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Trekking in Campania: le mete più suggestive

La Campania, terra ricca di paesaggi montuosi e di mete balneari tra le più belle d’Italia, offre molteplici opportunità per gli amanti del trekking, custodendo luoghi incantevoli, paesaggi incontaminati e riserve naturali spesso sconosciute a chi vive immerso nei ritmi frenetici della città. Tra le mete preferite dagli appassionati dell’avventura e dei percorsi tortuosi fra mare e montagna, la Campania propone diverse opzioni di escursionismo nel territorio lungo percorsi mozzafiato, di cui vi proponiamo una carrellata.

I luoghi del trekking in Campania

Trekking sul Monte Faito

Il Monte Faito, costituito prevalentemente da calcari e dolomie depostesi in mare, con i suoi 1.131 metri è la vetta più alta dei Monti Lattari, da cui si gode una vista ineguagliabile sulla penisola sorrentina, sulla costiera amalfitana, sul golfo di Napoli e sul Vesuvio. L’incantevole itinerario naturalistico consente percorsi di trekking attraverso faggete secolari ed antiche neviere, nelle quali per secoli la popolazione locale ha immagazzinato il ghiaccio da utilizzare durante la calura estiva.

Il Canyon dell’Inferno, il Sentiero dei Monaci e il Tratturo di San Pasquale

L’affascinante percorso di trekking ad anello nel Parco regionale del Matese attraversa parte della Valle dell’Inferno fino a Valle Orsara, continua lungo il Sentiero dei monaci fino al campanile di San Pasquale, per poi ritornare a Piedimonte attraverso l’antico tratturo, uno dei “cammini storici d’Italia”, dove la natura irrompe in tutta la sua forza e bellezza. È indubbiamente una delle zone più suggestive e selvagge del Matese, con tratti boschivi, panorami vertiginosi, ruderi di pastori, dove è possibile imbattersi nelle aquile, che vi nidificano: un’avventura in uno dei canyon più profondi d’Europa, caratterizzato da altissime pareti rocciose, sorgenti, grotte e cascate.

La Valle del Tusciano e la grotta di San Michele

È senza dubbio una delle mete più importanti degli antichi itinerari religiosi europei, ubicata tra i monti Picentini, nel salernitano. Il sentiero, che attraversa il vallone del fiume Tusciano e il monte Raione, tra macchia mediterranea, boschi, olivi, sorgenti e fabbriche medievali, consente di raggiungere la suggestiva Grotta di San Michele ad Olevano, al cui interno gruppo di monaci orientali edificarono un un complesso religioso di IX-­X secolo, contenente preziosi affreschi. Il percorso di trekking tocca numerosi punti di interesse storico e ambientale, tra cui i ruderi dell’antica cartiera amalfitana, orgoglio tutto campano, e le spettacolari gole del Tusciano, circondate da impressionanti pareti a picco.

Gole, forre e sentiero delle miniere a Cusano Mutri

Ubicata sul versante sud del Matese, inglobato nell’antico Sannio Pentro, oggi al confine tra Campania e Molise, offre aree naturali e siti di interesse naturalistico lungo il corso del fiume Titerno, ricche di sentieri, grotte, forre e gole, alcune raggiungibili tramite un apposito sentiero guidato, altre visitabili con l’ausilio di guide esperte, mediante imbracature collegate a delle corde di acciaio fissate nella roccia. L’incantevole paesaggio circostante comprende anche gallerie esplorative e di estrazione della bauxite spesso affiorante in superficie, da sempre chiamata “pietra rossa” dalla popolazione locale.

Il Ponte Tibetano di Laviano

Inaugurato solo nel 2015, il ponte sorge sul massiccio calcareo dei monti Eremita-Marzano, nell’alta valle del Sele, tra i Monti Picentini e il confine con la Basilicata. Ha una struttura completamente in metallo, del tutto sicura e stabile, è lungo ben 100 metri e sovrasta di circa 80 metri un torrente boschivo. La sua costruzione è fortemente simbolica: il ponte conduce alla riscoperta della bellezza dimenticata del borgo sospeso tra passato e presente, abbandonato nel 1980 a causa del disastroso terremoto che lo rase al suolo, costringendo la popolazione a trasferirsi altrove.

Le sorgenti del Sammaro

Queste splendide “Dolomiti del Sud”, che sorgono nella bellezza incontaminata dei Monti Alburni, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, rappresentano un tragitto dalla conformazione carsica ricco di torrioni, cuspidi, doline, falsopiani, grotte, fiumi, laghetti, ruscelli e cascate. La purezza dell’acqua si sposa con il bianco delle rocce e lascia i visitatori immersi in un autentico angolo di paradiso che lascia senza fiato,

L’Oasi WWF di Morigerati nel Parco del Cilento

Si tratta di un notevole geosito, che si estende per circa 607 ettari all’interno del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, ricoperto da una rigogliosa vegetazione, da raggiungere percorrendo un sentiero che si snoda dal centro storico lungo un ruscello, costellato di sorgenti e cascate fino alla grotta nella quale ha luogo la risorgenza del fiume carsico Bussento. 

Trekking lungo il “Sentiero degli dei”

«Quella strada sospesa sul magico golfo delle Sirene solcato ancora oggi dalla memoria e dal mito», così come è stata definita da Italo Calvino, costituisce un percorso di trekking davvero unico nel suo genere, il cui nome lascia intuire la spettacolarità del sentiero: esso collega Agerola, sulle colline della Costiera Amalfitana, a Nocelle, frazione di Positano, consentendo di avere davanti a sé il panorama della Costiera Amalfitana e di Capri. Snodandosi attraverso salite, discese, panorami vertiginosi, tratti di belvedere e di bosco, il sentiero non è solo un itinerario turistico, ma anche la modalità più breve e funzionale di collegamento fra le due frazioni, tutt’oggi battuta anche dai contadini del luogo. 

[L’immagine di copertina è tratta da www.ecoturismocampania.it]

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