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Eroica Fenice

Homologia: al Piccolo Bellini un eterno silenzio scandito dall’abitudine

L’8 Marzo sono sbarcati sul palcoscenico del Piccolo Bellini gli attori Riccardo Reina e Rocco Manfredi, protagonisti dello spettacolo Homologia di Rocco Manfredi, Riccardo Reina, Alessandra Ventrella per la regia di Alessandra Ventrella, produzione Dispensa Barzotti.

Lo spettacolo sarà in scena fino al 12 Marzo 2017.

Un uomo anziano, solo, seduto in poltrona, chiuso in uno spazio scandito dall’abitudine e dal silenzio aspetta la sua fine, quando dall’ombra un altro se stesso appare sulla scena, risvegliando un corpo intorpidito dal sonno. Gesti meccanici, automatismi senili in un tempo piccolo ma eterno sono interrotti dalla luce che irrompe sul palco, da una radio che suona e da un pacco regalo per un ultimo compleanno. Un’atrofia muscolare e dei sensi che viene sollecitata dall’immaginazione o dalla follia, un teatro di figura quello di Dispensa Barzotti, che alla parola preferisce il silenzio. Le emozioni, le immagini e il dolore si sostituiscono a pieno titolo alle parole per rendere partecipe un pubblico inaspettatamente coinvolto da una riflessione sulla fugacità della vita e sull’importanza dei rapporti umani.

Il protagonista potrebbe essere uno dei tanti nonni nel mondo, lasciati soli in una stanza dai figli con la consolazione ipocrita che il nonno stia bene e quindi si possa star tranquilli senza pensarlo più – come fosse un problema.

Homologia: la solitudine del Contemporaneo

Capelli bianchi, occhi annacquati dalla vita, mani come radici che trovano sollievo in una busta di caramelle, ultima dolcezza di un vuoto esistenziale. Lo stato di dormiveglia nel quale l’anziano versa presto sarà pace eterna. Un ultimo viaggio, un ultimo giro di bevute offerto dall’altro se stesso, un’ultima candelina da spegnere su una torta regalo.

Un teatro della solitudine dove per protagonista c’è “il sonno della ragione” che genera mostri. Mostri forse seduti anche nella poltroncina del teatro. Uomini e donne che hanno lavato la propria coscienza lasciando il padre, il nonno, a giocare con la mente ed i suoi tarli.

La fine sorprende l’uomo in poltrona, la fine non è mai così dolce, i tempi mai così precisi, gli uomini davanti alla morte mai così simili, il teatro mai così casa.