Il Natale è finalmente alle porte, con le sue rituali promesse di shopping sfrenato, regali, atmosfere suggestive che ci restituiscono l’infanzia e, ovviamente, tanto buon cibo. Questa festività è ogni anno sinonimo di rinnovato buonumore, di condivisione e di nuovi propositi in cui riporre fiducia.
Il Natale è anche il momento ideale per le tradizioni da rispolverare. E quale tradizione è più piacevole da riscoprire se non quella che si porta a tavola? Ogni regione custodisce i suoi sapori, ricette che si tramandano di generazione in generazione e che rappresentano il cuore delle celebrazioni.
Indice dei contenuti
Le nostre proposte per il menu di Natale
Abbiamo selezionato cinque portate che rappresentano un viaggio gastronomico attraverso l’Italia, perfette per arricchire le tavole durante le feste.
| Piatto natalizio | Caratteristiche e regione |
|---|---|
| Minestra maritata | Primo piatto ricco di carne e verdure – Tradizione campana |
| Insalata di rinforzo | Contorno agrodolce a base di cavolfiore – Tradizione campana |
| Cappelletti in brodo | Primo piatto di pasta fresca ripiena – Tradizione emiliano-romagnola |
| Panettone | Dolce lievitato simbolo del Natale – Tradizione lombarda |
| Cotechino con lenticchie | Secondo piatto beneaugurante – Tradizione emiliana |
1. La minestra maritata
Il primo dei nostri 5 piatti di Natale è tipicamente napoletano. La minestra maritata è una ricetta antichissima della cucina popolare partenopea. Il nome deriva dal fatto che carne e verdure si “maritano” in un equilibrio impeccabile e saporito, garantito dal brodo.
La preparazione della minestra, infatti, comincia dal brodo: in una pentola capiente si versa acqua, una cipolla tagliata, una costa di sedano, un pizzico di sale e olio extravergine d’oliva. Si aggiungono le carni necessarie a renderla così saporita, cioè carne di manzo, gallina o pollo e salsicce di maiale. Le salsicce piccanti, le cosiddette nnoglie, risultano ideali per insaporire la minestra. Le carni vanno prima cotte separatamente, per tipi. Il brodo di carne sarà pronto dopo circa un’ora, ma più tempo richiede la preparazione delle verdure, che consistono in scarole, cime di rapa, broccoli, verza, cicoria, e quindi si consiglia di cominciare a cucinarle il giorno prima.
Come si cucinano le verdure?
Lavandole, pulendole e lessandole separatamente per rispettare i diversi tempi di cottura, poi aggiungendole al brodo di carne. Si riprende la cottura per stufare le carni sommerse dalle verdure, fino a quando non saranno tenere, a coperchio chiuso. La minestra è pronta per essere gustata, in accompagnamento a dei crostini di pane raffermo o a del pane cafone.
2. L’insalata di rinforzo
Il secondo piatto che presentiamo fa parte ancora della tradizione napoletana: è la celebre insalata di rinforzo, che rende di nuovo protagoniste le verdure. In particolare, si prepara con un cavolfiore lessato ma ancora croccante, olive nere di Gaeta, acciughe sotto sale, cetriolini sott’aceto, capperi e le immancabili papaccelle, peperoni tondi e dolci conservati sott’aceto, tipici della cucina campana. Questa combinazione viene condita con olio extravergine d’oliva, aceto e sale.
Perché viene chiamata proprio “insalata di rinforzo”?
Le ipotesi a riguardo sono più di una. Una sostiene che il termine “rinforzo” faccia riferimento all’aceto, che ne “rinforza” il sapore. Un’altra, invece, ricorda che il cenone della Vigilia, per il quale l’insalata veniva tradizionalmente preparata, era in origine di magro, a base di pesce, e questa pietanza serviva a “rinforzare” un pasto altrimenti leggero.
3. I cappelletti romagnoli
Per il terzo piatto ci spostiamo in Emilia Romagna, dove uno dei pezzi forti della cucina natalizia è rappresentato dai cappelletti romagnoli in brodo. Un piatto caldo, avvolgente e tutto artigianale, servito tradizionalmente in un brodo di cappone ricco e saporito.
La preparazione dei cappelletti comprende i seguenti ingredienti: farina, uova, petto di cappone o maiale, ricotta, formaggio tenero tipo “casatella” o stracchino, burro, parmigiano reggiano e una scorza di limone grattugiata. Strumenti di cui non si può fare a meno sono il tritacarne, il matterello e il tagliapasta. Si macina la carne già cotta e si ripone da parte, in una terrina, mescolandola con i formaggi, il parmigiano, un tocco di noce moscata e la scorza di limone. Nel frattempo si passa alla preparazione della sfoglia. Si dispone la farina a fontana su una spianatoia e al centro di essa si rompono le uova.
Solo in seguito, si impasta energicamente la farina con le uova e un pizzico di sale. Stendere con il matterello una pasta sottile e poi ricavarvi, con l’aiuto del tagliapasta, dei quadretti di circa 3-4 cm per lato. Adesso si può posizionare una piccola noce di ripieno al centro di ogni quadrato, per poi piegarli a triangolo e unire le due estremità attorno al dito. A questo punto, dopo aver dato la caratteristica forma, i cappelletti saranno pronti per una cottura nel brodo bollente.
4. Il panettone
Il quarto piatto scelto ci fa approdare nel mondo dei più golosi. E se quest’anno il panettone, invece di comprarlo, lo realizzassimo noi? Al di là della ormai iconica disputa “con o senza canditi?”, esso resta emblema indiscusso della tradizione natalizia, con le sue origini che affondano nella Milano sforzesca.
Per la sua realizzazione sono necessari: farina di forza, burro di alta qualità, zucchero, canditi misti (arancia e cedro), uvetta, miele, lievito di birra, lievito madre, diversi tuorli d’uovo, sale e vaniglia in bacca.
In una ciotola si inseriscono farina e zucchero. Nel frattempo, si scioglie in un’impastatrice il lievito madre con dell’acqua e si aggiungono farina, zucchero e lievito di birra. Si comincia ad impastare: aggiungere un tuorlo, altro zucchero, e impastare ancora. Si prosegue in fasi successive, continuando ad aggiungere tuorli e zucchero. Aggiungere pezzetti di burro morbido e versare l’impasto in un contenitore, unto di burro. L’impasto dovrà crescere fino a triplicare il suo volume. A questo punto bisognerà aggiungervi altro zucchero, farina, acqua e per ultimo il miele.
Amalgamare il tutto e aggiungere canditi, uvetta e i semi di vaniglia. L’impasto, ora ultimato, dovrà riposare per circa mezz’ora. Lo si divida a metà (per due panettoni da 1kg) e si proceda con la “pirlatura”, ovvero la formazione di una palla liscia.
I panetti vanno inseriti negli appositi stampi di carta e lasciati lievitare fino a quando l’impasto non raggiunge il bordo. Dopo circa 6-8 ore, incidere la superficie a croce e inserire una noce di burro. Infornarli per circa 50 minuti a circa 170 gradi. Una volta estratti dal forno, basterà infilzarli alla base con due ferri da calza e lasciarli raffreddare a testa in giù per una notte intera.
Il panettone è servito!
5. Il cotechino con le lenticchie
Per l’ultima ricetta, ci buttiamo su un classico che, come vuole la tradizione, dovrebbe fungere da portafortuna per l’anno nuovo. Ci riferiamo al tradizionalissimo cotechino con le lenticchie, anch’esso nato come piatto povero all’interno della cucina popolare emiliana, in particolare di Modena, patria del Cotechino Modena IGP.
La ricetta qui indicata è adatta a 4 persone. Si richiedono: 1 cotechino da 600 grammi, 400 g di lenticchie secche, 1 cipolla, 2 coste di sedano, 1 carota, 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva e 20 grammi di burro.
Ci si munisce di due pentole: in una si immerge il cotechino in acqua fredda, che dovrà cuocere a fuoco lento per circa due ore; nell’altra si prepara un soffritto con cipolla, sedano e carota tritati, olio e burro. Si aggiungono le lenticchie (precedentemente ammollate se necessario) e si copre con brodo o acqua, lasciando cuocere per circa 40 minuti. Una volta cotto, il cotechino andrà sgocciolato, spellato e tagliato a fette spesse.
A questo punto, la pietanza è conclusa: basterà servire le fette di cotechino su un letto di lenticchie ancora bollenti.
Questi 5 piatti di Natale possono insaporire le nostre tavolate, 5 tradizioni da servire con amore e originalità per godere appieno del Natale, per eccellenza la festività della condivisione, dell’amore e del buon cibo!
Fonte immagine: Pexel
Articolo aggiornato il: 29/10/2025

