Inner sun, connettersi col sole per raggiungere nuovi livelli di consapevolezza

Inner sun è una pratica meditativa nata — così come insegnata negli ultimi anni — nel 2006. Il suo nome significa letteralmente “sole interiore”, e lo scopo del suo processo è quello di consentire a chi lo compie di vedere le cose “dal punto di vista del sole” e sperimentare così uno stato di felicità definito esistenziale.

Daniel Lumera — esperto di legame tra luce, salute ed evoluzione della coscienza — descrive questa tecnica nel suo testo Il codice della luce. Inner sun è un modo per entrare in connessione con la propria coscienza, allontanandosi da una visione rigida delle cose, per abbracciare un nuovo metodo di osservazione che vede l’uomo come parte di un insieme più grande da poter guardare attraverso una prospettiva “esterna”.

Guardare le cose dal punto di vista del sole è un’espressione che appare immediatamente più comprensibile se si immagina di allontanarsi sempre di più dalla propria prospettiva, come se ci si stesse dirigendo — con la propria coscienza (e vista) — nella direzione del Sole. Ci si allontana gradualmente dalla polarità giusto-sbagliato, bello-brutto, coerente-incoerente. In quel punto problemi grandi diventano problemi piccoli, punti di vista che potevano apparire gli unici diventano solo uno tra i milioni, comprese quelle convinzioni per le quali magari si potrebbe essere disposti a dare la vita, materialmente o inconsciamente.

Come si mette in pratica Inner sun 

Lo svolgimento vero e proprio della pratica viene diviso con una semplificazione in tre fasi. La prima fase consiste nel prendere in considerazione un problema e analizzare pensieri, emozioni e sensazioni connesse ad esso.

Nella seconda fase si stimola il cervello e il sistema nervoso tramite la luce per poter espandere la propria percezione ‘fino al Sole’, fondendo in qualche modo la percezione del sole interiore con quello esteriore, per ottenere il punto di vista del sole.

Nella terza fase ci si spinge verso l’osservazione di qualsiasi cosa da questo nuovo punto di vista, momento che si ripete fino a quando la persona non riesca ad avere un cambio di percezione netto rispetto al problema di riferimento.

Una volta completata la pratica e ottenuto il distacco necessario per poter osservare lo stesso punto riuscendone ad assaporare nuove e molteplici sfumature, allora è possibile andare avanti e svolgere lo stesso procedimento con altro.

Il momento chiave della pratica è il ricevimento delle informazioni luminose necessarie alla propria evoluzione. Una persona che — seduta o sdraiata ad occhi chiusi — procede con questa pratica può vivere questo momento mediante percezioni visive o sensazioni fisiche, mediante immagini o sensazioni, in un’esperienza del tutto personale.

Secondo la testimonianza di Daniel Lumera, le persone che hanno sperimentato Inner sun hanno affermato di aver vissuto un passaggio graduale rispetto alla percezione della propria persona. Si parte dal “sentirsi donna/uomo”, al “sentirsi umano”, fino a “sentirsi essere” e “sentirsi”. Tali percezioni rispecchiano un percorso di ricongiunzione con un sistema naturale che in realtà non è mai stato realmente diviso.

«Arrivati a questo punto Giulia smise di considerarsi viva per trasformarsi in vita».

Il rapporto con le informazioni luminose che avviene attraverso questa pratica ha lo scopo non solo di conoscere meglio l’ambiente esterno ma permette di conoscere meglio anche se stessi, con il raggiungimento di sempre più profondi livelli di consapevolezza.

«La felicità che si prova quando la propria coscienza sperimenta l’unità del piano solare, non ha niente a che fare con la felicità comunemente intesa perché è una felicità esistenziale e non dipende da altro che dal fatto di esistere».

Fonte immagine; Pixabay

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