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Libertà di stampa, Italia al 77° posto evi

Libertà di stampa, Italia al 77° posto

Anche quest’anno Reporters senza frontiere ha compilato un rapporto dei paesi in cui la libertà di stampa è maggiormente tutelata. Le notizie, tuttavia, non sembrano essere buone.

Il rapporto raggruppa i paesi in cinque fasce di colori diversi, dal giallo (paesi in cui la libertà di stampa è garantita) al nero (paesi in cui la libertà di stampa è soffocata, con conseguente controllo di media e giornali da parte di organi governativi). Si viene a sapere così che è la Finlandia il paese in cui la libertà di stampa è più tutelata, mentre il fanalino di coda è rappresentato dalla Corea del nord e dall’Eritrea.

Sotto attacco dalle guerre, dalle crescenti minacce di agenti non statali, da violenze durante manifestazioni e dalla crisi economica, la libertà dei media è in ritirata in tutti e cinque i continenti“. Queste parole delineano una situazione chiaramente drammatica.

Italia e libertà di stampa

Le notizie non sono buone neanche per l’Italia. Il nostro paese scivola dal 74° al 77° posto, trovandosi tra la Moldova e la repubblica del Benin. Reporters senza frontiere afferma che nel nostro paese la libertà di stampa è a repentaglio a causa della criminalità organizzate e delle ingerenze da parte della santa sede. Come se non bastasse, in Italia si contano 421 minacce di morte ai giornalisti. Un dato allarmante, per un paese come il nostro in cui la stampa non dovrebbe essere “soggetta ad autorizzazioni o censure.

Ma andando oltre il caso italiano, i dati che RSF ha comunicato mostrano ancora una volta come il concetto di “libertà di stampa e di pensiero” sia puramente teorico e non pratico. Non ci riferiamo soltanto a quei paesi stretti dalla morsa di regimi totalitari, ma anche a tutti quelli che si definiscono “democratici e civili” che rappresentano  un paradosso, quando tentano di mettere le mani addosso ad uno dei diritti fondamentali per un paese libero: l’informazione libera e priva di censure.

Ciro Gianluigi Barbato

 

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