Too Good To Go, l’app contro lo spreco di cibo | Intervista a Martinotti, Head of Marketing

Too Good To Go

Too Good To Go, l’app contro lo spreco alimentare e per l’ambiente. Ne parliamo con Michele Martinotti, Head of Marketing.

«Troppo buono per essere buttato». È questo il motto, tradotto dall’inglese, di Too Good To Go, un’app assolutamente innovativa, che permette di acquistare una MagicBox, cioè un sacchetto contenente alcuni prodotti invenduti del giorno di bar, ristoranti e supermercati a prezzi di favore. La volontà è chiaramente quella di limitare lo spreco alimentare, responsabile – tra le tante cose – dell’8% delle emissioni globali di gas serra che tutti sappiamo essere dannose per il pianeta.

Ad un occhio più superficiale, Too Good To Go potrebbe ricordare una delle tantissime applicazioni, nate negli ultimi anni e sempre più simili fra loro, che permettono di prenotare un tavolo al ristorante, di lasciare recensioni della pizzeria dove si è appena stati o di ricevere ciò che si desidera direttamente a casa. Prestando maggiore attenzione, però, si nota che il meccanismo è piuttosto diverso: ogni attività presenta una fascia oraria, in cui è possibile ritirare quanto acquistato, e un prezzo che quasi mai supera i 5 euro.

Per effettuare un ordine basta localizzarsi sulla mappa, scegliere fra le diverse attività aderenti ed acquistare quanto messo a disposizione. La scatola magica può essere pagata con carta di credito (Mastercard, Visa o Maestro), PayPal o con i servizi Apple Pay e Google Pay e ritirata direttamente in negozio prima dell’orario di chiusura.

Noi di Eroica Fenice, incuriositi da questo brillante progetto, abbiamo contattato Michele Martinotti, Head of Marketing di Too Good To Go Italia, per avere qualche informazione in più.

L’intervista a Martinotti, Head of Marketing di Too Good To Go Italia

Come è nato Too Good To Go?

È un’app nata quattro anni fa in Danimarca da un gruppo di ragazzi. Ciò che li spinse ad elaborare questa idea venne da un hotel in cui alloggiavano, dove videro l’ennesimo buffet buttato alla fine dell’orario della colazione. Quindi si dissero: dovremmo trovare un modo per provare ad aiutare i ristoratori, gli hotel, i supermercati a ridurre questi sprechi assurdi. Da lì la nascita dell’app, che poi hanno messo nelle mani di un management team danese, che a sua volta ha permesso a Too Good To Go di espandersi in 13 paesi dell’Europa, fra cui la Francia, l’Inghilterra, la Germania e infine l’Italia, dove siamo arrivati quest’anno.

In quale misura questo progetto sta contribuendo alla riduzione del fenomeno dello spreco alimentare?

Lo spreco di cibo va letto su diversi livelli: questo, infatti, viene sprecato sia in fase di produzione, sia in fase di vendita al dettaglio, sia a livello domestico. In ogni parte di questa catena del valore c’è un grande spreco. Quello che Too Good To Go fa è agire soprattutto in uno degli ultimi anelli di questa catena del valore, andando ad aiutare i ristoratori a ridurre i propri sprechi alimentari. In concreto – senza stare a parlare di grandi numeri sui quali l’app ha più o meno impatto – possiamo dire che riusciamo in molti casi a ridurre completamente a zero gli sprechi alimentari di questi esercizi commerciali. L’impatto è veramente forte sia a livello aggregato, avendo salvato fino ad oggi circa 27milioni di queste MagicBox in Europa, sia a livello del singolo ristoratore, a cui, in moltissimi casi, permettiamo di chiudere le saracinesche senza gettare alcun prodotto. 

In che modo hanno risposto i consumatori italiani?

In Italia in maniera entusiasta: siamo partiti da Milano, ormai nove mesi fa, e siamo cresciuti tantissimo, arrivando ad oltre 500mila utenti iscritti, che ogni giorno aumentano vistosamente. Ciò è dovuto soprattutto al passaparola: chi compra non è attratto soltanto dall’offerta conveniente, dall’idea di comprare del cibo che mangerà a casa con i propri famigliari, ma anche dalla possibilità di contribuire alla lotta contro gli sprechi alimentari con un piccolo gesto. È un gesto nobile, che diventa quasi un motivo di vanto e che alle persone piace raccontare: questo fortissimo passaparola ci ha sicuramente aiutati tanto!

Come possono fare i proprietari di un’attività per aderire?

I negozianti decidono in base a quanti invenduti in media hanno al giorno. Il modello è quello di offrire all’utente finale queste MagicBox ad un terzo del valore di listino. Ad esempio, comprando una MagicBox del valore di 5 euro troverò, al suo interno, del cibo per un valore di 15 euro. Gran parte del ricavato va naturalmente al negoziante, mentre una piccola commissione va a Too Good To Go, per permetterci di portare avanti il business e di migliorare continuamente il servizio.

Quante città hanno già aderito e quali, a breve, aderiranno?

Ad oggi hanno aderito circa venti città. Fra queste: Milano, Torino, Roma, Napoli, Firenze, Bologna, Trieste, Genova. Poi c’è Prato, Piacenza, Reggio Emilia. La settimana scorsa siamo partiti anche a Palermo. Presto arriveremo anche a Venezia e subito dopo a Bari ma contiamo di coprire comunque tutti i capoluoghi di regione e di provincia. Il singolo ristoratore, se vuole aderire alla applicazione, può contattarci dal sito internet.

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A proposito di Davide Traglia

Davide Traglia. Nato a Formia il 18 maggio 1998, laureato in Lettere Moderne, studente di Filologia Moderna presso l'Università 'Federico II' di Napoli. Scrivo per Eroica Fenice dal 2018. Collaboro/Ho collaborato con testate come Tpi, The Vision, Linkiesta, Youmanist, La Stampa Tuttogreen. TPI, Eroica Fenice e The Vision.

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