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gli scavi di pompei

Aperti di sabato sera gli scavi di Pompei ed Ercolano

 

Gli scavi di Pompei ed Ercolano potranno essere visitati anche di sabato sera. Apparentemente questa frase potrebbe sembrare inusuale, eppure fino ad ottobre risulterà essenzialmente vera. Infatti, grazie alla Soprintendenza di Pompei e al Ministero dei Beni Culturali, questi due siti archeologici dal  grande valore artistico saranno aperti anche di sabato sera dalle 20 alle 23, al prezzo simbolico di 2€.

Una notizia che certamente riempie di gioia, dati i tristi precedenti. I visitatori potranno godere dello splendore degli scavi anche al chiaro di luna, riscoprendone un volto inedito che non si potrebbe mostrare più suggestivo di così.

Scavi di Pompei ed Ercolano: i percorsi

A Pompei la visita inizia da Piazza Esedra: percorrendo il lungo viale delle Ginestre si arriva al Quadriportico, ampio spazio a forma quadrangolare circondato da colonne. Da lì si può accedere al quartiere dei teatri, dove vengono proiettati spettacoli di ombre ed immagini di rappresentazioni teatrali o di combattimenti dei gladiatori, principali momenti di svago del tempo. Il tutto arricchito da sculture di arte contemporanea di grande impatto, posizionate durante il cammino. Subito dopo, facendo il percorso all’incontrario, si può accedere all’Antiquarium, edificio recente che funge da piccolo museo e che custodisce gelosamente reperti archeologici ritrovati nell’area circostante Pompei, alcuni risalenti addirittura ad un periodo precedente l’insediamento abitativo primordiale.

Ad Ercolano, invece, la visita avviene grazie al supporto del Gruppo archeologico vesuviano. Anche qui si può camminare attraverso un sentiero specifico che porta fino al Padiglione della Barca, dove è esposta un’ imbarcazione ritrovata durante i lavori di scavo. Inoltre è possibile visitare anche l’area dei Fornici, dove sono stati rinvenuti resti di uomini che tentarono l’ultima fuga verso il mare, illudendosi di poter sfidare il destino beffardo. Infine, la visita termina sulla terrazza di Nonio Balbo, il quale finanziò costruzioni e restauri di alcuni edifici ercolanesi importanti.

Si tratta, in sostanza, di un atto d’amore nei confronti di un’eredità che troppo spesso ha subito angherie da chi, invece, avrebbe dovuto proteggerla dalla caducità del tempo. Potrebbe essere un passo avanti verso la reale valorizzazione di questo patrimonio avito, che la natura ha provato a sottrarci? È probabile, e lo si spera. Perché fa male vedere tanta fortuna andare in frantumi, pezzo dopo pezzo, a causa di sordide logiche di potere, ma fa altrettanto bene constatare come queste piccole iniziative possano contribuire a tenere salva la memoria storica, e vivo il desiderio di mostrare al mondo quanto è stato benevolo il destino con noi.

 

 

 

 

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