Chi era Harry Houdini: la storia del re dell’illusionismo

Harry Houdini: storia del re dell'illusionismo

Quando si parla di magia, illusionismo e mistero non si può non pensare a Harry Houdini. Erik Weisz, il suo vero nome, è stato uno dei maghi più iconici del XX secolo, un personaggio leggendario la cui abilità nello sfidare la morte lo ha reso immortale. Ripercorriamo la sua carriera, dagli esordi alla misteriosa morte.

Le evasioni più celebri di Harry Houdini

Evasione Descrizione della sfida
Fuga da manette e prigioni Houdini sfidava le forze di polizia locali a imprigionarlo nelle loro celle con le loro manette, riuscendo sempre a liberarsi.
Camicia di forza sospesa Legato in una camicia di forza, veniva appeso per i piedi a decine di metri di altezza, liberandosi di fronte a folle immense.
Cella della tortura cinese Calato a testa in giù in una cassa di vetro e acciaio piena d’acqua e chiusa a chiave, doveva evadere prima di annegare.
Fuga dal barile sigillato Ammanettato e chiuso in un barile inchiodato, veniva gettato in un fiume o in un lago, da cui doveva riemergere.

Gli esordi: da Erik Weisz a Harry Houdini

Erik Weisz nacque a Budapest nel 1874 ed emigrò da bambino negli Stati Uniti, dove il suo nome fu americanizzato in Ehrich Weiss. Dopo un’infanzia difficile e vari lavori, nel 1891 iniziò la sua carriera di illusionista. La svolta arrivò quando si specializzò nell’escapologia, l’arte della fuga. Fu in questo periodo che adottò il nome di Harry Houdini, in omaggio al mago francese Jean Eugène Robert-Houdin. Divenne rapidamente uno dei prestigiatori più famosi al mondo, capace di liberarsi da catene, manette e prigioni. Più tardi svelò alcuni dei suoi segreti, come la capacità di disarticolare le spalle per liberarsi dalle camicie di forza.

Lo smascheratore di medium e il rapporto con Conan Doyle

Harry Houdini dedicò l’ultima parte della sua carriera al debunking. Dopo la morte della madre nel 1913, cercò disperatamente un contatto con l’aldilà, ma rimase deluso dai medium che incontrava. Iniziò quindi a smascherare pubblicamente i loro trucchi. Questa crociata lo portò alla rottura con il suo amico Sir Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes. Mentre Houdini, come riportato nella sua biografia sull’Encyclopedia Britannica, usava le sue abilità per esporre le frodi, Doyle era un fervente credente nello spiritismo e si convinse che le evasioni di Houdini fossero manifestazioni di poteri soprannaturali, una divergenza che pose fine alla loro amicizia. Nel 1924, Houdini pubblicò il libro A Magician Among the Spirits, un attacco frontale al mondo dei medium.

La leggenda dietro la sua morte

La versione ufficiale sostiene che Houdini sia morto per una peritonite, conseguenza della rottura dell’appendice causata da alcuni pugni all’addome sferrati da uno studente universitario a Montreal. Nonostante la febbre, continuò i suoi spettacoli fino a quando svenne e fu ricoverato. Morì nella notte di Halloween del 1926. La leggenda più diffusa, invece, ritiene che il re dell’illusionismo sia morto durante la sua celebre evasione dalla cella d’acqua.

Il patto con la moglie Bess e l’ultima seduta spiritica

Prima di morire, Houdini ideò un codice segreto di dieci parole, noto solo a lui e alla moglie Beatrice “Bess”. Questo codice sarebbe servito a smascherare qualsiasi medium che avesse falsamente affermato di essere in contatto con il suo spirito. Per dieci anni dopo la sua morte, Bess tenne una seduta spiritica ogni Halloween, ma nessun medium rivelò mai il messaggio corretto. Dopo l’ultima, vana sessione, Beatrice spense la candela che aveva tenuto accesa accanto alla foto del marito e disse: «Dieci anni di attesa sono abbastanza per qualunque uomo».

Fonte immagine: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 21/09/2025

 

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