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Da una lite al tribunale: l'odore di frittura diventa reato

Da una lite al tribunale: l’odore di frittura diventa reato

Fa ingrassare, intasa le arterie e potrebbe portarvi in cassazione! L’odore di frittura non è più da sottovalutare dopo la sentenza della Corte di Cassazione riguardo le cosiddette “molestie olfattive”. Crescono le proteste nei condomini.

Da una lite al tribunale, causa odore di frittura

Il fatto risale a pochi giorni fa, quando con la sentenza 14467/2017 la Corte di Cassazione ha condannato per la prima volta una coppia di coniugi con l’accusa di molestie olfattive. Il reato è inquadrato nel “getto pericoloso di cose”, punito all’articolo 674 del codice penale. Odori che invadono cortile e scale di abitazioni comuni non sono esclusi.

È toccato ad una coppia di Monfalcone, in provincia di Gorizia. I settantottenni sono stati accusati per l’emissione di fumi, odori e rumori molesti. La causa di questi disagi era una foratura nella canna fumaria che, insieme agli odori, trasmetteva anche i discorsi quotidiani.

Fori o lesioni alla canna fumaria non sono da sottovalutare! Le liti che nascono per questo motivo sono tantissime, un milione di cause ogni anno. Il risarcimento si aggira tra i 1.000 e i 1.500 euro se riguarda le abitazioni. Se si tratta di ristoranti che non sono a norma la situazione si aggrava.

Secondo l’avvocato Matteo Santini, consigliere dell’ordine di Roma ed esperto in diritto condominiale, alla base di queste liti ci sarebbe un problema culturale. Le lamentele nascono quando siamo invasi non dall’odore della pasta al pomodoro ma da quello del curry o dell’aglio. E risultano dunque inevitabili dal momento che molto spesso in uno stesso palazzo abitano persone di diversa etnia.

Ma di qualsiasi etnia si tratti, il fritto è comune denominatore

Seppur con modalità e ingredienti diversi la frittura accomuna ogni paese. È un metodo di cottura noto fin dall’antichità. 

Il fritto Giapponese si chiama tempura. È una tecnica occidentale portata dai coloni portoghesi che in tempo di quaresima friggevano in questo modo verdura e pesce. Nella tempura giapponese la frittura è definita leggera per lo shock termico che si crea tra la pastella freddissima e l’olio bollente.

In India la pastella per il fritto è preparata con la farina di ceci. Pakora, samosa, falafel: questi sono i piatti più noti. Il sapore è decisamente speziato.

Da non dimenticare il grade fritto alla romana, tipico della vigilia di Natale, occasione per cui viene servita la frittura di ogni portata: dalle verdure, al pesce, al dessert.

E infine abbiamo il fish and chips irlandese. Ormai è diffuso ovunque, soprattutto nel mondo anglosassone. In Irlanda però la particolarità è la preparazione della pastella con l’immancabile birra.

Il fritto è da condannare del tutto? Temperatura, materia e quantità: i fattori per un buon fritto

Ogni cibo ha la sua temperatura: 160°C per verdure e carne, 170°C per pesce e dolci, 180°C per patatine e crocchette. Dunque la scelta avviene a seconda della dimensione. I cibi fritti vanno disposti su carta assorbente prima di essere serviti.

Il secondo consiglio è usare molto olio. In questo modo si forma sul cibo una crosticina croccante che forma un guscio e non permette al cibo di assorbire l’olio. Per la buona riuscita bisogna friggere pochi pezzi alla volta; il contrario farebbe anche abbassare bruscamente la temperatura. La padella ideale è il wok, la classica pentola cinese semisferica.

Non riutilizzare l’olio! In questo modo favoriamo la formazione di sostanze tossiche per il fegato, soprattutto se lasciamo raffreddare l’olio per poi riscaldarlo di nuovo.

Gli oli migliori per friggere sono d’oliva e d’arachidi. Anche quello di sesamo è ottimo,15 ma più raro e costoso. Da evitare l’olio di girasole molto sensibile al calore e gli oli di semi vari di cui non si conosce la composizione.

In fin dei conti la frittura non va condannata ma, considerato l’alto apporto di grassi inevitabile con questo tipo di cottura, è consigliato non esagerare. Sarebbe meglio preferire il tipo di cottura in relazione al nostro stile di vita prevalentemente sedentario. E consigliamo soprattutto di fare attenzione alla canna fumaria!