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Eroica Fenice

Napoli, centro storico: un crowdfunding per Santa Luciella

Centro storico, Napoli: un crowdfunding per Santa Luciella

Addentrarsi nel centro storico di Napoli significa innanzitutto prepararsi all’idea di essere impreparati.

Se si pensa alla contraddizione come al filo conduttore dell’intreccio, la storia di Napoli non smette mai di stupire: imparare a leggere tra le righe è fondamentale, ma l’effetto sorpresa è pur sempre garantito.

Parliamo, dopotutto, del centro antico più esteso d’Europa che, coi suoi 10 chilometri quadrati (pari a circa l’8,5% del totale della superficie urbana), riassume nel suo dedalo di piazze, vicoli e stradine  ben 27 secoli di storia.

Patrimonio dell’Unesco dal 1995 e paiolo magico in cui sacro e profano spesso si mescolano in un unico amalgama, il centro storico di Napoli, oltre che di musei, scavi archeologici, obelischi, catacombe e monumenti, è anche sede di oltre 200 chiese storiche, alle quali si lega la produzione di artisti italiani del calibro di Simone Martini, Donatello, Luigi Vanvitelli e Caravaggio.

In una di queste chiese ci si imbatte percorrendo la via alle spalle della Chiesa di San Gregorio Armeno: nei pressi della Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo e incassata nell’ansa di una piccola curva.
Si tratta della Chiesa di Santa Luciella a San Biagio dei Librai, che spicca per essere un piccolo gioiello d’arte barocca, ma purtroppo anche uno dei tanti siti di incommensurabile valore artistico che sembravano ormai destinati all’incuria  e al degrado, se non fosse stato per l’impegno di un gruppo di giovani napoletani che ha deciso di salvarla e di restituirla alla città.

“Respiriamo Arte”: il progetto di riapertura della chiesa di Santa Luciella

Passeggiando per l’omonima via, la prima cosa che si nota della Chiesa di Santa Luciella a San Biagio dei Librai è la facciata principale in parte scolorita dall’umidità. Il filo di ferro a doppia mandata serra il cancello antistante al portone già dai primi anni Ottanta, impedendone l’accesso al pubblico da oltre trent’anni, durante i quali la ruggine ha iniziato a corrodere le sbarre e la muffa a corrompere il legno, rendendolo sempre più fragile.

Nonostante il vetro sia rotto in più punti, il finestrone a disegno gotico conserva il suo fascino e da ragione allo storico Roberto Pane che ha datato all’XI secolo l’edificio, poi ristrutturato nel 1724 e rimaneggiato in pieno stile barocco.

E il campaniletto al di sopra dell’uscita secondaria, nonostante l’intonaco scrostato e l’edera che lo ricopre in parte, basta da solo a rievocare il suono delle due campane che per secoli hanno chiamato a raccolta i fedeli.

La bellezza artistica del luogo e la sua suggestiva posizione proprio nel cuore del centro storico di Napoli sono state un invito troppo allettante per l’Associazione culturale “Respiriamo Arte” che da tre anni si occupa della rivalutazione artistico-culturale della città e della riqualificazione del suo territorio.  Fondata infatti nell’Ottobre del 2013 da un gruppo di giovani laureati e specializzati in campo letterario, artistico ed umanistico, l’associazione è riuscita a distinguersi nel tempo per l’entusiasmo e per l’impegno coi quali ha promosso una serie di iniziative mirate a sottrarre i luoghi d’arte partenopei al degrado.

Il progetto “Chi ha orecchio intenda” prevede, in particolare, sia un piano di recupero di Santa Luciella, sia la possibilità di promuovere gratuitamente occasioni d’incontro e momenti aggregativi per i residenti del quartiere, come spettacoli teatrali, laboratori e tavoli d’incontro su arte e legalità. Una sfida che ancora una volta parte dal basso e che ribadisce l’importanza della solidarietà e di un comune e condiviso senso civico.

Crowdfunding al centro storico: lanciato sul web l’hashtag #savesantaluciella

Il progetto di recupero della Chiesa di Santa Luciella a San Biagio dei Librai sarà presentato il prossimo 25 Novembre alle ore 18 nella chiesa dei Santi Filippo e Giacomo. Tantissime sono le storie e gli aneddoti che rendono Santa Luciella una meta turistica ambitissima: a cominciare dall’Arciconfraternita dei Maestri pipernieri che la presero in custodia, così detti in quanto lavoravano la “dura pietra” del piperno, con la quale insieme al tufo fu edificato il nucleo più antico della città di Napoli, fino alla storia del “teschio dalle orecchie mummificate”, ritrovato proprio nei sotterranei della chiesa. La leggenda narra che quest’ultimo fosse un vero tramite tra la realtà terrena e l’oltretomba: bastava, infatti, rivolgergli una preghiera per far sì che questa venisse esaudita.

Tutto ciò, insieme all’ossario interrato, agli affreschi della navata interna, alla lunetta esterna realizzata in piperno e allo stemma circolare dei pipernieri è valso alla campagna “Chi ha orecchio intenda” l’apertura di un’operazione di crowdfunding da parte della piattaforma online Meridonare, che premia i migliori progetti tesi a rivalutare le politiche sociali e il patrimonio artistico-culturale del Mezzogiorno.

Intanto, mentre la raccolta fondi prosegue, “Respiriamo Arte” lancia sui social l’hashtag #savesantaluciella, già condiviso in rete da centinaia di sostenitori del progetto.

Un’altra bella storia che viene scritta nella città di Napoli dove, per sconfessare definitivamente un antico detto, l’arte, più che da parte, merita di essere messa a disposizione di tutti.