Lo scenario audiovisivo è entrato effettivamente in una fase di evoluzione radicale, dove la capacità di formare reti audiovisive che vanno al di là dei confini nazionali non rappresenta solo una scelta, ma una necessità irrinunciabile per favorire lo sviluppo della produzione. Questa è la tappa che è stata analizzata a Roma presso la sede di Roma Lazio Film Commission, dove le diverse istituzioni audiovisive si sono riunite per affrontare un dibattito sulle potenzialità di co-produzioni internazionali. Il convegno, introdotto dagli interventi di Lorenza Lei, ha sottolineato la rilevanza strategica dell’Italia non solo come set straordinario ma come partner nel costruire un nuovo scenario più integrativo europeo.
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Le nuove sfide per le co-produzioni cinematografiche
Uno dei temi centrali emersi durante il meeting è stato quello dell’evoluzione dello scenario legislativo che regola il mercato globale. In questo senso, l’intervento di Maya Cappello dell’Osservatorio Europeo dell’Audiovisivo ha messo in luce come la nuova Convenzione del 2017 abbia di fatto semplificato le procedure burocratiche, riducendo il cosiddetto “red tape” e aprendo le porte anche a mercati extra-europei. Un passaggio che va considerato fondamentale, in questa direzione, è la recente firma della convenzione dedicata alle serie televisive, un accordo che ha visto l’Italia tra i primi nove paesi firmatari, assieme alla Francia. Questo strumento mira infatti ad estendere i modelli di co-produzione cinematografica anche al settore della serialità, garantendo così ai produttori indipendenti non solo una tutela cruciale nella gestione dei diritti, ma anche una via d’accesso preferenziale ai finanziamenti pubblici, sia europei che nazionali.
A rafforzare questa prospettiva è intervenuto Giorgio Carlo Brugnoni, Direttore Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, il quale ha precisato che il supporto pubblico italiano è orientato prima di tutto a difendere la diversità culturale e l’indipendenza dei produttori. In questo senso, ha sottolineato come co-produrre non significhi soltanto sommare risorse finanziarie, ma piuttosto attivare uno scambio di talenti e manodopera in grado di arricchire la qualità artistica delle opere. A conferma dell’impegno del Ministero va del resto menzionata l’attività dei fondi bilaterali, come quello storico con la Francia del 1949, che non solo continuano a rappresentare un modello di successo per la circolazione dei film, ma che vedranno presto importanti novità a livello intergovernativo.
Sintesi dei fondi e delle convenzioni internazionali
| Fondo / Convenzione | Caratteristiche principali |
|---|---|
| Convenzione 2017 | Riduzione burocrazia (red tape) e apertura a mercati extra-europei. |
| Convenzione Serie TV | Estensione del modello cinematografico alla serialità; tutela dei diritti per indipendenti. |
| Eurimages | Budget annuo di 28 milioni di euro; focus su opere prime e seconde (50%). |
| Lazio Cinema International | Sostegno regionale per produzioni internazionali e nuovi talenti. |
Il ruolo di Eurimages e del territorio
Sui sostegni concreti è intervenuto Enrico Vannucci, mettendo in luce l’operato di Eurimages. Si tratta di un fondo che investe annualmente circa 28 milioni di euro nelle collaborazioni transfrontaliere e, va detto, quasi il 50% dei progetti sostenuti riguarda opere prime o seconde di registi europei. Per accedere a queste risorse, tuttavia, è necessario che il progetto si mostri già ben consolidato sul piano nazionale, avendo ottenuto una copertura finanziaria minima del 50% in ogni paese coinvolto.
A questo sistema di aiuti si affianca poi l’azione regionale della Roma Lazio Film Commission, la quale, attraverso fondi come “Lazio Cinema International“, continua a investire milioni di euro destinati a formare il futuro delle produzioni e ad accogliere nuovi talenti, come quelli provenienti da scuole d’eccellenza quali la Volonté e la Bogni.
Creatività e identità culturale nel cinema globale
Il dibattito è poi proseguito con l’intervento di Francesco Martinotti, presidente dell’ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici), il quale ha spostato l’attenzione sul ruolo cruciale giocato dalla creatività degli autori nel processo di creazione cinematografica. Martinotti ha infatti insistito sulla necessità di un maggiore supporto alle fasi di sviluppo e di scrittura, auspicando che le co-produzioni non si riducano a un mero strumento finanziario ma che rimangano invece un terreno fertile per lo scambio creativo.
A chiudere l’incontro è stata la testimonianza diretta del regista Giacomo Abbruzzese, che ha ricordato come dietro ogni accordo di natura tecnica debba sempre esserci una solida coerenza narrativa. A suo dire, la vera sfida per i prossimi anni sarà proprio quella di riuscire ad armonizzare le regole europee senza però soffocare la “follia creativa” degli artisti. L’obiettivo è far sì che i film possano viaggiare nelle sale e sulle piattaforme globali, ma senza per questo perdere la propria specifica identità culturale.
Fonte immagine: archivio personale

