Cashback: le città piene sono responsabilità del Governo?

Cashback

Dallo scorso 8 dicembre, il Ministero dell’Economia e delle Finanze del Governo Conte ha attivato un’iniziativa volta all’incentivazione di pagamenti con carta di credito. Il programma cashback al 10% permetterà a chi sceglie la carta come metodo di pagamento di essere rimborsato del 10% sulla spesa effettuata, fino a un massimo di 150€. La somma accumulata sarà prelevabile solo raggiunte dieci transazioni.

Qual è il problema del cashback?

Un’ottima iniziativa che mira principalmente a combattere l’evasione fiscale nel paese e che costituisce un ramo del più ampio piano Italia cashless. Quest’ultimo, nello specifico, è stato elaborato nell’ambito della Legge di Bilancio di quest’anno, con l’obiettivo di generare un maggior numero di pagamenti tracciabili e con la conseguenza di diventare più efficienti nei controlli. È importante segnalare che, secondo le stime, l’Italia è il paese con il tasso più alto in Europa. Si calcola che ogni anno lo stato perda quasi 200 miliardi di euro. Ma non solo. Dopo l’importante danno che l’economia del nostro paese ha subito in questi mesi, la scelta di incentivare gli italiani a tornare a spendere nei negozi si è rivelata vincente. O quasi. Si, perché se da un lato le immagini dei centri delle città d’Italia gremiti di gente hanno ridato un po’ di speranza – e non solo speranza – ai commercianti, dall’altro sono state duramente condannate per il timore di ritrovarci a gennaio, con gli ospedali ancora saturi con la conseguenza di essere costretti in casa per la terza volta in meno di un anno.

Il dissenso dei Governatori

Secondo i Presidenti delle regioni italiane, è impensabile allentare le restrizioni e lanciare il cashback due settimane prima del Natale, pensando che le persone restino in casa. Il cashback non andava fatto. O, quantomeno, non andava fatto adesso. Il Presidente dell’Emilia-Romagna Bonaccini, l’ha definito un’illogica contraddizione, dichiarandosi già pronto a possibili nuove misure restrittive.

Di chi è la colpa?

Ma il punto attorno al quale la polemica di questi giorni ruota è: “di chi è la colpa?”. Per i cittadini sarebbe semplice dire che è del Governo e, viceversa, per chi ci amministra asserire che il problema sia il poco senso di responsabilità dei cittadini. Ma la verità, è che si tratta di una realtà profondamente complessa che già racchiude dentro di sé enormi contraddizioni. Per questo, se una colpa c’è, è da attribuire a chi giudica operati e comportamenti altrui senza cognizione di causa. Le persone da condannare sono quelle che liquidano in maniera superficiale e semplicistica la faccenda, pensando quanto sia semplice fare gli equilibristi sul filo a metà tra la salute e la sicurezza dei cittadini e il tracollo finanziario.

Immagine in evidenza: Metaping

Chi è Cinzia Esposito

Classe ’96 e studentessa magistrale in Corporate communication e media all’Università di Salerno. Vengo da una di quelle periferie di Napoli dove si pensa che anche le giornate di sole vadano meritate, perché nessuno ti regala niente. Per passione scrivo della realtà che mi circonda sperando che da grande (no, non lo sono ancora) possa diventare il mio lavoro.

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