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Nuovo ISEE: caos nelle università


Centinaia di studenti all’assemblea di Ateneo convocata da associazioni e collettivi studenteschi.

Napoli – Segreterie universitarie strapiene, lunghe file di studenti che sbuffano e imprecano. Sui social network impazzano domande, polemiche, inviti ad agire, informazioni più o meno chiare.

“Io non rinuncio!” denunciano le associazioni universitarie, e i rettori posticipano il termine ultimo per la presentazione del nuovo ISEE e il pagamento delle tasse per l’anno accademico 2014/2015.

Ma cosa sta succedendo? Perché le università sono piombate nel caos? Quali sono i motivi delle proteste studentesche?

Nuovo ISEE, proviamo a fare chiarezza

L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è un indicatore che misura la ricchezza di una famiglia al fine di accedere a servizi, agevolazioni e altre prestazioni sociali erogati dall’INPS o da altri enti come le Università.

Per l’accesso ai servizi di DSU, tra cui le borse di studio, assieme all’ISEE viene valutato il parametro ISPE, relativo alla situazione patrimoniale.

Il calcolo dell’ISEE è stato riformato tramite il dpcm 159/2013, in vigore da gennaio 2015, che prevede: nel calcolo della situazione reddituale, l’introduzione di tutti i redditi esenti IRPEF (di conseguenza anche le borse di studio) e, per quanto riguarda la situazione patrimoniale, la valutazione degli immobili non più ai fini ICI ma ai fini IMU (con conseguente aumento di valore del 66% rispetto al precedente).

Ma cos’è e come si determina adesso questo tanto chiacchierato ISEEU?

L’ISEEU è un ricalcolo dell’ISEE che tiene conto di alcuni criteri previsti per l’Università. Criteri che sono stati modificati dal decreto sia con l’eliminazione della norma che valutava al 50% il reddito per gli studenti con fratelli e/o sorelle, sia con la riconsiderazione dello studente “autonomo”, il quale, per essere considerato tale, deve aver abitato da almeno due anni in un immobile non di proprietà della famiglia e deve avere un reddito lordo da lavoro non inferiore a 6500 euro.

“I dati che abbiamo rivelano una drammatica incidenza del nuovo calcolo sugli studenti che hanno accesso alle prestazioni di DSU” – spiega Lorenzo Bianco di Link durante l’Assemblea di Ateneo convocata dalle associazioni e dai collettivi studenteschi alla Federico II – “Ma la questione riguarda tutti gli studenti, visto che il nuovo ISEE, facendoci risultare più ricchi, determina l’aumento della tassazione, generalmente fasciata in base al reddito”.

Siamo tutti più ricchi?

“In una regione come questa – prosegue Raffaele Giovine, rappresentante nel Consiglio degli Studenti di Ateneo – priva di una reale garanzia di welfare studentesco, con un drastico calo delle immatricolazioni e il trasferimento di massa di tantissimi giovani verso le regioni in cui il livello di diritto allo studio è più avanzato, il nuovo metodo di calcolo dell’ISEE ha escluso moltissimi studenti dalle graduatorie della borsa di studio, limitando di fatto l’accesso o il proseguimento del proprio percorso di formazione.

In Campania – conclude – il diritto allo studio è solo un feticcio: basti pensare che quasi tutto il finanziamento nelle casse delle ADISU per le borse di studio – pari al 90% del totale – deriva dalla tassa regionale sul diritto allo studio.

Tra i partecipanti all’assemblea, diversi studenti denunciano la propria condizione di “idonei non beneficiari”: hanno diritto alla borsa, ma non gli viene elargita per assenza di fondi.

Assieme a “Io non rinuncio”, con la quale gli studenti chiedono l’abolizione dell’ISPE come parametro scisso dall’ISEE per l’accesso ai benefici del DSU e che la soglia ISEE venga rimodulata a livello nazionale alzando il massimale a 23000 (in modo da mantenere una percentuale tra idonei e richiedenti in linea con quella dell’anno scorso), Link ha avviato la campagna regionale “#escileborse”.

Secondo i dati forniti dall’associazione alla Federico II, su un totale di 7.789 partecipanti al bando, gli idonei alla borsa sono 3.259. E, dando uno sguardo alle altre realtà universitarie regionali, il nuovo ISEE ha portato ad una riduzione di circa il 26% delle domande di borsa di studio (erano state 10.575 nell’anno accademico 2014 – 2015) e di quasi il 54% degli aventi diritto (gli idonei lo scorso anno erano stati 7.012).

“Con #escileborse chiediamo una sanatoria che faccia rientrare tutti gli esclusi all’interno delle graduatorie – dichiara Mattia Papa, coordinatore di Link – e rivendichiamo il rifinanziamento della quota complessiva, per garantire la copertura totale delle borse ed evitare che ci siano idonei che restano senza rimborso.”

Maria Laura Amendola & Marcello Affuso