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Eroica Fenice

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Bello Calendar e la bellezza dell’acido

Bello Calendar è un calendario, realizzato per l’anno 2015- 2016 (da marzo 2015 a febbraio 2016) dall’associazione no-profit Chhanv Foundation, che offre supporto alle vittime di aggressione con l’acido in India. L’idea del calendario rientra nel più ampio progetto #Stop Acid Attacks, iniziato a Nuova Delhi nel 2013 e portato avanti da volontari che hanno cercato di offrire luoghi confortevoli e puliti alle persone, soprattutto donne, che si recavano nella città indiana per sottoporsi ad un’operazione di chirurgia plastica, dopo essere sopravvissute a questo orribile crimine. Secondo alcune statistiche, infatti, sono circa 1000 le donne acidificate ogni anno in India da mariti gelosi, pretendenti respinti, partner lasciati perché spesso violenti: ogni settimana almeno 5 donne vengono sfigurate con l’acido, che costa solo 30 rupie (circa 0,4 euro) e la cui vendita non è ancora stata regolamentata.

Nonostante queste donne forti e coraggiose siano sopravvissute, hanno il volto e il corpo sfregiati, resi irriconoscibili dalle bruciature di quel liquido gettato contro di loro con disprezzo: la lista dei paesi dove questa pratica è purtroppo usuale, è lunghissima e annovera non solo India, Pakistan e Bangladesh ma anche Vietnam, Cina, Iran, Yemen, Nepal, Kenya, Etiopia, Nigeria, Uganda e perfino Stati Uniti, Francia, Inghilterra e Italia (dove, nell’ambito della campagna #Stop Acid Attacks, sono state realizzate dall’artista aleXsandro Palombo una serie di opere che ritraggono le principesse Disney sfigurate dall’acido).

Bello Calendar, un calendario con tante storie

Molte di queste donne, a seguito dello sfregio con l’acido, si suicidano perché non riescono a sopportare il peso del vivere e l’emarginazione dalla società: secondo una statistica del Ministero della salute nepalese, la metà delle donne tra i 15 e i 49 anni vittime di sfregio con acido o kerosene,  pone fine alla propria vita.

Fra le tantissime donne indiane aiutate da Chhanv Foundation, dodici donne hanno deciso di farsi immortalare, mostrando una bellezza nuova, la bellezza delle donne che non si arrendono. L’intento dell’associazione è stato quello di aiutare queste donne a ritrovare fiducia in sé stesse e nel loro nuovo aspetto, cercando di far comprendere loro che, anche dopo questo cambiamento radicale e drammatico, la società è pronta ad accoglierle e ad aiutarle.

Ogni foto è accompagnata dal nome e dalla breve storia di ciascuna modella, che racconta i propri sogni e le proprie paure; la maggior parte di queste donne lavora in un piccolo bar letterario di Agra nell’India settentrionale, Sheroes’ Hangout, gestisce una radio o organizza eventi. Il fotografo che ha realizzato gli scatti, Rahul Saharian, già famoso per aver ritratto quattro donne sfregiate dall’acido tempo fa, ha motivato la scelta di inserire le storie di queste donne con l’intento di volerne mostrare non solo ferite, ma anche normalità e desideri.

Dolly (Gennaio) è stata sfigurata all’età di 12 anni da un 25enne respinto, e i problemi respiratori causati dall’acido non le impediscono di sognare di diventare medico. Gita (Febbraio) è stata sfigurata con l’acido dal marito durante la notte, che voleva figli maschi, non femmine; l’acido ha reso cieca una delle due figlie (Neetu- Aprile) e ucciso l’altra: suo marito è rimasto in prigione per soli due mesi. Sonia (Marzo), acidificata durante un conflitto tra vicini, oggi gestisce un salone di bellezza da casa perché non vuole mostrarsi in pubblico. Chanchal (Maggio) e Sonam (Novembre), a 19 e 15 anni, sono state sfigurate da quattro uomini, perché avevano denunciato alcune molestie. Ritu (Giugno) vede solo parzialmente dall’occhio sinistro, mentre il destro è cieco: sua zia le gettò in viso dell’acido nel 2012 per una proprietà contesa con i suoi genitori e la madre ora le rinfaccia che non può sposarsi per il suo brutto aspetto. Laxmi (Luglio) è stata sfregiata con l’acido al mercato di Delhi, e da allora si è battuta per i diritti delle donne acidificate, ricevendo per i suoi meriti il premio International Woman of Courage dalla first lady Michelle Obama. E poi ci sono Geeta (Agosto) rimasta invendicata dopo 27 anni, Rupa (Settembre), sfregiata dalla matrigna che non voleva pagarle il matrimonio, e la fotoreporter Rajwant (Ottobre).

Il calendario può essere acquistato online a partire dal 13 marzo: acquistarlo significa aiutare a realizzare i sogni di queste donne Chehra kharaab  (=brutta faccia) dal coraggio illimitato.