Napoli sfila contro la guerra in Ucraina: uniti per la pace

Napoli sfila contro la guerra in Ucraina: uniti per la pace

Napoli sfila contro la guerra in Ucraina. Una vera e propria esternazione di vicinanza per un popolo che improvvisamente si è ritrovato a combattere un conflitto purtroppo preannunciato.

Una bandiera arcobaleno per la pace, lunga 30 metri, è stata portata in corteo questo pomeriggio nel centro di Napoli. L’iniziativa, promossa dal Comitato cittadini napoletani contro la guerra, è stata sostenuta da vari gruppi e associazioni. Al passaggio della bandiera nella centralissima via Toledo i passanti hanno reagito con applausi e grida di sostegno.

Napoli sfila per la pace al suono di: “Stop war”, “Stop bombs”; i napoletani sfilano con una bandiera arcobaleno, per invocare la pace e dire no alla guerra.
Siamo nel 2022 e pensare oggigiorno alla guerra fa gelare il sangue nelle vene. Eppure bisogna fare i conti con ciò che sta succedendo in queste ore in Ucraina.
Con quelli che sono stati definiti “deliri di onnipotenza” di un leader politico che ha attaccato un Paese per farlo proprio.
A questo si riferisce la condanna ferma dell’aggressione militare russa e l’accorata richiesta di uno stop immediato delle ostilità: il primo obiettivo deve essere la protezione umanitaria dei civili. Necessarie poi iniziative di demilitarizzazione e disarmo, in particolare nucleare.

Napoli sfila per la pace: accorato appello affinché cessi il fuoco

Ogni guerra rappresenta un crimine contro l’umanità, indipendentemente dai territori colpiti. La risonanza che un conflitto può avere è legata anche ad altri aspetti, economici, culturali, sociali, indipendenti da qualsiasi territorialità.
L’umanità necessita della smilitarizzazione dei conflitti, del disarmo, della pace: ecco che simbolicamente anche una “semplice” bandiera di pace ma anche manifestazioni organizzate da movimenti vari in diverse parti d’Italia, in questo particolare momento storico sociale, così terribilmente difficile, contribuiscono a diffondere un forte senso di vicinanza, dando un segnale forte al mondo.
Si potrebbe certamente affermare che la manifestazione di questa sera, ma anche le altre che sicuramente seguiranno, rappresentano quell’abbraccio cui faceva menzione il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. “Un grande abbraccio e grande solidarietà alla comunità ucraina di Napoli” ha dichiarato il Primo cittadino della città, appresa la terribile notizia dell’invasione russa. Ricordiamo che la Campania da sola ospita il 17% della comunità ucraina residente in Italia. Tra le aree cittadine la Provincia di Napoli è la «capitale ucraina» in Italia con 22 mila cittadini provenienti dall’ex paese sovietico.

Ai cittadini ucraini presenti a Napoli, ma anche a tutti i coloro che sono inevitabilmente coinvolti in una drammatica guerra, va il sostegno della città. Non solo Napoli naturalmente, da Nord a Sud, il “grido” è unanime e spesso un silenzio assordante sembra quasi sovrastare le parole. Sguardi attoniti, occhi pieni di lacrime, mani unite a mantenere la stessa bandiera, come questa sera a Napoli: tutto ciò a ricordare che siamo cittadini del mondo e abbiamo il dovere morale di invocare la fine di ogni conflitto.
Libertà, democrazia e i diritti dei popoli sono valori che ci spingono a missioni di solidarietà che solo attraverso l’impegno e il legame che possono metter in campo la cultura e la diplomazia possono diventare concrete.

La guerra in Ucraina non può essere un abisso senza fondo e nessuna vita merita di essere sacrificata nel nome di conquiste, territori e confini.
Ogni colore, ogni persona presente alla sfilata di stasera ed anche alle altre che seguiranno, sono un aspetto fondamentale di partecipazione e identità oltre ogni confine non solo geografico, ma anche culturale e patriottico.
Siamo tutti uguali, non esistono differenze tra un popolo e l’altro, ed usare la violenza per affermare il proprio potere è qualcosa di drasticamente offensivo nei confronti di quanto è stato fatto e conquistato negli anni. Il nostro passato, i nostri avi, hanno combattuto (purtroppo spesso perdendo la vita) non solo sul campo, con battaglie che non avrebbero avuto motivo di esistere, ma soprattutto ideologicamente, contro ogni sopruso e abuso di potere.
Ripetere gli stessi errori, cadere di nuovo in una sorta di tranello che non conosce limiti, è deleterio e pericoloso.

Immagine in evidenza: Fanpage

A proposito di Gerardina Di massa

Vedi tutti gli articoli di Gerardina Di massa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *