Reddito di cittadinanza: cos’è e come funziona

Reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza, l’aiuto economico che verrà destinato dal governo a 9 milioni di famiglie italiane in stato di indigenza, prive di reddito o con un reddito troppo basso, è stato al centro del dibattito politico e della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle che alle scorse elezioni del 4 marzo 2018, col 32% dei voti, è divenuto la prima forza politica del paese (e c’è chi addebita proprio alla promessa del reddito di cittadinanza la vittoria del Movimento 5 Stelle, che ha conquistato una schiacciante maggioranza proprio nelle regioni del centro-sud maggiormente colpite dalla piaga della disoccupazione), stringendo un patto di governo con la Lega, capitanata da Matteo Salvini, il partito che, all’interno della coalizione di centro-destra, ha totalizzato il maggior numero di voti (17%).
Ben oltre la campagna elettorale, il leader politico del Movimento 5 Stelle e attuale Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, nonché vicepremier, Luigi Di Maio, definendo il reddito di cittadinanza una necessaria misura di contrasto della povertà, lo ha inserito con priorità tra gli obiettivi del contratto di governo, sottoscritto dai leader delle due forze politiche al governo, e potrebbe forse vedere la luce già nel 2019, contro le previsioni di chi credeva che l’argomento, per mancanza di fondi, non potesse entrare davvero nel dibattito politico e restasse dunque legato alla campagna elettorale e agli slogan di piazza.
Ma vediamo subito di cosa si tratta, a chi spetterà e come funziona il reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza: chi potrà richiederlo e secondo quali criteri?

Il reddito di cittadinanza è una misura economica che cercherà da un lato di sostenere economicamente i nuclei familiari più fragili e vessati dalla povertà, dall’altro di ridare dignità al lavoro e favorire la formazione professionale attraverso corsi professionalizzanti, per combattere l’emarginazione e l’esclusione dei disoccupati e favorirne l’inclusione nel mondo del lavoro. Ma chi potrà beneficiarne?
Secondo i dati ISTAT, si può parlare di povertà in Italia al di sotto dei 780€ al mese di reddito. Tale cifra varia, naturalmente, al variare del numero dei componenti del nucleo familiare e, all’aumentare del numero dei componenti del nucleo familiare -in particolar modo nel caso in cui ci siano minori a carico-, aumenta la cifra sotto la quale si possa parlare di povertà. Il reddito di cittadinanza prevede dunque l’erogazione di un contributo economico tale che ogni famiglia possa raggiungere questa cifra.
Potrà richiederlo qualsiasi maggiorenne, che sia disoccupato o inoccupato, con un reddito mensile inferiore ai 780€, e ciò vale, naturalmente, anche per i pensionati con la minima pensione prevista, per i quali si parlerà dunque di “pensione di cittadinanza”. Ancora, il reddito di cittadinanza verrà in aiuto di quei lavoratori, part-time o full-time, che siano sottopagati, erogando loro la somma sufficiente a raggiungere la cifra di 780€ mensili, e saranno previsti vantaggi per le aziende che decideranno di assumere lavoratori beneficiari del reddito di cittadinanza.
Per ottenere il reddito di cittadinanza, occorrerà essere iscritti ad un Centro per l’impiego e rendersi subito disponibili al lavoro, iniziare un percorso nella ricerca attiva del lavoro e trascorrere un massimo di 8 ore settimanali in lavori socialmente utili, frequentare corsi utili all’ingresso nel mondo del lavoro e ricercarlo attivamente per almeno due ore al giorno. Il beneficiario dovrà inoltre accettare uno dei tre lavori che gli verranno proposti, pena la revoca del beneficio.
Alle obiezioni, mosse dagli avversari politici, circa l’irreperibilità di una cifra sufficiente a finanziare questo ambizioso progetto, Luigi Di Maio replica spiegando che i fondi verranno raccolti a partire dal taglio delle spese della politica, dal gioco d’azzardo, dalle banche, dalle compagnie petrolifere e dal taglio dei finanziamenti statali all’editoria.

Reddito di cittadinanza: in molti paesi è già realtà

Se in Italia il reddito di cittadinanza è un progetto ancora tutto da realizzare, non mancano in Europa paesi in cui esso è già in vigore, funziona ed è un reale sostegno economico alle famiglie più svantaggiate.
In Germania esiste l’Arbeitslosengeld II, un reddito di circa 400€ mensili (o una cifra superiore, in caso di famiglie più numerose o minori a carico), erogato a chi è in cerca di lavoro o ha un salario molto basso, mentre il beneficiario è impegnato nella ricerca attiva di un lavoro.
In Spagna, il reddito di cittadinanza esiste già ma sono le regioni ad occuparsi dell’erogazione e della somma, che varia di regione in regione, in mancanza di una regolamentazione statale in merito.
Nel Regno Unito, l’income support garantisce, in mancanza di reddito o di un reddito adeguato al tenore di vita, una cifra settimanale dalle 58 alle 115 sterline a seconda delle esigenze del richiedente (un single, una coppia adulta o una famiglia).
In Francia è stato istituito il Revenu de solidarité active (RSA), disponibile a determinate condizioni per chi ha almeno 25 anni o per chi, sebbene più giovane, è un genitore single. La cifra di partenza è di circa 400€ ma, anche in questo caso, varia in caso di minori a carico o famiglia più numerosa.
In Danimarca esiste il kontanthjælp, un reddito di cittadinanza che fornisce a chi sia disoccupato o in cerca di lavoro la cifra di partenza, ben superiore a quella fornita negli altri paesi, di circa 1300€, cifra adeguata al costo della vita, a patto che il beneficiario s’impegni attivamente nella ricerca di un lavoro.

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A proposito di Giorgia D'Alessandro

Laureata in Filologia Moderna alla Federico II, docente di Lettere e vera e propria lettrice compulsiva, coltivo da sempre una passione smodata per la parola scritta.

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