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Eroica Fenice

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Preserva il mare, promuovi la contraccezione!

Cosa può avere a che fare la contraccezione con il mare, e in particolare la pesca? Apparentemente nulla, ma l’associazione umanitaria inglese Blue Ventures, impegnata da anni nella tutela e conservazione delle aree marine e delle attività legate al mare, si è fatta portavoce di un progetto doppiamente importante che lega lo sviluppo alla prevenzione.

Nelle coste sud-occidentali del Madagascar vivono delle popolazioni semi-nomadi che da sempre sono a stretto contatto con il mare, elemento che per loro è divinità, casa e mezzo di sostentamento. La pesca è infatti l’attività principale di queste genti che, per il loro stile di vita totalmente consacrato all’acqua, vengono definite “nomadi del mare”. I “Vezo” hanno avuto in dono dalla natura la grande barriera corallina che si estende da Toliara a Molombe e hanno sempre costruito la loro identità proprio sull’essere “gente dei mare”. Le loro piroghe, da giugno a settembre, solcano il mare seguendo le migrazioni dei pesci, le vele delle loro canoe si trasformano in tende dove sostare la notte, nei loro riti si invocano gli spiriti del mare per propiziare la la pesca e ci si affida a lui per scandire il passaggio dalla vita alla morte.

Negli ultimi anni l’inquinamento del pianeta e il cambiamento climatico, assieme alla devastazione sempre più incontrollata degli ecosistemi marini, stanno rendendo impossibile la vita di molte comunità che basano la loro piccola economia sulle risorse ittiche. Ma questo non è l’unico problema che affligge questo popolo. Infatti, come in molte zone rurali e inurbanizzate Dell’Africa e delle aree a ridosso dell’Oceano Indiano, la crescita demografica sproporzionata costituisce un disequilibrio pericoloso che rischia di creare una frattura tra la necessità della popolazione e le risorse effettive, oltre a far dilagare la piaga delle malattie sessualmente trasmette, che in Africa sono tra le prime cause di morte della popolazione.

Di fronte a queste grandi problematiche di carattere globale, Blue Ventures ha deciso nel 2007 di lanciare la campagna Safidy, che in lingua malgascia significa non a caso “libertà di scegliere” e coinvolge 20.000 persone in circa 50 villaggi costieri. Scegliere, per Safidy, significa infatti decidere di conservare e preservare le risorse marine, ma significa anche decidere di controllare le nascite, decidere quanti figli avere e a quale distanza di tempo. Blue Venture infatti, attraverso la sua opera di tutela dell’ambiente e di ricerca di metodi di pesca sostenibili, può entrare facilmente in contatto con le aree più isolate del Madagascar e sensibilizzare maggiormente la popolazione sulla contraccezione attraverso campagne di promozione.

Secondo la Blue Ventures in soli otto anni l’uso dei contraccettivi tra le donne di Velondriake ha raggiunto oltre il 55%. Una vincita su più fronti quindi, economico, sanitario, ambientale ma anche culturale in quanto l’azione dell’organizzazione ha reso possibile anche una piccola rivincita femminile, in quanto restituisce alle donne il diritto e la facoltà di autodeterminarsi, di scegliere di essere madri e portatrici di messaggi educativi importanti. A questo proposito infatti, molto spesso capita che le donne dei villaggi ricevano i contraccettivi a prezzo di mercato e li rivendano ricavando un piccolo guadagno e diventando esse stesse attiviste promotrici dei diritti e della prevenzione. Alasdair Herris, direttore di Blue Ventures,si batte per la nascita di “comunità costiere sostenibili”, delle vere e proprie aree marine protette a livello locale che possano tutelare l’industria della pesca su piccola scala. L’iniziativa di Herris ha tra le altre cose ottenuto il Skoll Awards for Social Entrepreneurship, maggiore riconoscimento per le imprese impegnate nel sociale. Associazioni come quella di Herris sono preziose in questo moderno calderone globalizzato in cui le piccole economie sembrano destinate a soccombere. C’è bisogno di tornare alle nostre radici, trarre sostentamento dagli elementi naturali senza sfruttarli e, nel caso dei Vezo, è fondamentale non rompere quel cordone ombelicale che li unisce da sempre al mare.

 

 “Preserva il mare, promuovi la contraccezione”

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