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Eroica Fenice

Legalizzazione marijuana e cannabis, a che punto siamo in Italia?

Cannabis e marijuana: la situazione italiana

Legalizzazione marijuana e cannabis, a che punto siamo in Italia?

Cannabis e Marijuana?
In Italia?
No! Grazie.
Un po’ come la famiglia di Mulino Bianco del famoso spot degli anni ’90, l’Italia si racconta e dà notizia al resto del mondo che da noi è tutto meraviglioso e VA TUTTO BENE.
Noi stiamo bene così.
Sì, perché ogni mattina facciamo colazione tutti insieme, sorridiamo e la vita va a gonfie vele, come sempre.
Un’immagine consolatoria per i suoi consumatori, che nel frattempo devono fare i conti con la realtà in continua evoluzione.
I media addomesticano le masse italiane praticando la bugia rassicurante che innesca un meccanismo deleterio nella gente: viene a mancare l’interesse a sondare l’ignoto, il coraggio di cambiare rotta e mettere in discussione il proprio castello di certezze fatte di sabbia.
Se volgiamo lo sguardo al resto del mondo, possiamo constatare che da qualche tempo, a differenza dell’Italia, si è dato il via a una progressiva liberalizzazione della cannabis.

Ma cos’è la cannabis? E la marijuana?

La cannabis è una pianta contenente il principio attivo Thc. La differenza fra canapa e marijuana sta proprio nel grado di Thc. La coltivazione di marijuana in Italia è vietata perché ne contiene una percentuale più alta.
La canapa è considerata una delle colture più antiche della civiltà umana e il suo uso si perde nella notte dei tempi, è infatti da sempre impiegata nella medicina naturale.
La cannabis dunque non è altro che una sostanza naturale ed esiste un metro di giudizio nell’assimilarla.
Come per ogni cosa, d’altronde.
Ad esempio, abusare degli spinaci (tra gli alimenti considerati più sani e consigliati in una corretta dieta giornaliera) fa male ai reni perché contengono molti ossalati.
In tutto ci vuole buon senso.
Se siamo d’accordo su questo, varrebbe la pena confrontarsi.

Nella Famiglia di Mulino Bianco, però, va TUTTO BENE, ci si ama sempre come il primo giorno e non c’è motivo di mettere in discussione le proprie certezze.

Legalizzazione marijuana e cannabis in Italia: la fiera dei pregiudizi stagnanti

Il binomio “marijuana Italia” e “cannabis italia” non s’ha da fare!

Lo Stivale sembra avviarsi a cinque anni di divieti sul tema, dettati dalla convivenza fra la Lega e il taciturno M5S, le cui posizioni dichiarate in passato sarebbero state opposte.
Emblema di questa situazione il titolo di un convegno tenutosi quest’estate, “L’erba della morte”, patrocinato dal Comune di centrodestra di Piacenza, con relatori a prevalenza leghisti, in cui si è parlato degli aspetti medici e legislativi della cannabis.
Nell’arco di quest’anno, in Italia, sono stati aperti vari negozi di cannabis legale.
La sua coltivazione della cannabis, però, è consentita con contenuto di Thc massimo pari allo 0.6 %, tale da limitare in maniera quasi totale le proprietà psicoattive.
La legge 242 del 2016 proibisce le importazioni non rientranti nel catalogo europeo e approva la cannabis legale per la coltivazione e la commercializzazione degli alimenti, delle materie prime, dei cosmetici e dei semilavorati per svariati settori industriali o per la bioedilizia.
La circolare emanata dal Ministero dell’Interno, a firma di Matteo Salvini, tuttavia ha lasciato molto perplesse le persone che vogliono investire nel commercio della cannabis legale.
Le sue clausole le manderebbero in galera davvero con poco.
Parliamo di tollerabilità del possesso di cannabis con Thc superiore allo 0.2, entro il limite dello 0.6, valida solo per chi la lavora, e di divieto della coltivazione e della vendita per altri soggetti oltre la soglia dello 0.2.
Del suo uso ricreativo, in Italia, non c’è menzione.

Legalizzazione cannabis Italia, Carlo Giovanardi vs OMS

Nel nostro paese la cannabis è autorizzata solo a scopo terapeutico, dietro prescrizione medica, per la “terapia del dolore” e altri impieghi sanitari.
Purtroppo, però, la coltivazione della cannabis per scopi medici è affidata solamente allo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze e la produzione non è sufficiente a coprire ogni richiesta.
Eppure, sembra che i cannabinoidi abbiano proprietà mediche molto potenti: antinfiammatorie, anticonvulsive, antiossidanti, antiemetiche, antipsicotiche e ansiolitiche.
Così, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità avvia un “processo di revisione critica” del fascicolo dedicato alla cannabis, considerati i suoi effetti positivi, il malumore del luminare del campo, Carlo Giovanardi, raggiunge nuovamente l’apice.
Ricomincia, puntuale, la sua battaglia contro la cannabis, da lui considerata una pericolosa droga da combattere con la repressione e il Consiglio Superiore di Sanità si pronuncia a sfavore della cannabis, ritenendo persino la percentuale di Thc autorizzata, un pericolo per la salute.
Il dibattito sulla questione legalizzazione marijuana e cannabis in Italia rimane così fermo alla superstizione, fedele all’oscurantismo più becero che l’avvolge, degno delle dilaganti teorie complottiste e anti vacciniste degli ultimi anni.
La nostra nazione rimane isolata rispetto al resto del mondo e lontana dalla legalizzazione della marijuana e la gente con difficoltà a prendere sonno magari, in Italia, continua a vedersi costretta a sostituire qualche “tiro” di canna con i farmaci (nel miglior dei casi).
Il ritratto della famiglia di “Mulino Bianco”, nella nostra società, si fa sempre più sgranato al suono delle parole – VA TUTTO BENE – che tuonano immutate come un ritornello grottesco e disturbante.

Nel frattempo “l’erba del vicino è”, davvero, “sempre più verde”.


Legalizzazione marijuana e cannabis in Italia, il parere di Saviano