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Eroica Fenice

Un caso troppo complicato

Un caso troppo complicato per l’ispettore Santoni

Un caso troppo complicato per l’ispettore Santoni è il nuovo libro dell’autore Franco Matteucci; si tratta di un romanzo ben intessuto, scorrevole e coinvolgente al tempo stesso.

Un caso troppo complicato per l’ispettore Santoni: una fitta rete di misteri

L’ispettore Marzio Santoni, soprannominato aka il Lupo Bianco” per il suo ineccepibile fiuto, con l’assistente Kristal Beretta indaga sulla morte improvvisa di Ugo Franzelli, l’anziano medico condotto di Valdiluce da qualche anno in pensione. Un uomo misterioso, che custodiva tanti misteri, la cui morte lascia un vero e proprio baratro di interrogativi, menzogne, donne, proibizioni e tanto altro ancora. All’indagine piuttosto difficile si affiancano una serie di elementi concomitanti, che intralciano il lavoro dell’ispettore Santoni.

Un vero e proprio giallo, all’interno del quale confluiscono tanti tasselli pronti a spezzare il filo della narrazione, creando nuovi scenari che, improvvisamente, si ricongiungeranno con i vecchi. Un abile gioco di parole e una narrazione eloquente rendono la storia particolarmente suggestiva.

Un caso troppo complicato per l’ispettore Santoni prospetta un orizzonte piuttosto dettagliato, proprio di un genere letterario ben definito cui esso appartiene, ossia il “giallo”.
L’ispettore Santoni si trova dinnanzi a sé un problema, ossia un omicidio, al quale però si concateneranno tanti altri tasselli apparentemente secondari. Il genere letterario proprio del romanzo giallo propina uno scenario di tipo sì investigativo (nella maggior parte dei casi), ma definibile come “cognitivo”: c’è un crimine, esiste una parte incriminata, un’indagine e uno o più individui sui quali inevitabilmente si sofferma l’attenzione del lettore. Ma, non è detto che proprio tali personaggi siano quelli principali.

Un caso troppo complicato per l’ispettore Santoni si caratterizza per una narrazione che non genera solo emozioni, ma che trasmette delle vere e proprie pulsioni, trasportando la mente in un’altra dimensione.

Un romanzo giallo dallo stile efficacemente suggestivo

Un libro che inevitabilmente incuriosisce e riesce a tenere viva l’attenzione del lettore, con ragionamenti, scenari improvvisi, comparse inaspettate, comportamenti, brandelli di quotidianità, cose materiali ed immateriali.

Tra rivelazioni incrociate e scambi di accuse, l’ispettore Santoni deve fronteggiare un caso terribilmente intricato, in cui ogni ricostruzione è un pasticcio, ogni ingrediente è un indizio.
Oltre all’elemento psicologico tipico del genere, Un caso troppo complicato per l’ispettore Santoni, assume una veste importante anche dal punto di vista prettamente ambientale. La narrazione prende forma in un piccolo paesino toscano, lontano dal caos della vita quotidiana, dalla cosiddetta urbanizzazione che tutto travolge, diramandosi tra boschi e vegetazione, e conquistando il lettore con la vivacità propria del luogo e il comportamento accorto e perspicace dell’ispettore.
Curioso l’atteggiamento dell’ispettore Santoni che è come se mettesse una distanza tra sé ed i propri collaboratori, dando loro del “lei”, nonostante si conoscano e lavorino insieme da tempo. Quell’elemento che potremmo definire prossemica e che probabilmente rientra in una precisa intenzione stilistica dell’autore, non verificandosi nella lettura vera e propria. Non c’è nessuna barriera tra il lettore e il romanzo, anzi.

È proprio come se chi legge entrasse a far parte della storia, di un giallo perfettamente contornato, all’interno del quale è possibile raccogliere frammenti ed indizi sparsi qua e là.

Un romanzo affascinante, in cui l’abile penna di Franco Matteucci accompagna passo dopo passo, senza rivelare troppo, camminando in punta di piedi, come una ballerina che prende lo slancio sulle punte.

Immagine in evidenza: Newton Compton Editore

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