24 gennaio: festeggiamo la Giornata Internazionale dell’Educazione

Educazione

L’assemblea delle Nazioni Unite ha proclamato il 24 gennaio la Giornata Internazionale dell’Educazione, ma andiamo a vedere di cosa si tratta.

Confronto spesa pubblica istruzione

Indicatore economico Dato rilevato
Media spesa PIL paesi OCSE 4,9%
Spesa PIL Italia (2019) 3,8%
Spesa PIL Italia (2022) 4,0%
Soglia media Europea 4,7%

Il goal 4 dell’Agenda 2030 e l’istruzione di qualità

La Giornata Internazionale dell’Educazione richiama il quarto punto dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che mira a garantire l’istruzione equa ed il più possibile inclusiva, promuovendo l’apprendimento e la formazione permanente per ciascun cittadino.

In particolare il quarto goal assegna all’Istruzione di qualità un ruolo di spicco, data la sua profonda interconnessione con gli altri obiettivi dell’Agenda. Questa centralità sottolinea l’importanza che l’istruzione per tutti ricopre secondo le raccomandazioni dell’Unione Europea la quale, guardando al futuro, si auspica una riduzione della dispersione scolastica, un potenziamento concreto dei servizi per l’infanzia, promuovendo una migliore prospettiva di carriera nell’insegnamento per i giovani laureati (un tasto dolente per la classe docente italiana) ed un miglioramento di agibilità delle strutture scolastiche.

Educazione in Italia: analisi dei dati OCSE

Tra i dati forniti dall’OCSE ce n’è uno in particolare che dovrebbe farci riflettere. Se infatti tutti i paesi dell’OCSE hanno destinato negli ultimi anni una quota consistente del loro PIL – attestata al 4,9% – per l’istruzione, l’Italia risulta nel 2019 essere molto sotto la media europea, con una quota pari soltanto al 3,8%. Nel 2022 il nostro paese si colloca tra i dieci stati al di sotto della soglia europea per la spesa pubblica in istruzione rispetto al PIL, con il 4% contro il 4,7% destinato dagli altri paesi.

Questa scelta incide direttamente sulla qualità e sulla tenuta del sistema formativo, sulla capacità di innovare ed ibridare i percorsi educativi e soprattutto sul legame tra istruzione e mercato del lavoro. Il divario tra questi ultimi due risulta espresso molto bene da alcuni dati presentati nel volume disponibile online Minicifre della cultura. Edizione 2025. Una raccolta di dati statistici sulla cultura da cui emerge un evidente scarto tra formazione ed occupazione culturale. La rilevanza percentuale degli studenti iscritti a discipline culturali sul totale degli studenti terziari colloca infatti l’Italia al primo posto nell’Unione Europea; tuttavia il nostro paese scivola in posizioni decisamente più basse quando si considera l’incidenza dell’occupazione culturale sul totale dell’economia nazionale.

Grafico in “Minicifre della cultura. Edizione 2025”

In un contesto in cui la spesa per l’istruzione resta inferiore alla media, la cultura continua ad occupare un ruolo marginale nelle politiche economiche, rischiando così di essere considerata più come valore identitario e costitutivo, che come un vero e proprio ambito produttivo e per tale ragione, capace di generare occupazione.

Qualità dell’istruzione e progresso del paese

L’istruzione è già da tempo un diritto fondamentale anche sancito a livello internazionale dalla Dichiarazione universale dei diritti umani ed in Italia dall’Art. 34 della Costituzione. Tuttavia, è anche grazie all’Agenda 2030 e al clamore, anche solo simbolico, prodotto dall’istituzione di una giornata dedicata, che l’attenzione viene oggi indirizzata verso l’istruzione – non soltanto come diritto umano essenziale, ma come diritto da esercitare lungo tutto l’arco della vita – come indicato dall’ONU.

Forse allora è giusto affermare che, un’istruzione realmente di qualità passa anzitutto da una visione dell’essere umano – del bambino, dell’adolescente e dell’adulto – come di soggetti in costante divenire. L’educazione inoltre non può prescindere dalla relazione tra il soggetto ed il mondo in cui esso è immerso. Il compito primario dell’istruzione dovrebbe dunque essere quello di accompagnare gli studenti nei loro processi di formazione e di orientamento, sostenendoli nello sviluppo di competenze di giudizio critico, che gli permettano di maturare una progettualità tale da poter essere in grado di trovare il proprio spazio.

A tal proposito c’è una frase, attribuita a Maria Montessori, che pone l’accento su questa questione: «L’apprendimento non è un atto meccanico, ma un processo vivente che scaturisce dall’interazione con il mondo». Il concetto stesso di un apprendimento “non meccanico” ci conduce all’idea di un apprendimento – e di conseguenza anche di un insegnamento – mai uguale per tutti.

Il divario tra la centralità pur riconosciuta all’istruzione sul piano dei principi e la debolezza delle politiche strutturali attuate rischia di svuotare di efficacia l’idea stessa di apprendimento come processo vivente e personalizzato. Colmare questo scarto significa assumere l’istruzione non come costo, ma come investimento strategico, capace di incidere sul progresso del paese e sulla possibilità aperta per le nuove generazioni, di trovare ed abitare consapevolmente il proprio posto del mondo.

Fonte immagine di copertina: Unsplash

 

Altri articoli da non perdere
La maestra licenziata e il siparietto di un’Italia bigotta
maestra licenziata

La maestra d'asilo, licenziata nel Torinese in seguito alla diffusione di un video privato che la ritraeva in un momento Scopri di più

Compito di cittadinanza: cos’è e come funziona la riforma Valditara
Compito di cittadinanza, di cosa si tratta e in cosa consiste

Compito di cittadinanza: novità in ambito scolastico, che entrerà in vigore dal prossimo settembre. Indice dei contenuti Cos'è il compito Scopri di più

Esami di maturità 2022: ha inizio il Toto-tracce
Esami di maturità 2022: ha inizio il "Toto-tracce"

Gli esami di maturità 2022 si avvicinano e come ogni anno, tantissimi studenti si interrogano su quali potrebbero essere le Scopri di più

Ti ammazzo e corro via, misoginia nella musica Pop
Ti ammazzo

«Ti ammazzo, ti picchio e poi corro via - cantava Cacho Castaña nel 1975 - Dicono che sono un violento, ma Scopri di più

La scuola a Gaza: intervista a Farah Srour
La scuola a Gaza: intervista a Farah Srour

Farah Srour è una studentessa gazawi di lingua e letteratura inglese. Durante la guerra, ha avvertito l'urgenza interiore di salvare Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Letizia De Mase

Vedi tutti gli articoli di Letizia De Mase

Commenta