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Oblivion – Fiera del libro e dell’irrazionale a Roma

banner di oblivion

 Il 22 e 23 febbraio a Roma, nella Città dell’Altra Economia (quartiere Testaccio), si è tenuta la prima edizione di Oblivion: la fiera del libro, del fumetto e dell’irrazionale.

Una nuova fiera del libro

Questa nuova iniziativa culturale, a ingresso gratuito, sarà sicuramente stata apprezzata dagli amanti della narrativa fantastica, dell’horror, del weird, del fumetto gore, tutto ciò che va fuori dagli schemi. L’evento Oblivion nasce dalla passione dell’omonimo collettivo indipendente, grazie anche alla collaborazione del Comune di Roma, dell’Assessorato alla Cultura e del I Municipio. 

La manifestazione ha visto la presenza di 40 editori indipendenti, dei quali era possibile acquistare numerosi titoli dei loro cataloghi, tra cui le uscite più recenti. Un’occasione per ampliare la propria collezione, scoprendo anche nuove opere e case editrici. Tra le più interessanti era possibile trovare vi segnaliamo: D Editore, Future Fiction, Mercurio, Moscabianca Edizioni, Pidgin, Safarà e Zona42. 

Foto degli stand in fiera
Foto degli stand in fiera
Foto degli stand in fiera
Foto degli stand in fiera

Il programma di Obliovion

Oblivion si è proposto anche come occasione di incontro e confronto per gli appassionati della narrativa di genere alternativa. Nelle due giornate è stato infatti possibile seguire numerosi panel, a cui erano presenti molti autori e autrici per confrontarsi su svariati temi. Grazie anche alla formula di incontro partecipativa che non prevede lo stile di presentazione “uno a molti”, vi è stato uno scambio di idee più ricco e variegato. Nella giornata di sabato, per esempio, si è tenuto il panel “Horror e weird – affinità di genere”. Questo incontro era sicuramente tra i più mirati per comprendere questi due generi magari non affrontati da tutti nelle proprie letture. Con la partecipazione di Claudio Kulesko, Francesco Corigliano, Luigi Musolino, Andrea Berneschi e Michele Borgogni, autori di genere che hanno dato il loro punto di vista su cosa differenzia il weird dall’horror, e perchè ci piace leggerne.  

Scoprire il genere weird con Oblivion

La letteratura weird e la letteratura horror sono accomunate dal senso della paura che riescono a suscitare nel lettore. L’horror ha origini più antiche, riconducibili al romanzo gotico dell’800 o addirittura alla mitologia. È un genere che riesce a toccare molte tematiche tabù, come la violenza, la sessualità, la diversità, facendo al contempo critica sociale. L’aspetto psicologico è fondamentale, così come la centralità del protagonista, figura attraverso cui il lettore vive la narrazione. E l’horror è assolutamente ancora attuale dopo anni, perchè è un mezzo attraverso cui soddisfare il bisogno di provare emozioni forti, “un brivido”. Ce lo può confermare la popolarità di film al cinema come Nosferatu, una storia horror più classica che moderna. 

Il weird invece si concentra maggiormente sul rapporto tra irreale e reale e sulla sua dinamicità. La sostanziale differenza che lo distingue dall’horror è l’approccio e la causa della paura. Mentre nell’horror la minaccia viene incarnata da una figura fantastica (il vampiro, il licantropo, il mostro, gli alieni ecc.), che racchiude le nostre paure dentro logiche di causa-effetto, nel weird ci si imbatte davanti a delle forze che vanno oltre la nostra comprensione, e il pericolo è qualcosa di indefinito. Si perde il senso dell’umano, non ci sono logiche e strutture nello sviluppo della storia  Il weird riguarda l’orrore cosmico e l’ignoto. Nell’horror possiamo identificare la fonte della paura. Nel weird non possiamo, e ciò lo rende perturbante e più inquietante. 

La narrativa di genere è sicuramente meno popolare e magari anche difficile da scoprire per molti lettori, ma eventi come Oblivion possono sicuramente aiutare ad avvicinare il grande pubblico a una letteratura apparentemente di nicchia.   

(Fonti immagini: ufficio stampa e foto scattate in loco).

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