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Eroica Fenice

I danni del fumo: quanto è cresciuta la consapevolezza in 15 anni e il rischio diabete

Al giorno d’oggi informarsi su cosa fa bene alla propria salute e cosa la danneggia, è diventata una scelta sempre più diffusa. Salute e informazione sono due parole che vanno spesso a braccetto.

Gli alimenti da evitare, una dieta equilibrata, uno stile di vita sano, lo sport, tutto viene monitorato come fonte di benessere e di miglioramento delle proprie condizioni di vita.

Molto è cambiato anche per quanto riguarda il vizio del fumo, visto che nel corso degli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza delle persone sui rischi derivanti. Andiamo ad approfondire la situazione odierna.

Fumo: cosa è cambiato negli ultimi 15 anni

15 anni fa entrava in vigore in Italia la legge che stabilì il divieto di fumo nei locali pubblici, vediamo a distanza di anni quanto è cambiata la situazione. Era esattamente il 10 gennaio del 2005 infatti quando venne introdotto in Italia il divieto di fumo all’interno di locali pubblici al chiuso, recependo così gli ultimi studi sulla relazione tra fumo e salute. Da allora, il numero dei fumatori in Italia è diminuito progressivamente, mentre è proporzionalmente aumentata la consapevolezza dei fumatori sui danni legati al fumo.

Con il passare degli anni, anche grazie all’aiuto della tecnologia, fortunatamente sono state trovate delle alternative alla tradizionale sigaretta. Sono stati sviluppati dei nuovi dispositivi che permettono di azzerare il livello di nicotina assunto, come ad esempio le sigarette elettroniche, disponibili anche nelle versioni senza nicotina, come nel caso di Blu ad esempio. Utilizzando i vari liquidi (disponibili anche online) è possibile diminuire gradualmente il contenuto di nicotina e allo stesso tempo ridurre i danni derivanti al fumo.

Fumare e rischio diabete, il ruolo della nicotina

È stata dimostrata inoltre una correlazione tra il fumo e il rischio di sviluppare il diabete, e oggi la scienza è in grado di dare una spiegazione a questo fenomeno. Al centro ci sarebbe proprio la nicotina, che nel cervello dei fumatori si lega a dei recettori particolari. Questi recettori hanno il compito di controllare la produzione dell’insulina, che a sua volta è l’ormone che regola il livello di zucchero nel sangue. La nicotina, legandosi a questi recettori, in sostanza provoca una riduzione dell’ormone. Si tratta di una reazione a catena molto dannosa, che mostra come il fumare, e in particolare il fumare nicotina, aumenti il rischio di sviluppare il diabete, oltre alle altre patologie ben note. La nicotina sarebbe dunque tra le sostanze responsabili degli sbalzi glicemici che a lungo andare potrebbero comportare l’insorgenza del diabete stesso.

A colpire poi sono i dati che riguardano i giovanissimi. Sempre più adolescenti si ammalano di diabete. La scarsa attività fisica che caratterizza le nuove generazioni di certo non aiuta, così come non aiuta la pessima abitudine di fumare. I dati dimostrano infatti come sia estremamente importante evitare questa sostanza, correlata anche a diverse patologie cardiovascolari e a malattie autoimmuni.

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