria idea di casa Ferrero

Dal secolo scorso Nutella attraversa le epoche con la stessa passione e attenzione per il cliente e con la stessa Scopri di più

Picasso, l’amore e l’eros: la mostra che celebra l’artista eclettico
Picasso, l'amore e l'eros: la mostra che celebra l'artista eclettico

Picasso, l'amore e l'eros: la mostra che celebra l'artista eclettico Il cinquantesimo anniversario della morte di Pablo Picasso diviene un’ottima Scopri di più

Metropolitana di Napoli: guida a linee, orari e stazioni dell’arte

La metropolitana di Napoli è un sistema di trasporto pubblico efficiente e un vero e proprio viaggio attraverso la storia Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Miriana Kuntz

Vedi tutti gli articoli di Miriana Kuntz

Commenta