2 maggio 1519: muore in Francia Leonardo da Vinci

morte leonardo da vinci 2 maggio 1519

Leonardo Da Vinci, esponente del Risorgimento italiano, morì in Francia il 2 maggio 1519. Il genio fiorentino si spense all’età di 67 anni, portando via con sé invenzioni avanguardiste e tanti misteri. Uno di questi avvolge ancora oggi la sua morte, sopraggiunta presso il maniero di Clos-Lucé ad Amboise, cittadina dalle origini medievali. Secondo la tesi più accreditata, Leonardo sarebbe morto in seguito a un evento cardiovascolare acuto. Appresa la notizia della scomparsa, il sovrano francese Francesco I, che si trovava a Saint-Germain-en-Laye per il battesimo del figlio, si lasciò andare a un pianto sconsolato. Lo storico dell’arte Giorgio Vasari ha unito i destini delle due figure in modo più romanzato, descrivendo una morte sopraggiunta proprio tra le braccia del sovrano francese, che dal 1517 ospitava Leonardo presso la corte. Questo momento appartenente più al mito che alla realtà venne immortalato in un dipinto dal pittore Jean Auguste Dominique Ingres. In “La morte di Leonardo da Vinci” (1818) è possibile notare proprio Francesco I al capezzale dell’artista italiano intento a reggergli il capo. 

Il 23 aprile 1519, dieci giorni prima della sua morte, Leonardo redasse il proprio testamento, augurandosi di essere sepolto nella chiesa di Saint-Florentin, in Francia, con una cerimonia animata dai cappellani e dai frati minori, oltre che da sessanta poveri, ciascuno dei quali reggente una torcia. Così avvenne: Leonardo fu seppellito nella chiesa che qualche anno dopo venne però distrutta. Da lì, il corpo del genio fiorentino non ha avuto pace: durante le lotte decennali tra cattolici e ugonotti la tomba venne aperta e violata più volte, con le spoglie che andarono infine disperse.

Qualche anno prima della sua morte, Leonardo fu vittima – come raccontato dalla rivista Journal of the Royal Society of Medicine – di una paralisi del nervo ulnare, che rese la sua mano destra curva e rigida. Il genio francese passò così gli ultimi anni della sua vita a insegnare e disegnare con la mano sinistra (ma non a dipingere).  

“Fu tanto raro e universale, che dalla natura per suo miracolo esser produtto dire si puote: la quale non solo della bellezza del corpo, che molto bene gli concedette, volse dotarlo, ma di molte rare virtù volse anchora farlo maestro”, si legge nell’Anonimo Gaddiano, un manoscritto del 1540 che ricorda Leonardo da Vinci ed è custodito alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

Licenza immagine per l’articolo sul 2 maggio 1519: Creative Commons / Wired.it

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A proposito di Salvatore Toscano

Salvatore Toscano nasce ad Aversa nel 2001. Diplomatosi al Liceo Scientifico e delle Scienze Umane “S. Cantone” intraprende gli studi presso la facoltà di scienze politiche, coltivando sempre la sua passione per la scrittura. All’amore per quest’ultima affianca quello per l’arte e la storia.

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