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Divinità femminili, perché sono considerate distruttrici?

Divinità femminili

Le divinità femminili sono dee che, nelle varie religioni esistenti, rappresentano diversi o più elementi fondatori delle dottrine stesse. Il binomio in cui, in molte ideologie, viene accostato la creazione e la distruzione è una riflessione che andremo meglio ad indagare oggi.

È da premettere che non in tutte le religioni le divinità femminili occupano figure importanti e centrali (come quelle maschili), questo implica il non avere un ruolo nella preghiera o nell’adorazione in generale. Al contrario di ciò, esistono anche alcune dottrine che si basano su un culto prettamente femminile, come lo Shaktismo, una corrente dell’induismo che adora la Mahādevī (“Grande Dea”) in ogni sua forma. Alcuni studiosi moderni del Matriarcato, hanno ipotizzato che la prima dea, tra le religioni monoteistiche, è stata la Grande Dea Madre, identificata come una versione precedente del Dio maschile di Abramo. Nelle religioni politeiste, invece, vengono adorate molte più divinità femminili.

Quali sono le divinità femminili considerate distruttrici?

Hathor

La prima tra le divinità femminili da menzionare è la dea egizia Hathor, spesso rappresentata con un disco solare sul capo, associato all’idea di positività e calore materno. Infatti, questa dea rappresenta la musica, la gioia e l’amore, protettrice delle partorienti e della terra, ma non solo. La dea Hathor aveva anche una natura distruttrice, riportata sotto la forma e il nome di Sekhmet, la cui sete di sangue indomabile la porta a voler distruggere l’umanità. La dea Sekhmet era, quindi, l’altro lato della medaglia (rappresentato da Hathor) e adorata in quanto dea della guerra e delle epidemie.

Ishtar

Altra dea che racchiude in sé la combinazione creazione, protezione e distruzione è Ishtar. Appartenente alle divinità femminili dell’antica epoca babilonese, a lei era dedicata una delle otto porte di Babilonia. Ishtar rappresenta insieme amore, fertilità, erotismo ma anche guerra e tempesta.

Era

Spostandoci all’antica Grecia, va ricordata Era, dea del matrimonio, della fedeltà e del parto, moglie di Zeus. Nei miti, la sovrana dell’Olimpo viene immortalata come una donna gelosa e iraconda, riversando la sua vendetta non contro il marito stesso, ma accanendosi contro le malcapitate tratte in inganno da Zeus.

Inanna ed Ereshkigal

Nella cultura sumera, dell’antica civiltà mesopotamica, il binomio era rappresentato da due sorelle:

  • la dea Inanna, che rappresentava la parte benevola, regina dei cieli e della terra, guaritrice e artista;
  • la sorella, la dea Ereshkigal, che simboleggia l’oscurità. Il suo nome si traduce con “signora del luogo inferiore”.

Lilith

Chiudiamo la lista con Lilith, che rappresenta l’alternativa demoniaca alla seconda donna creata, Eva. Considerata la prima donna di Adamo, viene esiliata per aver richiesto d’essere uguale all’uomo che le era accanto e per questo poi maledetta. In seguito, verrà accostata alla figura di Samael-Lucifero, signore degli angeli caduti.

Queste divinità femminili sono un piccolo esempio ripreso a dimostrazione di quanto la dualità di amore-odio, creazione-distruzione, fosse associabile alle donne. In conclusione, la dualità potrebbe essere dovuta alla presenza di un inconscio collettivo femminile sofferente e queste divinità femminili ne rappresentano quindi la manifestazione. Oppure, un’ipotesi potrebbe essere basata sul fatto che la rappresentazione delle dee furiose provenga dalla storia dell’incessante martoriamento della figura femminile che si è protratta nei secoli. Alle donne sconfitte, reduci dalla perdita di ogni umanità, viene accostata una dea che rappresenta il suo lato più recondito, desideroso di rivalsa e di vendetta, di distruzione e quindi creazione.

Fonte immagine: Wikipedia

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A proposito di Turco Rosa

Studentessa di lingue e culture comparate presso l'Orientale di Napoli, con una grande passione verso la lingua e la cultura giapponese. Maratoneta di serie tv e film di ogni genere, amante dell'arte cinematografica in ogni sua parte. Con esperienza quinquennale nell'ambito della vendita e assistenza telefonica. Il suo sogno nel cassetto è di diventare un traduttrice e giornalista letteraria.

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