Uno dei protagonisti indiscussi del Romics 2026 è stato il mondo del doppiaggio: con le voci italiane di Stranger Things, grandi artisti premiati e ospiti d’eccezione. Non un breve segmento, ma uno dei suoi cuori pulsanti più vivi. Nella stessa giornata, sabato 11 aprile, il festival romano ha messo in fila due momenti diversi ma perfettamente complementari.
Nel primo pomeriggio, al Movie Village del Padiglione 5, l’incontro “Le voci dal Sottosopra – Stranger Things” ha chiamato a raccolta fan, curiosi e famiglie attorno a una delle serie più popolari e amate degli ultimi anni. Più tardi, al Padiglione 8, il Romics Gran Galà del Doppiaggio ha riportato al centro della fiera la storica tradizione italiana della voce, della direzione, della qualità e della preziosa memoria professionale. Entrambi gli appuntamenti erano centrali nel programma ufficiale della manifestazione.
Indice dei contenuti
- Stranger Things al Romics: il doppiaggio come richiamo pop immediato
- Quando anche i doppiatori partono prevenuti
- Dal palco dei fan al palco della tradizione: il Gran Galà
- I premi alla carriera e i riconoscimenti speciali
- I premi competitivi: tra giuria e pubblico
- Le “Vocine del futuro” non sono un riempitivo al Romics 2026
- Il momento più delicato: l’In Memoriam
- Gabriele Lopez e il finale inaspettato del Gran Galà
- Romics 2026 e doppiaggio: conclusione e info pratiche
Quella di sabato 11 aprile è stata, del resto, una delle giornate più dense dell’intera manifestazione, tra affollati incontri con ospiti internazionali, panel dedicati a fumetto, cinema, animazione e doppiaggio, senza dimenticare l’inarrestabile flusso continuo di cosplay, famiglie, content creator e curiosi tra i vari padiglioni della Fiera di Roma.
Stranger Things al Romics: il doppiaggio a Romics 2026 come richiamo pop immediato
Alle 15:00, sull’affollatissimo palco del Movie Village, si è svolto l’incontro dedicato a Stranger Things con Alessandro Budroni, Davide Perino e Sofia Fronzi, abilmente moderati da Mirko Fabbreschi. Il Romics 2026 lo presentava come un attesissimo evento dedicato alle voci italiane del “Sottosopra”, con Budroni (iconica voce del Capo Jim Hopper), Perino (associato stabilmente a Henry Creel/Vecna) e Fronzi (la giovanissima Holly Wheeler); Fabbreschi, invece, in veste di musicista, autore televisivo e storico leader dei Raggi Fotonici. Più che una semplice parentesi promozionale in fiera, il panel ha messo insieme abilmente la nostalgia per gli anni Ottanta, l’approfondimento sul lavoro vocale e il rapporto personale degli ospiti con la celebre serie di Netflix, senza limitarsi alla pura e semplice presentazione dei personaggi doppiati.
Il clima creatosi era apertamente fan-oriented: moltissima gente, tanti appassionati, molti bambini entusiasti ma anche adulti in cosplay; un pubblico anagraficamente trasversale e molto partecipe. Sul palco c’erano anche tre bravissime modelle con body painting ispirati all’universo della serie, ulteriore segnale evidente di un incontro pensato non come una semplice chiacchierata tecnica, ma come un piccolo evento immersivo e teatrale per chi quella saga la vive intensamente da dentro.

Quando anche i doppiatori partono prevenuti
Tra i passaggi sicuramente più simpatici dell’incontro, Sofia Fronzi ha raccontato al pubblico di aver guardato inizialmente Stranger Things con un certo pregiudizio di fondo, pensando erroneamente che fosse forse una serie un po’ sopravvalutata dai media. Poi, quando è arrivata professionalmente l’occasione di lavorarci al leggio, l’ha recuperata davvero e l’ha letteralmente divorata, ricredendosi. È un meccanismo psicologico che molti spettatori conoscono bene: certe serie mainstream sembrano quasi “troppo grandi” per essere affrontate con leggerezza all’inizio; poi, appena ci si entra dentro, si comprende perfettamente perché sono diventate il fenomeno mondiale che sono.
L’aneddoto non stupisce fino in fondo, anche perché la Fronzi, nonostante la giovane età, arriva a questo importante appuntamento fieristico con un percorso già fitto di esperienze tra serie e produzioni molto diverse tra loro: da 1899 a Obi-Wan Kenobi, passando per Citadel e The Boys.
La Fronzi ha anche restituito al pubblico un’impressione molto diretta del suo profondo rapporto con il personaggio, spiegando di rivedersi in parte in quella specifica voce e in quella presenza scenica. Dall’altra parte del palco, Alessandro Budroni ha parlato affettuosamente di Hopper come di un personaggio in cui si riconosce, almeno in parte, proprio per quel suo essere esteticamente burbero ma in fondo buono, chiuso e scostante solo in apparenza. Budroni ha anche lasciato intendere chiaramente quanto il personaggio sia cresciuto narrativamente nel tempo: da poliziotto ruvido, disilluso e trattenuto, a figura sempre più paterna, protettiva ed eroica nel corso delle stagioni. È anche per questo motivo che Hopper continua a funzionare così bene sullo schermo: perché sotto la dura scorza resta un personaggio profondamente umano che cambia, si apre e si carica di enorme peso emotivo.
Davide Perino, invece, ha riportato il discorso fieristico sul percorso concreto e metodico del lavoro di sala, raccontando come il suo ingresso in Stranger Things non sia stato affatto lineare come si potrebbe immaginare. In un primo momento, infatti, il suo coinvolgimento al leggio sembrava legato a un personaggio più marginale, destinato quasi a restare sullo sfondo della narrazione. Poi, però, l’inaspettata traiettoria scritta per la serie dai Duffer Brothers ha cambiato completamente il peso di quella presenza, trasformandola lentamente in uno dei volti più inquietanti e decisivi dell’intero racconto. È anche questo uno degli aspetti più interessanti del suo personaggio di Henry Creel, destinato a rivelarsi ben più di una semplice figura di passaggio: un’identità lacerata che si carica progressivamente di ambiguità, trauma e minaccia sovrannaturale, fino a diventare centrale e assoluta nell’immaginario dark della serie Netflix.

Dal palco dei fan al palco della tradizione: il Gran Galà
Se l’incontro su Stranger Things mostrava visivamente il doppiaggio come un ponte immediato e spontaneo tra pubblico e immaginario pop contemporaneo, il Gran Galà del Doppiaggio (svoltosi successivamente nel Padiglione 8) ha cambiato drasticamente registro senza però mai perdere energia. Lì il tono della manifestazione diventava volutamente celebrativo, ma senza mai apparire ingessato. Più che istituzionale nel senso freddo del termine, il Galà, giunto orgogliosamente alla sua ventunesima edizione, è apparso come un’autentica festa di settore costruita e pensata però davanti a un pubblico decisamente ampio, affezionato, rumoroso e sempre partecipe.
La conduzione spumeggiante di Perla Liberatori ha tenuto insieme magistralmente questi due lati della medaglia: il sincero affetto per il difficile mestiere e il forte desiderio di rispondere, anche se indirettamente, alle polemiche ricorrenti sui social sul cosiddetto “sistema” del doppiaggio italiano. L’apertura dello show, con la proiezione di un corto animato pensato appositamente anche per spegnere con l’ironia la solita polemica sulla chiacchierata “casta del doppiaggio”, andava esattamente in quella direzione: ricordare fermamente a tutti che dietro questo mondo così affascinante c’è una rigidissima filiera di competenze, di lungo studio, di ascolto, di tecnica sopraffina e di assoluta qualità. Con una battuta molto chiara lanciata dal palco: altrimenti finiremmo in sala per sentire tutti doppiare con accenti regionali improponibili, e non sarebbe esattamente un bel passo in avanti per l’arte italiana.

I premi alla carriera e i riconoscimenti speciali
Tra i momenti centrali e più attesi della serata ci sono stati i premi ufficiali al doppiaggio, già annunciati dall’organizzazione di Romics 2026 nelle settimane precedenti. L’ambito Premio alla Carriera è andato a Vittorio Stagni e Fabrizia Castagnoli; il Premio Andrea Quartana è stato assegnato meritatamente a Luisa D’Aprile e il prestigioso Premio Vittorio De Angelis è andato a Stefano Benassi. Romics aveva inoltre annunciato in anticipo i riconoscimenti tecnici a Maurizio Picchio (come miglior assistente di doppiaggio), a Maurizio Solofra (come miglior fonico di doppiaggio) e il premio “Vocine del futuro” alle giovani leve Gabriele Tonti, Angelica Tuccini e Luna Tosti.
Sul grande palco questi premi hanno avuto un peso umano e professionale particolare, diventando profondi riconoscimenti verso figure storiche che hanno davvero attraversato decenni di immaginario italiano. Per l’assente giustificato (fisicamente) Vittorio Stagni sono stati evocati con affetto molti dei personaggi che hanno segnato la sua lunghissima carriera, come l’indimenticabile Smarty (la faina in Chi ha incastrato Roger Rabbit) e l’esilarante Rick Moranis nei panni di Lord Casco nel cult Balle spaziali; mentre Fabrizia Castagnoli ha rappresentato egregiamente in fiera quella generazione di straordinarie professioniste che hanno dato al doppiaggio italiano una riconoscibilità fortissima anche quando il pubblico non sapeva ancora associare un vero volto a una voce familiare.

I premi competitivi: tra giuria e pubblico
Dalle premiazioni seguite dal vivo emergono con chiarezza i diversi vincitori delle categorie competitive. Tra i numerosi premi assegnati nella kermesse, per la Miglior Voce Femminile – Premio della Giuria il riconoscimento è andato all’esperta Ada Maria Serra Zanetti, mentre la Miglior Voce Femminile – Premio del Pubblico è andata a Francesca Fiorentini. Nella vivace sezione animazione, la Miglior Voce Femminile Animazione – Premio della Giuria è stata assegnata a Rossa Caputo, mentre l’ambito Premio del Pubblico è andato all’amata Ilaria Latini.
Per la seguitissima sezione maschile, la Miglior Voce Maschile Animazione – Premio della Giuria è andata a Federico Campaiola, mentre il Premio del Pubblico è stato assegnato trionfalmente a Renato Novara. Infine, nella combattuta categoria generale, la Miglior Voce Maschile – Premio della Giuria è andata a Simone D’Andrea.
Le “Vocine del futuro” non sono un riempitivo al Romics 2026
Uno dei momenti in assoluto più riusciti e teneri del Galà è stato quello dedicato alla premiazione delle Vocine del futuro. Sul palco sono saliti sorridenti Gabriele Tonti, Luna Tosti e Angelica Tuccini, tre giovanissimi e talentuosi professionisti premiati come migliori promesse assolute di una nuova generazione già ampiamente attiva tra cinema, serie tv e animazione internazionale.
Il giovanissimo Tonti ha già lavorato, tra gli altri progetti, nell’intenso Hamnet – Nel nome del figlio, nell’inquietante It: Welcome to Derry e prestando la voce al pesciolino Flounder nel live action di Ariel; Luna Tosti ha dato recentemente voce all’amatissima Lilo nel nuovo live action di Lilo & Stitch, alla dolce Amélie nel film La piccola Amélie e alla divertente Agnes nel campione d’incassi Cattivissimo Me 4; Angelica Tuccini, infine, ha invece doppiato con grande professionalità personaggi come Ronja nella serie Come sempre a Natale, Louise nel film Lupi mannari e la coraggiosa Ellie nel magico Ellie e la città di Smeraldo.

Il momento più delicato: l’In Memoriam
A spezzare improvvisamente il ritmo più festoso e celebrativo del Galà è arrivato il doveroso blocco In Memoriam, probabilmente uno dei momenti emotivamente più forti e toccanti della serata. Sullo schermo centrale del padiglione sono apparsi, tra l’applauso commosso del pubblico, diversi nomi illustri del mondo dello spettacolo e del doppiaggio recentemente scomparsi e ricordati con enorme rispetto e sincera partecipazione, tra cui Davide Lionello, Valentina Tornada, Vittorio Battarra, Adriana Asti, Alvaro Piccardi, Giancarlo Dettori, Mauro Bosco, Sergio Lucchetti, Saverio Indrio e il grande Pino Colizzi.
Ad accompagnare magicamente e musicalmente il momento, anche l’esibizione dal vivo di Anna Laviola, che ha cantato magistralmente il brano Qui con me (scritto da Serena Brancale), rendendo ancora più raccolta, intima e sentita una parentesi già molto intensa di per sé per tutti i presenti.
Gabriele Lopez e il finale inaspettato del Gran Galà del Doppiaggio del Romics 2026
Sulle ultime battute del segmento è arrivata a sorpresa anche l’ospitata sul palco di Gabriele Lopez, stimato doppiatore noto al grande pubblico televisivo soprattutto per essere la storica voce italiana dell’imbranato Leonard Hofstadter nell’iconica sitcom The Big Bang Theory, ma anche di formidabili personaggi come Colui che Rimane e il villain Kang (interpretati originariamente dall’attore Jonathan Majors nell’immenso universo cinematografico Marvel) e del folle Pinguino nella serie tv Gotham.
Accanto al faticoso lavoro al microfono in sala di doppiaggio, Lopez porta avanti parallelamente e con grande passione da anni anche un interessante percorso musicale da cantautore indipendente; e proprio al Romics 2026 ha voluto presentare dal vivo sul palco il brano inedito Non ci credo, coinvolgente singolo estratto dal suo nuovo progetto discografico in uscita.

Romics 2026 e doppiaggio: conclusione e info pratiche
Il doppiaggio, insomma, al Romics 2026 non è stato affatto solo una sterile parentesi nostalgica per addetti ai lavori, ma uno dei linguaggi comunicativi più vivi, profondi e condivisi dell’intera manifestazione fieristica: capace di mettere sapientemente insieme l’amore per la nostalgia, la grande tecnica vocale, la memoria professionale italiana e la cultura pop contemporanea. Dall’incontro seguitissimo dedicato a Stranger Things fino alle emozioni vissute al Gran Galà del Doppiaggio, la sensazione fortissima è stata quella di un pubblico ancora profondamente legato, quasi a livello affettivo, alle inconfondibili voci che accompagnano fedelmente i propri film, serie tv e animazione, plasmando di fatto il nostro immaginario collettivo.
Per l’elenco completo e ufficiale dei premi assegnati, dei riconoscimenti e per tutti gli ulteriori dettagli tecnici, il riferimento primario resta la pagina ufficiale del sito di Romics.
Romics 2026: Gran Finale (info e biglietti)
Il festival prosegue con la sua attesissima ultima giornata: domenica 12 aprile 2026. Il Romics torna ad animare la Fiera di Roma per il gran finale, dalle ore 10:00 alle 20:00.
- 💶 Costo Biglietti: Il biglietto giornaliero per domenica costa 15 euro (a cui si aggiunge la commissione di 1,50 euro per l’acquisto online).
- 🎟️ Dove acquistare: Online tramite il sito ufficiale e Vivaticket, oppure (in base alla disponibilità residua) direttamente in fiera alle biglietterie.
- 🚇 Come arrivare (da Roma Termini): Il percorso più semplice è prendere la Metro B fino a Piramide, per poi effettuare il cambio prendendo il treno regionale FL1 dalla vicina stazione Ostiense in direzione Fiumicino Aeroporto. La discesa è alla fermata Fiera di Roma.
Foto utilizzate: archivio personale della redazione

