4 giugno 1940: Winston Churchill fomenta la resistenza britannica

4 giugno 1940

È il 4 giugno 1940. Da quasi un anno la guerra imperversa in Europa e nel mondo. Le truppe anglo-francesi hanno appena subito una pesante sconfitta a Dunkerque contro i militari tedeschi, costringendo gli Alleati alla rocambolesca evacuazione via mare di 300.000 soldati. Dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale, il destino dei Paesi occidentali non è mai sembrato tanto compromesso. È in questo contesto drammatico che il primo ministro britannico Winston Churchill pronuncia uno dei discorsi più famosi della storia. Il volto della resistenza londinese contro il pericolo nazi-fascista descrive la disfatta militare, citando anche la possibile invasione tedesca, ma non mette in dubbio la vittoria

Il mondo non finisce a Dunkerque

Qualche settimana prima, l’impero tedesco aveva invaso — violandone lo status di neutralità — Belgio, Lussemburgo e Olanda. L’obiettivo era chiudere in una sacca le numerose truppe alleate stanziate lungo il confine franco-tedesco. Per questo motivo, la Wehrmacht raggiunse rapidamente la costa della Manica. Quella che poteva sembrare l’ennesima fase di stallo in stile Prima Guerra Mondiale era stata in realtà studiata nei minimi particolari da Berlino, che sferrò un secondo attacco nel punto più trascurato dagli avversari: le Ardenne. Tale manovra costrinse l’esercito britannico e la prima armata francese a separarsi dalle principali forze di Parigi e a rifugiarsi a nord, lungo la Manica, e dunque nella sacca immaginata dai gerarchi nazisti. 

Al riguardo, Winston Churchill il 4 giugno 1940 dichiarò:

Gli eventi militari che sono accaduti nelle ultime due settimane non mi sono pervenuti con alcun senso di sorpresa. In effetti, ho indicato quindici giorni fa, con la massima chiarezza possibile, che le peggiori possibilità erano aperte, e ho chiarito perfettamente che qualsiasi cosa fosse accaduta in Francia non avrebbe cambiato la decisione della Gran Bretagna e dell’Impero britannico di combattere, se necessario per anni, se necessario da solo. 

In quelle stesse ore, Londra stava concludendo l’Operazione Dynamo, che in dieci giorni mise in salvo oltre 300.000 soldati dal porto di Dunkerque, da cui prende il nome la recente pellicola del regista statunitense Christopher Nolan.  Nella parte finale, nonché più celebre, del suo discorso, Winston Churchill dichiarò:

Anche se ampie parti dell’Europa e molti Stati antichi e illustri sono caduti o potrebbero cadere nella morsa della Gestapo e di tutto l’odioso apparato del dominio nazista, noi non desisteremo né abbandoneremo. Andremo avanti fino alla fine. Combatteremo in Francia, combatteremo sui mari e gli oceani, combatteremo con crescente fiducia e con crescente forza nell’aria, difenderemo la nostra isola a qualunque costo. Combatteremo sulle spiagge, combatteremo sulle piste d’atterraggio, combatteremo nei campi e nelle strade, combatteremo sulle colline, noi non ci arrenderemo mai; e se, cosa che non credo neanche per un momento, quest’isola o gran parte di essa fosse soggiogata e ridotta alla fame, allora il nostro impero, al di là del mare, armato e protetto dalla flotta britannica, continuerà a combattere fino a quando, se Dio vorrà, il Nuovo Mondo, con tutta la sua forza e la sua potenza, farà un passo avanti per la salvezza e la liberazione del vecchio.

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A proposito di Salvatore Toscano

Salvatore Toscano nasce ad Aversa nel 2001. Diplomatosi al Liceo Scientifico e delle Scienze Umane “S. Cantone” intraprende gli studi presso la facoltà di scienze politiche, coltivando sempre la sua passione per la scrittura. All’amore per quest’ultima affianca quello per l’arte e la storia.

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