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Il Venezuela sull’orlo del baratro evi

Il Venezuela sull’orlo del baratro

Il Venezuela sta attraversando una crisi economica, politica e sociale che potrebbe portare il Paese al collasso.
Da diversi mesi in Venezuela mancano beni di prima necessità, tra cui cibo e medicinali, gli ospedali non sono più nelle condizioni di accogliere pazienti e operare a causa della mancanza d’acqua, la produzione delle fabbriche è ridotta al minimo, la Coca-Cola ha interrotto la produzione per mancanza di zucchero, gli uffici pubblici sono stati chiusi per risparmiare energia elettrica e acqua e i centri commerciali obbligati a blackout programmati mentre le aziende che non producono vengono sequestrate dallo Stato.
Il fondo monetario internazionale ha stimato una recessione del PIL del – 8%, il governo è stato costretto a svalutare la moneta riducendone il valore del 57% e si stima un aumento dei prezzi al consumo del 481%. Infine, lo stesso Venezuela, come riportato da Bloomberg, non ha più i soldi per far stampare la moneta e, secondo il rapporto della Commissione parlamentare, la povertà ha raggiunto il 73%.

Le cause della crisi del Venezuela

Il dissesto economico venezuelano ha radici profonde che devono essere ricercate nelle politiche economiche che hanno portato alla vendita di merci a un prezzo inferiore rispetto ai costi di produzione, in un’economia basata prevalentemente sull’esportazione di petrolio, di cui il Venezuela è ricco, e nella diffusa corruzione. Inoltre El Niño, un fenomeno climatico, ha causato un forte riscaldamento delle acque del Pacifico, con conseguente siccità e malfunzionamento della diga e dunque mancanza di elettricità ed acqua. Infine il crollo del prezzo del petrolio (-37% in due anni) ha immobilizzato l’economia del Venezuela.
I problemi, tuttavia, non sono solo di natura economica ma investono anche la politica e la società. In seguito alle elezioni del dicembre 2015, il partito dell’opposizione ha ottenuto la maggioranza dei seggi in parlamento e sta cercando di indire un referendum per la destituzione di Maduro che intanto afferma di star difendendo il Paese da un attacco militare straniero.
Per far fronte all’emergenza Maduro, leader del Partito Socialista Unito del Venezuela, considerato l’erede di Chavez, ha imposto la chiusura degli uffici pubblici, ha aumentato il prezzo della benzina del 6000%, ha svalutato la moneta e riformato il sistema alimentare modificando i prezzi delle merci. Inoltre, pur di ottenere liquidità, sono stati venduti 1,37 milioni di once di oro e il 13 maggio il presidente ha dichiarato lo stato di emergenza mobilitando l’esercito perché si teme un colpo di Stato.

Ciò che più preoccupa, al di là dei dati economici, è il diffuso malessere sociale che rischia di implodere ancor prima del sistema economico.

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