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Randagismo: come agire davanti al fenomeno

Con l’avvicinarsi della bella stagione spesso si sente parlare del fenomeno del randagismo e dell’abbandono degli animali. Sull’argomento del randagismo è meglio fare chiarezza perché articolato e gestito dalle varie amministrazioni locali in vario modo.

In ambito nazionale la prevenzione al randagismo è regolamentata dalla legge 281/91 conosciuta come Legge quadro in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo . La legge spiega sostanzialmente che l’azione di prevenzione al fenomeno randagico è un’operazione che deve essere attuata in sinergia tra la Regione e gli enti locali: tutte le componenti dello Stato hanno un proprio ruolo in questa lotta.

All’articolo 3 della suddetta legge vengono spiegate le competenze delle Regioni che hanno il compito di istituire un anagrafe canina presso le ASL, attivarsi per la costruzione o risanamento dei canili e gattili comunali, avviare iniziative di sensibilizzazione presso la popolazione riguardo il fenomeno del randagismo e la salvaguardia del territorio. All’Articolo 4 sono citate le compentenze dei comuni che devono, su impulso della Regione, attivarsi per quanto riguarda le strutture locali per ospitare gli animali rinvenuti sul territorio. Le strutture possono essere tenute in gestione sia direttamente dai sanitari o da associazioni animaliste  e zoofile che si occuperanno oltre che della gestione delle strutture anche delle adozioni e affidamenti degli animali. 

Nella regione Campania è in vigore la Legge Regionale N16 del 24 Novembre 2001 che regolamenta quella che è la salvaguardia degli animali d’affezione e la prevenzione al randagismo, così come indicato dalla sopra citata l281/91. La legge campana oltre ad attuare la legge nazionale e innovarla dove necessario, passando dal tatuaggio al microchip di riconoscimento, all’Articolo 15 cita la figura della guardia zoofila. La guardia zoofila è una figura di volontario che opera a titolo gratuito presso le Asl e in collegamento con le associazioni di volontariato zoofilo.

Dopo aver fatto un excursus sulla normativa in merito al randagismo, diamo un’ occhiata a dei consigli utili.
Cosa fare nel caso avvistassimo un cane randagio? Per prima cosa bisogna stabilire se l’animale è in sicurezza, cioè se è un pericolo per sé o per gli altri, ad esempio se tende a girovagare troppo vicino al ciglio della strada o se da’ segni di pericolosità. Se l’animale non sembra pericoloso o aggressivo potremo avvicinarci, mai direttamente poiché l’animale potrebbe interpretare quest’azione come una minaccia e quindi fuggire o innervosirsi. Una volta avvicinati il più possibile cerchiamo di capire se l’animale ha il collare o una targhetta, in questo caso sarà semplice per chi di dovere risalire al proprietario; se non ne ha probabilmente si tratta proprio di un animale che vive per strada.

Una volta avvicinato l’animale cosa fare? Bisogna chiamare la polizia locale o l’ASl oppure una delle tante associazioni animaliste e zoofile che si trovano sul territorio. In alcuni comuni potrà capitare che, se segnalerete l’animale nel fine settimana, ad esempio il sabato sera, difficilmente chi di dovere potrà agire celermente e la vostra segnalazione potrebbe risultare inutile, in questi casi se i vigili urbani, preposti a passare la chiamata allAsl o all’ospedale veterinario più vicino, fossero impediti al momento rivolgetevi alle associazioni di volontariato.
Se l’animale è ferito? Chiamate immediatamente le autorità e nel caso il vostro veterinario di fiducia che saprà sicuramente consigliarvi su cosa fare con il cane.
Se decideremo di portarlo a casa, ricordiamoci di controllare se ha un tatuaggio o un microchip di riconoscimento, potrebbe trattarsi di un cane smarrito; se non si ha nessun modo di risalire all’eventuale proprietario potrete mettere dei manifesti all’occorrenza in zona. È sempre buona pratica portare l’animale dal veterianrio al più presto, anche se non ha segni evidenti di malattia o sofferenza.

Se si trova un gatto risalire al padrone sarà estremamente complicato, perché non esiste un’ anagrafe per i felini, quindi la miglior cosa da fare sarà sempre affigere dei volantini per segnalare il suo ritrovamento in zona. In linea di massima, essendo il gatto un animale che tende a vagare e ad essere diffidente verso gli umani per natura, se il gatto è addomesticato, si avvicinerà a voi con facilità.
Nel caso troviate dei cuccioli dovrete rivolgervi direttamente all’ASl o al veterinario che sono competenti in materia: i cuccioli sono più delicati degli adulti e hanno bisogno di cure particolari, anche se non presentano sintomi di nessun genere possono avere vermi o parassiti vari.
Queste sono semplicemente le linee guida per agire correttamente nel caso ci si trovi ad avere a che fare con animali randagi o persi e comportarsi nella salvaguardia del loro interesse e delle norme di legge.

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