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Eroica Fenice

#vorreiprendereiltreno

#vorreiprendereiltreno – Tendenza in carrozzina

Di hashtag ne è pieno il mondo, soprattutto nella straordinaria regione dalla bandiera bianca e blu (per i tifosi ed i meno inclini alla metafora, parlo di Facebook, non della Lazio).

Non tutti i cancelletti logorroici riscuotono però lo stesso successo di #vorreiprendereiltreno. Il trend nasce più di un anno fa sulla tastiera di Iacopo Melio.

Poche informazioni su di lui

Iacopo nasce nel 1992 in un paesino a pochi chilometri da Firenze. Studente modello, dopo aver preso il diploma scientifico, si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche, indirizzo ‘Comunicazione, media e giornalismo’. Ama la scrittura, la musica, la fotografia, la filosofia, il sole, la maionese e le persone semplici. Odia il qualunquismo, la superficialità, il razzismo.
Non è nato con la camicia, probabilmente avevano esaurito quelle delle sua taglia. In compenso, è nato con la carrozzina.

Una precisazione: la carrozzina di cui parlo non è figlia della Carrozza di cui parlerò

Se non ci credete, analizzate bene i possibili legami tra una sedia a rotelle ed un ex Ministro dell’Istruzione. Converrete con me che non ce ne sono affatto.
A sottolinearlo è stata la donna stessa, Maria Chiara Carrozza, che in un post su Facebook confessa ai suoi lettori di prendere il treno, proprio come tutti gli altri cittadini.
Ma si sa, Facebook tiene le finestre ben chiuse e le parole non se le porta via il vento. Rimangono ben visibili, fin troppo visibili.
Così, quel post ‘acchiappalike’ dell’ex ministro, appare anche sulla home page di Iacopo Melio ed in un baleno nasce la risposta del ragazzo.
Insomma, se lei sosteneva di prendere il treno come tutti i cittadini, o i suoi conti erano sbagliati o Iacopo non poteva essere considerato al pari di un cittadino. Qual che sia la risposta da scegliere, la situazione rimaneva la medesima: Iacopo non poteva prendere il treno.
Così, quasi scherzosamente, il ragazzo pubblica un post sul suo profilo, rivendicando il diritto ad incontrare tra i sedili scomodi e le stazioni affollate, l’anima gemella. E se anche non fosse stata proprio una gemella ma almeno una sorella, una cugina, una nipote, sarebbe andata bene comunque.

Così nasce, tra mi piace, condividi e retweet, #Vorreiprendereiltreno

È da quel post, e da un seguente articolo, che prende vita quella che ad oggi è diventata una vera e propria associazione ONLUS (cliccare qui per contribuire all’iniziativa). In breve tempo le parole di Iacopo sono riuscite ad attirare l’attenzione non sono di concittadini ma anche di residenti all’estero, guadagnando l’interesse della BBC e AlJazeera. Una risposta è arrivata anche dalle Ferrovie dello Stato che hanno mostrato il loro sostegno a Iacopo e agli altri attivisti.

Ovviamente la strada è lunga e difficile da percorrere, ma l’associazione non ha intenzione di rinunciare alla sua battaglia, ossia quella di permettere a chiunque di prendere un mezzo di trasporto pubblico senza che ciò debba rappresentare un’impresa o un’utopia. In molti casi, infatti, decidere di salire sul treno presuppone l’invio di una vera e propria richiesta 24h prima dell’orario di partenza desiderato, e la ricerca di stazioni adibite allo scopo.
L’iniziativa, inoltre, ha fatto emergere le mille difficoltà ‘architettoniche’ che si presentano a tutti i nati comodi nel percorrere stradine ricche di scalinate o entrare in edifici sprovvisti di rampe per disabili.
Potersi spostare facilmente significa avere il diritto di andare a lavoro, recarsi a scuola, visitare luoghi sconosciuti. Viaggiare significa essere padroni della propria vita, del proprio corpo, avere la possibilità di svegliarsi sotto le nuvole di fumo di una città industriale o addormentarsi all’ombra di un albero o in riva ad un fiume. Viaggiare significa avere il diritto di sognare.
Fin quando questo diritto non gli sarà garantito, loro continueranno a vivere in un paradosso e a sognare il diritto di viaggiare.

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