The Backgammon player di Lorenzo Rusconi. Recensione

The Backgammon player di Lorenzo Rusconi. Recensione

The Backgammon player, opera prima di Lorenzo Rusconi, fa parte della collana “Frecce” della casa editrice Augh! 

Si tratta di un vero e proprio trattato filosofico, incentrato sul senso della vita, della morte e delle scelte umane, nascosto sotto la forma di un romanzo che si potrebbe definire “di formazione”. Filo conduttore di tutte le 160 pagine è il gioco del Backgammon, che diventa una metafora, tanto potente quanto raffinata, dell’esistenza. Il backgammon è ritenuto il gioco più antico dell’umanità e le sue origini si perdono nei millenni: ci giocavano i Sumeri e i Babilonesi, i Persiani, i Greci e i Romani. Ci giocavano persino i Crociati. E ancora oggi, nel mondo, migliaia di persone si lasciano sedurre dalla tavola del backgammon e dalle sue pedine colorate. Si tratta di un gioco da tavolo per due giocatori, il cui scopo è portare fuori dallo schema di gioco tutte le proprie pedine e, allo stesso tempo, trovare una strategia valida ad ostacolare l’altro giocatore. È, dunque, un passatempo in cui Fortuna e Intelligenza tattica si mescolano, essendo entrambe componenti fondamentali per il raggiungimento dell’obiettivo finale. Da questo punto di vista, dunque, il backgammon è la perfetta metafora della vita, in cui l’esito di una partita non può essere pianificato a priori: la sorte è importante quanto l’ingegno e per vincere è necessario saper sfruttare quanto concesso dal fato e, allo stesso tempo, essere in grado di limitare i danni. Da questo concetto parte Lorenzo Rusconi, che il backgammon lo conosce bene, per raccontare la sua visione della vita.

The Backgammon player: la trama

Ci troviamo in una stanza completamente bianca: pareti, pavimento, tutto immacolato. Nella stanza, una donna, seduta su uno sgabello di legno, anch’esso bianco. Di fronte a lei, un telaio e un uomo. O meglio, un’entità che, in futuro, sarà un uomo. La donna è Cloto, una delle tre Parche, o Moire, le dee che gestiscono il destino degli uomini: secondo la mitologia antica, infatti, Cloto ne tesse la trama, Atropo decide la lunghezza del filo e Lachesi lo taglia quando è giunta l’ora della morte. L’entità che è al cospetto di Cloto, a cui viene subito assegnato un corpo “provvisorio” e il nome di No, si trova lì per decidere come sarà la sua vita. Cloto, infatti, gli spiega subito che la fase di costruzione della trama è quella più importante: quanti più dettagli formeranno il tessuto, tanto più la vita sarà lunga e, in qualche modo, emozionante. Per questo, decide di accompagnare No in un viaggio spazio-temporale attraverso epoche e luoghi differenti, in modo da mostrargli quante più cose possibili del mondo. Elemento onnipresente del viaggio sarà proprio il gioco del backgammon, che guiderà No fino alla fine del suo percorso di formazione e di scelta.

Vivere per giocare e giocare per vivere. La morale filosofica di The Backgammon player

Durante il loro cammino, No e Cloto attraversano realtà diverse: la Grecia dei filosofi, la Roma imperiale, l’India coloniale, l’epoca moderna. Andranno persino in un futuro molto lontano, un tempo distopico caratterizzato dalla “non-vita“. Dovunque si fermeranno, ci saranno persone che lanciano dadi e spostano pedine. Giocano a backgammon ma, allo stesso tempo, imparano qualcosa. Tra i primi personaggi che i due viaggiatori del tempo incontrano c’è Nerone, l’Imperatore che incendiò Roma. Proprio qui, No apprende la sua prima e determinante lezione di vita: libertà non significa poter fare tutto, ma poter scegliere cosa fare tra le cose che sono consentite a tutti. Si è liberi all’interno di un mondo di regole; le regole non sono limiti, ma il quadrato dentro cui è valida la partita che si gioca. Un concetto semplice, in apparenza scontato. Eppure non lo è: gran parte delle guerre, delle distruzioni, che ogni epoca ha vissuto, nascono da un tentativo di uscire fuori dalle regole, scegliendo tra le cose non consentite. Nerone stesso sembra non aver capito in pieno questo concetto e infatti tenta di vivere secondo regole tutte sue, che può fare e disfare a seconda delle situazioni o, semplicemente, del suo capriccio personale. No, invece, farà tesoro del concetto di libertà e, al momento di scegliere, lo farà seguendo questo principio. Il Backgammon diviene il modello da seguire per imparare a vivere secondo le regole del mondo: “il gioco è la vita”, dirà ad un certo punto, “ci saranno alti e bassi”. E come la tavola impone dei limiti ai giocatori, anche la vita lo fa. Il segreto è saperli accettare e renderli punti di forza. Il succo del romanzo di Rusconi è proprio questo: l’autore vuole mostrare al mondo la bellezza di una vita che segue le regole del gioco, una vita in cui la libertà di un giocatore finisce dove comincia quella del suo avversario. In un mondo del genere, che oggi sembra addirittura utopico, persino la solitudine non ha valore. Anzi, non esiste, perché nel gioco non si può mai essere veramente soli e, nel continuo confronto con l’altro, si migliora. Magari non sempre si vince, ma quello che conta è il viaggio, la costruzione. Non la meta. E, se durante il viaggio il Giocatore scopre la parte migliore di se stesso, allora potrà anche provare a migliorare il mondo.

L’autore

Lorenzo Rusconi è nato nel 1974 a Milano, dove è cresciuto ed ha studiato fino alle scuole medie. Dopo il primo anno di liceo ha continuato gli studi all’estero, prima in Svizzera e poi in Inghilterra. Si è laureato in Filosofia alla City University di Londra a fine anni Novanta, periodo in cui ha iniziato a frequentare club e tornei di Backgammon. Attualmente vive tra l’Italia e l’isola di Ibiza.

 

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Fonte immagine: http://www.aughedizioni.it/prodotto/the-backgammon-player/

A proposito di marianna de falco

Marianna è nata ad Avellino 28 anni fa, si è laureata in Filologia Classica. Ama la musica, i cani, il gelato e la scrittura. Ha sempre con sé un taccuino per poter appuntare i suoi pensieri volanti

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