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Istanbul: esplosione alla stazione metropolitana

Martedì 1 dicembre una forte esplosione ha rotto la routine di un pomeriggio qualsiasi nel caos della parte europea di Istanbul. Erano le 17.30 ora locale quando, nella stazione metropolitana di Bayrampaşa, è stato avvertito un improvviso boato. L’esplosione è stata avvertita in diversi quartieri della città e poco dopo sono arrivate sul posto ambulanze, auto della polizia e vigili del fuoco. La stazione è stata subito evacuata, come testimoniano anche alcuni video pubblicati sui social network da alcuni testimoni. Tutti i collegamenti della metro sono stati bloccati per motivi di sicurezza e la zona è rimasta senza luce, mentre i presenti sono subito piombati nel panico. Diversi media locali riferiscono la notizia e subito sorgono le più svariate ipotesi sulle dinamiche dei fatti.

Le reazioni dopo l’esplosione

Secondo le prime informazioni arrivate alle agenzie internazionali dalla metropoli turca, i fatti sono tutt’altro che chiari, ma il canale televisivo Habertürk ha comunicato che lo scoppio potrebbe essere stato dovuto al malfunzionamento di un trasformatore. Subito dopo, c’è già chi vocifera quello che nessuno osa pronunciare: si parla di attentato. Secondo il presidente del consiglio municipale, Atila Aydıner, sarebbe stata una bomba artigianale, precisamente una pipe-bombe (ordigno costituito da un tubo riempito di esplosivo e schegge di metallo) ad esplodere sotto il cavalcavia della metropolitana. Si tratta, quindi, di un ordigno molto rudimentale, e questo lascerebbe immaginare che i presunti responsabili non facciano parte di gruppi particolarmente organizzati. Per il momento pare che i feriti siano 6, mentre la notizia del bilancio di una vittima è stata smentita.

La situazione attuale della Turchia, paese in bilico tra l’Europa delle barriere difensive post-ISIS e la polveriera della Siria, sempre più in bilico tra la drammatica questione curda e gli ultimi “battibecchi” con la Russia, si fa sempre più delicata. Dopo i fatti di Parigi l’allarme terrorismo sta dilagando ed è facile che in pochi istanti un’intera città piombi nel panico. Inoltre il rischio di sfociare in strumentalizzazioni politiche, data la delicata situazione interna del paese, è tangibile e reale. In ogni caso, niente può essere affermato con certezza per il momento. Resta solo, ancora una volta, la paura di non sentirsi al sicuro, la trappola psicologica di vedere il terrore ovunque e di attribuirlo a chi lo incarna o potrebbe facilmente incarnarlo. In attesa di ulteriori chiarimenti nella metropoli del Bosforo riprende la normale, caotica e rumorosa routine di sempre.