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Eroica Fenice

Rovigliano

La perla di Oplonti: lo Scoglio di Rovigliano

Provate ad immaginare un isolotto nel golfo di Napoli, piccolo, meno di 6000 mq, sconosciuto a molti ma pittoresco e con un passato storico da far invidia. Ebbene, questo isolotto non è solo un parto della fantasia ma esiste realmente.

Al confine tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, a meno di 500 metri dalla costa, sorge lo scoglio di Rovigliano, isolotto dal passato notevole quanto dalla rovina attuale. Plinio il Vecchio attesta già in epoca romana l’esistenza sull’isola di un tempio dedicato a Ercole che, secondo la leggenda, creò l’isola staccando la cima del Monte Faito e gettandola in mare. Nel VI secolo d.C. vi furono costruiti una casa e una chiesa da Ernesto Longobardi, ricco cittadino stabiese, che usava l’isolotto come luogo di riposo. Più tardi questi edifici furono trasformati in un monastero usato negli anni da vari ordini religiosi finché nel 1564 per volere del vicerè spagnolo vi fu costruita una torre, esistente ancor oggi, per proteggere la costa da scorrerie dei pirati Saraceni. Nel 1703 fu incorporata in un fortino dotato di trenta batterie. Nel 1799 il fortino fu trasformato in prigione e nel 1861 l’isola passò al Demanio. Nel 1931 fu venduta ad un privato, Antonio Brigante, che tentò, senza successo, di costruirvi un centro turistico, con albergo e ristorante. Da allora tutto giace nell’abbandono più totale anche se le idee per un riutilizzo non mancano.

Il Consorzio di bonifica del Sarno propose già nel 1993 di restaurare gli edifici presenti sullo scoglio di Rovigliano per utilizzarli come stazione di monitoraggio dell’inquinamento delle acque del Sarno la cui foce è antistante l’isolotto che sarebbe così il posto ideale. In alternativa si potrebbe trasformare in un sito turistico dal valore storico indubbio (altrimenti perché sarebbe sotto tutela come bene storico dal 1925?), dato che in pochissimi posti al mondo in così poco spazio si incontrano una tale sovrapposizione di edifici risalenti a diverse epoche e di storie di uomini che spaziano dai pirati barbareschi ai soldati napoleonici, dai monaci medievali agli antichi romani. Inoltre l’isolotto offre una prospettiva rara che altrimenti solo un’escursione in barca può mostrare sul golfo di Napoli. Insomma, l’investimento iniziale sarebbe sicuramente ripagato dal risultato sia che si decidesse per il turismo sia per la stazione di monitoraggio. Putroppo sono solo pensieri sulla carta e, nonostante sia passato molto tempo dai primi progetti per lo scoglio (era il 1993), nulla è stato fatto. Così oggi lo scoglio giace nell’incuria, la torre e gli altri edifici sono a rischio crollo con i soldati rimpiazzati dai gabbiani per presidiare il tutto in attesa di un cambiamento che sembra non arrivare mai da due secoli a questa parte.

 

La perla di Oplonti: lo Scoglio di Rovigliano 

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