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Eroica Fenice

#bastatacere

#BastaTacere, la campagna contro la violenza ostetrica

Il 4 aprile 2016 è partita la campagna #BastaTacere contro gli abusi, i maltrattamenti e le violenze che molte donne denunciano di aver subito durante l’assistenza al parto da parte di medici, infermieri, ostetriche. Il personale medico incaricato al parto si sarebbe dimostrato, in questi casi, poco propenso ad ascoltare le esigenze di partorienti eccessivamente medicalizzate, manipolando il loro corpo senza tener conto del loro punto di vista, arrivando addirittura a ridicolizzare le gestanti, fino a causarne seri traumi fisici e psicologici.

La campagna #Bastatacere non mette in discussione solo la preparazione professionale del personale presente in sala parto, quanto la mancanza di rispetto nei confronti delle donne coinvolte, che stavano vivendo uno dei momenti più importanti della loro vita. Chi ha partorito sa quanto sia utile in questi casi avere vicino le persone più care (in molte testimonianze le donne affermano che sia stato vietato loro di farsi assistere dai parenti), di potersi affidare al proprio medico e alle ostetriche, soprattutto se ci si trova di fronte al primo parto, quando lo spavento, l’emozione, il dolore rischiano di prendere il sopravvento e solo la vicinanza di persone accoglienti e attente possono davvero aiutare a vivere nel modo giusto il travaglio e il parto.

#Bastatacere, migliaia le testimonianze di donne che hanno subito abusi in sala parto

La campagna è stata lanciata sui social da  Elena Skoko e Alessandra Battisti del Network internazionale “Human rights in childbirth” (Diritti umani alla nascita), sulla falsariga dell’hashtag internazionale #breakthesilence. Dopo 48 ore dalla pubblicazione sui social network, sono arrivate migliaia di testimonianze, racconti di donne che narrano di come, al dolore connaturato al momento del parto, si siano aggiunti l’umiliazione e la sofferenza gratuite. Per ciò che concerne le testimonianze, vi riassumiamo ciò che hanno raccontato le molte donne che hanno aderito alla campagna, e cioè che: sarebbe stata loro praticata l’episiotomia (taglio delle labbra della vagina) senza anestesia; che una volta partorito gli sarebbe stato impedito di tenere in braccio il bimbo; la maggior parte lamenta di esser stata visitata da diversi medici senza alcun tipo di tatto e c’è anche chi racconta di essere stata sottoposta alla manovra  di Kristeller (che consiste, in parole povere, in una spinta applicata da medico/ostetrica per far uscire la testa fetale dall’utero) senza autorizzazione, rischiando talvolta anche danni fisici.

#BastaTacere e la proposta di legge sul “reato di violenza ostetrica”

La campagna si ricollega alla proposta di legge, depositata lo scorso 11 marzo, dall’on. Adriano Zaccagnini, “Norme per la tutela dei diritti della partoriente e del neonato e per la promozione del parto fisiologico”, che propone il rispetto dei fondamentali diritti umani della madre e delle persone che nascono, perché garantire i diritti significa anche garantire sicurezza e salute. Pertanto, la legge intende introdurre il reato di “Violenza Ostetrica”.

La proposta di legge si muove in linea con quanto affermato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) nella  dichiarazione  “La Prevenzione ed eliminazione dell’abuso e della mancanza di rispetto durante l’assistenza al parto presso le strutture ospedaliere”(2014). Tale dichiarazione descrive le violazioni che molte donne si trovano a subire durante l’assistenza al parto, quali:
• l’abuso fisico diretto
• la profonda umiliazione e l’abuso verbale
• procedure mediche coercitive o non acconsentite (inclusa la sterilizzazione)
• la mancanza di riservatezza
• la carenza di un consenso realmente informato
• il rifiuto di offrire un’adeguata terapia per il dolore
• gravi violazioni della privacy
• la trascuratezza nell’assistenza al parto con complicazioni altrimenti evitabili che mettono in pericolo la vita della donna
• inoltre, adolescenti, donne non sposate, donne in condizioni socio-economiche sfavorevoli, donne appartenenti a minoranze etniche, o donne migranti e donne affette da HIV sono particolarmente esposte al rischio di subire trattamenti irrispettosi e abusi.

Tutte le donne che hanno vissuto esperienze di abusi, maltrattamenti e/o violenze possono condividere la loro esperienza descrivendola su un foglio in maniera anonima, fotografarlo e condividerlo sui social network (facebook, twitter) con l’hashtag #BastaTacere, per 15 giorni.

Contatti: FB: Basta tacere: le madri hanno voce

L’iniziativa è curata dai seguenti enti (molti altri stanno aderendo, supportando concretamente la diffusione della campagna)

Human Rights in Childbirth in Italia
La Goccia Magica
Nanay
Alma Mater

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