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Eroica Fenice

Come ti vinco le elezioni: tra social e polemiche, il caso di Salvini Matteo

L’evoluzione dell’oratoria e della comunicazione politica: dagli anni del fascismo al fenomeno Salvini

L’arte oratoria applicata ai social, l’interessante caso di Salvini Matteo

L’arte del dire, nota con l’espressione latina ars dicendi, è una virtù essenziale per l’uomo politico che, attraverso questa, deve risultare quanto più eloquente e affabile possibile.

Ricordando i tempi antichi, qualsiasi ateniese o romano che avesse una qualche aspirazione politica doveva, per amore o per forza, conoscere i reconditi misteri dell’oratoria. L’incapacità di intrattenere un rapporto diretto e osmotico con la folla era, nella sostanza, preludio di insuccesso politico. Se ciò non bastasse, si pensi alla fortuna che toccò alla Retorica di Aristotele e al De Oratore di Cicerone.

Se dovessimo, per ipotesi, ricercare un’altra età, oltre quell’antica, che ha attribuito tanta importanza all’oratoria e alla capacità di persuadere le masse popolari, saremmo unanimemente d’accordo nel sentenziare che è stata quella novecentesca.

Guardando al territorio italico e tenendo conto dei numerosi accadimenti storici, si comprende bene come la propaganda e la retorica di tipo tradizionale, cioè quella dei comizi pubblici, di fronte alla folla trepidante, sia stata importante. Basti pensare, a tal proposito, alla prorompente e statuaria figura di Mussolini, che si fece immortalare, col piccone fra le mani, mentre dava il via alla realizzazione della Mole Vittoria. Egli, dal balcone di Palazzo Venezia, intrattenne il pubblico, per molti anni, attraverso una oratoria magniloquente. Meglio del Duce fece il poeta-soldato D’Annunzio, di cui si ricorda l’eloquenza dei discorsi nell’ambito dell’Impresa di Fiume.

Identikit di una comunicazione di successo: il caso del sig. Salvini Matteo

Appare abbastanza chiaro che, con l’avvento della televisione, della radio e dei social network, la comunicazione novecentesca ha, oggi, un sapore d’antico. Com’è possibile dunque, in questo scenario, essere buoni comunicatori, conquistare il popolo e far crescere il proprio elettorato?

Un modello efficace è certamente quello del leader leghista, Salvini Matteo, capace di diventare, attraverso la martellante propaganda svolta sul web, il politico più amato dagli italiani. Fondamentale, per la comunicazione politica del vicepremier milanese, è la sua pagina Facebook, dove presta molta attenzione ai propri sostenitori, non soltanto pubblicando video dai contenuti politici e dai titoli provocatori che creano, così, scalpore, ma anche attraverso la condivisione di momenti di vita privata. E se niente viene lasciato al caso, ecco che diventa logico credere che l’utilizzo della felpa anziché della giacca, le continue trasmissioni sui social network e le continue provocazioni lanciate rientrino nella volontà di ottenere quanto più consenso possibile.

Ma è soprattutto il linguaggio del ministro Salvini, sia scritto che orale, che merita una riflessione. Lo scritto è, chiaramente, quello semplificato e informale del web, che tiene alto il grado di confidenza con l’elettorato: abbondano le interiezioni, le ripetizioni delle vocali (GRAZIEEEEEE) e dei punti interrogativi o esclamativi (???). Nel parlato, ancora, si possono individuare alcuni caratteri fissi, come il ripudio del gergo politico in favore di un linguaggio da strada, adatto a qualsiasi persona, dal giovane inesperto all’anziano; l’utilizzo di parole scanzonate, banalizzanti nonché di espressioni dialettali, che danno l’idea di spontaneità e di sincerità; il riferimento frequente ai numeri (es. «i milioni di italiani» o «i milioni di immigrati»); l’uso ricorrente di epiteti offensivi nei confronti degli avversari politici (es. «zecche comuniste»).

C’è poi posto per gli slogan e i luoghi comuni, che vengono assimilati e reiterati dal destinatario: la pacchia è finita, prima gli italiani, a casa loro, il buon senso al governo, stop invasione, buonisti di sinistra ecc.

Alla luce di ciò, che lo si ami o che lo si odi, al sig. Salvini Matteo appare impossibile non riconoscere ottime doti di comunicatore.